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Quando il turismo sportivo è fonte di ricchezza: Viareggio, impara dalle Cinque Terre

VIAREGGIO. Le porte del palazzetto dello sport sono ben serrate, lo stadio è un rudere a cielo aperto e anche la piscina ha le sua criticità: è lo specchio di una città, Viareggio, al dissesto non solo nei conti comunali ma anche nell’impiantistica sportiva, dove gli investimenti languono da almeno una trentina d’anni. Dove l’affidamento della loro gestione a una partecipata del Comune oggi in liquidazione ha prodotto risultati fallimentari. E se quel poco denaro rimasto fosse impiegato nel turismo sportivo, quello che promuove le eccellenze di un territorio attraverso eventi dedicati a professionisti e dilettanti?

Basta poco. Per i futuri amministratori di Viareggio non c’è bisogno di spostarsi di troppi chilometri: è sufficiente guardare un piccolo gioiellino di 4mila anime chiamato Cinque Terre. Che in questi giorni ospita un festival di giornalismo sul tema del “glocal”, dove si è discusso anche di sport e ambiente. Prendete lo Sciacchetrail: nato dall’unione tra il nome del vino locale Sciacchetrà e trail running, questa corsa a piedi ha vivacizzato i cinque borghi in un weekend di fine marzo. Immaginate un percorso di poco più di 47 chilometri che si snoda lungo sentieri posti a 3mila metri d’altitudine con una vista mozzafiato sul golfo. “Il sabato sono stati organizzati convegni, degustazioni e mercatini, mentre la domenica è stata interamente dedicata alla gara”, spiega Daniele Moggia, uno degli organizzatori. “Al termine della corsa, ai 180 partecipanti è stato offerto un pasta party a base di prodotti tipici come le lasagne al pesto. E loro hanno particolarmente apprezzato…”. Il budget? Neppure troppo faraonico: 18mila euro.

Foto Vt
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Grandi eventi, grande risonanza. Matteo Cavazzuti, giornalista Rai che si occupa del Giro d’Italia, ricorda la crono che nel 2009 fece tappa proprio alle Cinque Terre: “La partecipazione di Lance Armstrong attirò le telecamere di una ventina di televisioni americane e australiane che fecero conoscere ai loro connazionali la bellezza di questa terra. Lo stesso Armstrong, poi, condivise sul suo profilo Facebook una foto di lui in bicicletta con il paesaggio sullo sfondo con il commento “Beautiful”: fece 300mila ‘Mi piace’ in una sola notte…”. Stefano Mei, campione di atletica leggera originario di La Spezia, racconta il suo vissuto: “Le federazioni sceglievano spesso centri turistici sulla riviera adriatica come sedi di importanti gare, soprattutto per la loro ricettività alberghiera. Oggi la Romagna sa usare benissimo lo sport come mezzo di valorizzazione del suo territorio”.

Il mare non basta. Da Monterosso a Riomaggiore, del resto, sarebbe impensabile vivere di solo turismo balneare. Come osserva il responsabile della comunicazione del Parco delle Cinque Terre Luca Natale, “dal 1° giugno al 31 agosto hai la tua stagione, ma negli altri giorni dell’anno cosa offri? Il passaggio sul territorio non può essere limitato solo a un turismo mordi e fuggi”. I visitatori, poi, cercano un altro tipo di esperienza. “Qui è tutto scogli, con le eccezioni di Monterosso e Vernazza, perciò il turismo balneare incide in minima parte”, è l’analisi di Vittorio Alessandro, presidente del Parco stesso. “Gli stranieri apprezzano soprattutto l’espressione paesaggistica. Ecco, il segreto delle Cinque Terre forse è proprio il saper qualificare la propria proposta in modo da avere un turista affezionato”. Quelli che, una volta, anche la (fu) “Perla del Tirreno” poteva vantare…

E Viareggio? “È una realtà incentrata sul suo lungomare, caratterizzato da una vitalità notturna che alle Cinque Terre manca”, prosegue Alessandro. “Poi ha tutta una serie di servizi – penso ai trasporti pubblici – in grado di rispondere alle esigenze del turista e del residente: questi possono essere più o meno buoni ma sulla carta si presentano più funzionali rispetto a quelli delle Cinque Terre, paragonabili a un’isola in termini di logistica”. E qui entra in gioco una parola che ricorre spesso nei proclami di politici e addetti ai lavori: sinergia. “Albergatori e commercianti litigheranno sempre, è inevitabile, specie nei piccoli centri”, conclude Alessandro. “Però alle Cinque Terre siamo riusciti a fare rete: il Parco è visto come una piattaforma, uno strumento di difesa che fa da garante del marchio di qualità ambientale. Non soffoca le attività economiche: le promuove”. A Viareggio, invece, il Parco di Migliarino San Rossore è visto come una potenzialità inespressa o come un ostacolo alla voglia di divertirsi sulla Marina di Levante. Quasi nessuno, però, lo considera un possibile collante tra più entità.

via-lam (51)Una lezione da imparare. Cavazzuti racconta poi la (bella) storia della Maratona delle Dolomiti, corsa ciclistica che da anni riempie gli alberghi della Val Badia per due settimane a luglio: un anno fa hanno partecipato quasi 9mila atleti a fronte di oltre 32mila richieste. “Ma gli inizi sono stati difficili: istituzioni e commercianti erano sul piede di guerra contro la chiusura delle strade al traffico. Con il passare del tempo si sono ricreduti e, anzi, chiedono che molte più arterie siano lasciate libere dalle auto”. Da noi difficilmente le categorie economiche accetterebbero di buon grado la chiusura del viale a mare per un giorno (ricordate la Firenze-Viareggio di ciclismo, poi trasferita a Lido di Camaiore?), figuriamoci per quindici…

Il buon esempio. Nonostante tutto, in riva al Tirreno c’è chi ancora crede nello sport. Riuscendo, con pochi spiccioli, a compiere imprese epiche. Il Viareggio è stato promosso al primo colpo nella Serie D di calcio, il Cgc è arrivato alle finali scudetto e di Coppa Italia di hockey su pista, la Sistemi Gestionali è salita nelle Serie A2 di basket femminile, il Viareggio Beach soccer lotta ogni anno per lo scudetto del calcio in spiaggia. E soddisfazioni arrivano anche dal nuoto, dalla ginnastica, dal canottaggio. Non servono i trilioni di sceicchi arabi od oligarchi russi: a volte basterebbe un pizzico di buona volontà. Non l’indifferenza e la cecità che hanno lasciato emigrare, se non addirittura sparire, grandi eventi. Gli stessi che creavano un indotto per la città. E che ora, per una strana legge del contrappasso, appaiono le vittime più illustri del dissesto.

Gabriele Noli
Simone Pierotti

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Aggiornato il: 06-06-2015 16:45