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Scontri all’Expo: “Non insegnate ai bambini…”. Felicemente

VERSILIA. Nuovo appuntamento con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti.

Scontri all’Expo: “Non insegnate ai bambini…”

L’Italia finalmente sotto i riflettori di tutto il mondo per qualcosa di potenzialmente sensazionale: l’inizio di EXPO Milano 2015 ma… sembra ormai impossibile che nel mondo si propaghino immagini decenti del nostro Paese.

Così mi ritrovo a vedere auto, negozi e banche in fiamme, uomini e donne vestiti di scuro per lo più giovani e incappucciati che si agitano davanti allo schermo, file di poliziotti fermi come soldatini…poi ascolto l’intervista ad un giovane ragazzo manifestante:

 

Ero nel mezzo al corteo casino, hanno spaccato un pò di robe…

  • Perchè?

Perchè…perchè è una protesta, nel senso!

  • Questi ragazzi hanno fatto bene essenzialmente? Tu sei contento di com’è andata questa giornata?

Boh, io quando sono nel mezzo ai disastri sono contento comunque

  • Tu aderisci a qualche gruppo di contestazione?

Boh, quando c’è casino e mi ritrovo dentro faccio casino anche io…mi diverto.

 

Rifletto…

quando una famiglia si rivolge ad uno psicologo per chiedere aiuto spesso porta la richiesta più o meno esplicita di “guarire il proprio figlio”. Il nostro compito in quel momento è di accogliere la difficoltà che i genitori stanno vivendo e allo stesso tempo di capire cosa realmente accade ed è accaduto in passato a quel bambino o adolescente. È molto complesso il lavoro che un terapeuta è chiamato a svolgere  in ogni occasione ed è peculiare ad ogni famiglia.

Lo psicologo nella quasi totalità dei casi ha il compito di aiutare i genitori a riflettere su alcune modalità di educare, di relazionarsi, di comunicare con il proprio figlio, avendo in precedenza notato alcune discordanze ad esempio tra ciò che “predicano” e come “agiscono”.

Non posso non chiedermi cosa abbia vissuto questo giovane ragazzo per essere, alle soglie dell’età adulta, una persona così poco consapevole delle regole di civiltà, di come si possono far valere le proprie idee senza calpestare i sacrifici altrui.

Fantastico sulla sua famiglia e le sue esperienze passate, io non le conosco. Ciò che però conosco bene è quanto l’ambiente in cui cresce una persona influenzi lo sviluppo della sua identità. Quando si è adolescenti si è naturalmente spinti a ricercare nel mondo là fuori un senso di appartenenza a qualcosa (un genere musicale, una religione, una fazione politica ecc.) e questo perchè in questa fase della crescita se ne ha la necessità estrema. Nel nostro lungo percorso di creazione della nostra identità contano i valori che abbiamo respirato, gli esempi che ci sono stati dati, conta ciò che abbiamo direttamente o indirettamente vissuto…in altre parole quando ognuno di noi si appresta a costruire la propria “fortezza” conta come sono state fatte le sue fondamenta.

Voglio riportare a conclusione di questo articolo le parole di Giorgio Gaber che ritengo possano essere molto utili a tutti i genitori alle prese con la crescita dei figli:

 

 “Un bambino risponde «grazie» perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.

Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te.

Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura.

Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è «aiutami a fare da solo».

Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele, purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo più tardi di spiegargli l’importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.

Un bambino non apre un libro perché riceve un’imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la letteratura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell’oggetto che voi tenete sempre in mano con quell’aria soddisfatta.

Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.

Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L’ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti.

«Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così» è una frase da non dire mai.

Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci; provate a portarlo il più possibile nella natura.

Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve, sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto.

Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo, non è malvestito ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti.

Un bambino pone sempre tante domande, ricorda che le tue parole sono importanti; meglio un «questo non lo so» se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi sugli specchi lui lo capisce e ti trova anche un po’ ridicola.

Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore, lo legge, attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, spiegagli perché sei triste, lui è dalla tua parte.

Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.

Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.

Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre non un’amica.

Un bambino è il più potente miracolo che possiamo ricevere in dono, onoriamolo con cura.

«Non insegnate ai bambini la vostra morale è così stanca e malata potrebbe far male /…/ Non indicate per loro una via conosciuta ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita /…/ Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all’amore il resto è niente».

 

Felicemente

FeliceMente è curata da Valentina Aletti, psicologa clinica, laureata presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale ha conseguito master di perfezionamento in PNL , diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare e obesità , consulenza tecnica e peritale e disturbi dell’apprendimento e comportamento in età evolutiva. Per informazioni o richieste scrivere a:  [email protected]

Avvertenza: questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy

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Aggiornato il: 04-05-2015 13:00