VIAREGGIO. Luca Poletti è il candidato a sindaco di Viareggio per il Partito Democratico, la lista civica Viva Viareggio Viva e la Federazione di Sinistra.
Di lavoro fa l’imprenditore artigiano, è nato a Viareggio, ha 46 anni, è sposato e ha due figli.
Ha avuto esperienze come assessore all’Urbanistica, Presidente della CNA provinciale, membro della giunta di Camera di Commercio e dell’Autorità Portuale di Viareggio.

Perché candidarsi a sindaco di Viareggio, con le difficoltà che ne derivano?
Prima di candidarmi ci ho pensato molto perché ero ben cosciente dell’impegno che avrei intrapreso, sia in termini di campagna elettorale sia poi da Sindaco. Quello che alla fine mi ha spinto è stata la voglia di essere protagonista di una rinascita, che voglio con tutte le mie forze, di una città a cui sono legato, che conosco e che ha moltissime potenzialità. Ma come? Mettendo a disposizione innanzitutto la mia esperienza ma anche la mia volontà di coinvolgere le forze vive e buone di questa città che dovranno essere tutte protagoniste della rinascita di Viareggio. Una sola persona, pur brava che sia, non può fare niente e comunque sono cosciente che la mia storia sia amministrativa, sia politica, sia personale, ma anche il mio carattere possano far la differenza per governare al meglio la città di Viareggio con Torre del Lago.

Come vivi il clima di diffidenza verso la politica che si respira a Viareggio?
Comprendo il clima di diffidenza e sfiducia nei confronti della politica alla luce della situazione in cui ci troviamo. Proprio per questo la politica a Viareggio ha il dovere di riscattarsi. La politica in sé non è né buona né cattiva: sono le persone a fare la differenza. Personalmente mi ritengo responsabile e capace di prendere le scelte giuste per la città.

Cosa hai tu che gli altri non hanno? Perché un cittadino dovrebbe votare per te?
Perché ho la volontà di essere un sindaco popolare ma non populista: in mezzo alla gente, per la gente. Credo che la differenza oltre alle esperienze, che mi hanno abituato a risolvere problemi, la possa fare il mio carattere: determinato a prendere decisioni, ma aperto e pronto al confronto e al coinvolgimento. Il Partito Democratico, inoltre, avrà commesso errori ma è ancora l’unica grande forza – e le vicende nazionali lo dimostrano – che può garantire la stessa impostazione politica della Regione e del Governo con cui ci dobbiamo relazionare.

luca poletti

Quali sono le tue priorità per Viareggio?
Affrontare il presente e ragionare in prospettiva. Due parole che iniziano per P, come il mio cognome: posso citarne altre, come Porto, Passeggiata, Pinete e Piazzone. Porto, a simboleggiare i grandi comparti produttivi della città, da rilanciare e tutelare. Passeggiata, una vetrina da far vivere lungo tutto l’anno con eventi mirati, legati anche alle aziende del territorio (penso ad un evento sul florovivaismo, tanto per fare un esempio). Pinete, perché il patrimonio verde non può rimanere abbandonato a se stesso: esistono progetti strutturati dai quali possiamo attingere risorse economiche. Piazzone, perché il commercio è uno dei cuori di Viareggio. Questi due punti, poi, mi fanno pensare al grande tema della sicurezza…

Ecco, appunto: una delle questioni più sentite nell’opinione pubblica, e a ragion veduta. Cosa intendi fare?
Garantire controlli più regolari, più polizia municipale nelle strade e azioni capillari grazie alle nostre risorse e alle forze dell’ordine in generale. Ma soprattutto riconquistare le zone considerate insicure attraverso l’opera coordinata di comune e associazioni e anche pensare a semplici manifestazioni ed eventi che coinvolgano la città. Far vivere gli spazi caccia i malintenzionati.

E l’altro grande tormentone, il decoro che non c’è?
Si mette in atto una strategia per gradi: servono idee, non miliardi di euro. E io ho le idee chiare: dalle cose semplici come affidare in modo serio le aiole alle cure delle aziende agricole del territorio a una decisa revisione dei contratti con le partecipate per ottenere più vantaggi per il Comune e i cittadini, come lo spazzamento a mano più efficace per alcune zone o le manutenzione dei marciapiedi e delle strade. Poi, si attivano progetti che funzionano come per esempio “Cittadinanza attiva” per cui si riducono le tasse a chi si rende utile per la comunità svolgendo attività proprio in favore del decoro.

LucaPolettiVDomandone: come si esce dalle sabbie mobili del dissesto?
Innanzitutto si deve collaborare con l’organismo straordinario di liquidazione nominato dal Ministero per arrivare al risanamento. Dobbiamo puntare a recuperare i quasi 100 milioni di tasse, tributi … non riscossi sicuramente cercando di mettere nelle condizioni di pagare coloro che non l’hanno potuto fare per gravi difficoltà economiche e però con chiarezza avere la volontà di porre in atto questo recupero. Verificheremo anche eventuali alienazioni, ma state certi che il patrimonio di Viareggio, con me, non sarà mai in svendita. Tutt’altro: lo difenderò sempre e comunque. Infine apriremo con il Governo un confronto serrato per arrivare ad una soluzione che consenta di ammortizzare nel tempo questo peso e alleggerirlo dalle spalle dei viareggini.

Impegnativo.
Sì, ma cosa non lo è? Credo nella programmazione seria. Anche per la macchina comunale: servono cronoprogrammi applicati ad ogni settore, obiettivi da raggiungere in tempi certi.

Per quanto riguarda il lavoro?
Si abbatte la burocrazia fin dove possibile e si rivedono le regole se queste impediscono di far crescere o sviluppare un’attività a chi correttamente e nel rispetto della legge cerca di dare qualcosa a Viareggio. Voglio una città che costruisca opportunità, che torni ad essere innovativa e prospera.

E si arriva al capitolo cultura, Carnevale ed eventi…
Cultura e istruzione sono pilastri per Viareggio. I servizi scolastici non subiranno tagli, i luoghi della cultura dovranno essere pieni di vita grazie a iniziative mirate. Si devono sfruttare e consolidare al meglio le risorse messe a disposizione dal Governo, dalla Regione e dalle Fondazioni, guardando anche ai livelli europei. Questo per mantenere e sviluppare le nostre eccellenze: Carnevale, Pucciniano, cinema e teatro come motore di sviluppo e lavoro.
Insomma far rinascere Viareggio è la nostra sfida e sicuramente è la mia sfida.

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ultimo aggiornamento: 28-04-2015


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