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Che cos’è la personalità? Felicemente

VERSILIA. Nuovo appuntamento con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti. Risponde alle domande la dr.ssa Gessica Iannone, psicologa iscritta all’Ordine Professionale degli Psicologi della Regione Emilia-Romagna (n. 5504).

La personalità

Come si definisce la personalità?

“La personalità è l’insieme delle caratteristiche che, nelle diverse fasi della vita, permettono a ciascuno di noi di essere sempre sé stesso e di avere la stessa predisposizione ad agire indipendentemente dal variare delle situazioni” [Mischell, 1996]. La personalità si costruisce lentamente durante il corso dello sviluppo ed è un insieme di caratteristiche stabili che si modificano in base all’ambiente emotivo, relazionale e sociale in cui si vive.

Qual è la differenza fra temperamento e personalità?

Secondo Cloninger, il temperamento si riferisce al modo in cui siamo nati (la nostra predisposizione emozionale), il carattere invece è ciò che noi facciamo di noi stessi intenzionalmente. Queste due dimensioni concorrono a formare la personalità.
Facciamo l’esempio di un figlio: il suo temperamento è visibile già alla nascita, lo vediamo emergere in modo sempre più definito e non si può che riconoscerlo e prenderne atto; invece, per la sua personalità, noi e l’ambiente in cui vive possono influenzare la sua formazione.
Con una metafora potremmo definire la personalità come la struttura portante della casa, il carattere invece come l’arredamento: se l’arredamento può essere modificato con relativa facilità, difficile è cambiare i muri portanti che sono i più resistenti, in tutti i sensi.

Può cambiare la personalità?
I tratti di personalità sono modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di sé stessi. La persona può presentarsi con modalità differenti in situazioni differenti ma mantiene un suo caratteristico senso di identità. Soltanto quando i tratti di personalità sono rigidi e non adattivi e causano una compromissione funzionale significativa o una sofferenza soggettiva, essi costituiscono disturbi di personalità.

Cosa sono i disturbi di personalità?
Un Disturbo di Personalità rappresenta un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia decisamente dalle aspettative socio-culturali. Le sue caratteristiche diventano così abituali e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi, bizzarri, incomprensibili, in una parola inadeguati. Nella maggior parte dei casi tali caratteristiche possono non essere considerate problematiche da parte dell’individuo. Da questi comportamenti inadeguati derivano però le reazioni negative degli altri nei confronti del soggetto in questione, che si sente vittima della situazione e alimenta il proprio disturbo come riferito a una “colpa” altrui.

Quale durata ha un disturbo di personalità?
Esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta ed è stabile nel tempo.
I tratti di personalità che definiscono questi disturbi devono essere necessariamente distinti da caratteristiche che emergono in risposta ad eventi stressanti situazionali specifici o stati mentali più transitori. La durata dei comportamenti osservabili è superiore ad almeno 6 mesi.

Come si curano i disturbi di personalità?
Le persone con un disturbo di personalità non ritengono che il proprio comportamento sia problematico e spesso non richiedono un aiuto. Un processo di valutazione corretto prevede la formulazione di una diagnosi da parte del clinico, che deve incontrare la persona per poter fare un’adeguata valutazione secondo classificazioni scientifiche e manuali statistici appositamente pubblicati. Tutti i disturbi di personalità devono essere trattati con un percorso di psicoterapia, meglio se a medio-lungo termine. Solitamente i farmaci non modificano in alcun modo la struttura di personalità, anche si in alcuni casi possono essere utile per gestirne alcuni sintomi. Raramente un trattamento di breve durata può curare un disturbo di personalità perché la persona in trattamento dev’ essere sistematicamente confrontata con le conseguenze negative dei propri pensieri e comportamenti disfunzionali.

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Aggiornato il: 27-04-2015 18:12