“Malori nei cantieri per il troppo caldo. Serve tutela per gli operai”

FIRENZE. Nel pomeriggio del 23 luglio scorso, mentre lavorava in cantiere a Calenzano, con la temperatura ai massimi livelli, il lavoratore edile Tonin Radovani di 49 anni, si è accasciato a terra e purtroppo successivamente è deceduto in ospedale. “La prima ricostruzione di quanto accaduto lascerebbe supporre come probabile il colpo di calore. Fermo restando che attendiamo i risultati dell’autopsia e quindi della diagnosi di quanto successo, dobbiamo fin da subito sottolineare che in questi giorni, a causa della calura estrema, sono molti lavoratori edili ci hanno manifestato difficoltà pesanti, fino ad aver subito malori”, dice Marco Benati (segretario generale Fillea Cgil Firenze). Che aggiunge: “Purtroppo il rischio di colpo di calore è ancora troppo sottovalutato visto che raramente è gestito, come invece dovrebbe essere, quale ‘alto rischio’ nei piani di sicurezza, e che raramente i lavoratori ricevono la necessaria informazione/formazione a riguardo. I lavoratori edili ancora una volta di troppo non sono tutelati come necessario e come dovuto per legge: ne è la dimostrazione il fatto che non abbiamo verificato nelle ultime settimane, cambiamenti e riduzioni degli orari di lavoro nei cantieri, anzi in taluni casi pur con temperature di 40° si è fatto lavorare 10 ore al giorno. Le imprese dovrebbero obbligatoriamente programmare pause adeguate di riposo per i lavoratori, fermo restando che hanno la possibilità di ridurre gli orari di lavoro per eccessivo caldo e ricorrere alla Cassa Integrazione quando la temperatura supera i 34°”.

Conclude Benati: “Si prevede che nei prossimi giorni ci sia un ritorno di alte temperature, pertanto la nostra rivendicazione alle imprese e ai coordinatori per la sicurezza è la messa in atto le misure previste dalla legge a tutela degli operai, e agli organi ispettivi di svolgere adeguati controlli a riguardo. Allo stesso tempo confidiamo che a breve sia fatta la massima chiarezza sulla dinamica di quanto subito dal compianto lavoratore Tonin, che abbiamo conosciuto e sempre apprezzato per la sua serietà, a piena tutela dei suoi tre figli e della moglie a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e volontà di assistenza”.

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