Buglio e il sogno di vincere per la sua città: “La maglia del Viareggio non ha categoria”

VIAREGGIO. Era scritto nelle stelle che Angelo Buglio avrebbe in qualche modo coronato il sogno di vestire la casacca della squadra della città in cui è nato e cresciuto e dove vive tuttora. In pochi lo ricorderanno, ma il figlio dell’ex allenatore bianconero Francesco faceva parte del gruppo di giocatori in ritiro a Borgo a Buggiano prima che l’Esperia Viareggio si vedesse respingere la domanda di ammissione al campionato di Lega Pro.

Dalla vecchia C1 all’Eccellenza è stata una caduta rovinosa. Ma Buglio, condottiero indomito, non si è perso d’animo. Anzi: la sfida di riportare subito in alto il Viareggio lo intrigava. E con dodici gol è, assieme a Scandurra, il capocannoniere della squadra volata dritta dritta in Serie D. “Quali sono stati i miei gol più belli della stagione? Sicuramente la punizione contro il Real Forte dei Marmi al ritorno e il gol di due domeniche fa contro l’Urbino Taccola. Per me è stata un’annata incredibile: non segnavo mai di testa e in pochi mesi ne ho fatti un paio…”.

Buglio dedica il successo “a tutti i tifosi che ci hanno sempre sostenuto” e si sofferma sul fascino che ha per un viareggino vestire il bianconero. “Per me è una grande gioia festeggiare questo traguardo: avevo sempre cullato il sogno di giocare a Viareggio e ce l’ho fatta. Questi colori non hanno davvero categoria”. E per il prossimo anno? “Io spero di rimanere. La differenza tra Serie D ed Eccellenza non è abissale, con qualche innesto mirato possiamo toglierci altre soddisfazioni”.

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