VIAREGGIO. Al nostro primo incontro, in sala prove, timida e riservata, nascosta dietro un microfono quasi più grande di lei, ho pensato che fosse una ragazzina inesperta alle prime armi. Poi è partita la musica, le prime note, le mani scritte delle sue canzoni che si muovono con maestria sul pianoforte, l’armonica a bocca e quella voce avvolgente che in un batter d’occhio ti fa cambiare idea. Giulia Mutti è un’artista a tutti gli effetti, nonostante i suoi 22 anni e le difficoltà nel cercare un equilibrio tra la sua vita di giovane donna e gli impegni di nuova promessa della musica.
Lanciata tre anni fa dal personal manager e direttore artistico Stefano Francesconi Giulia, dopo aver partecipato con successo a vari concorsi locali e nazionali, è arrivata in poco tempo alla grande musica. La scorsa estate ha partecipato al tour con Paolo Vallesi  che l’ha vista esibirsi per più di 30 date in tutta Italia come musicista (tastiere e armonica a bocca), featuring e opening artist.
Al PalaBanco di Brescia Giulia ha aperto come miglior emergente la manifestazione “Donne in Canto” alla quale prendono parte le maggiori artiste femminili italiane come Irene Grandi, Giusy Ferreri, Paola Turci, Ivana Spagna, Malika Ayane e tante altre. Con il brano “Enzo” Giulia è arrivata alle finale di Musicultura (Premio Recanati) a Macerata tra più di 900 partecipanti. La stagione 2015 l’ha vista aprire gli spettacoli di Paolino Ruffini e i concerti della PFM a Milano e Forte dei Marmi, dove Giulia ha avuto il piacere e l’onore di lavorare fianco a fianco con uno dei suoi miti, il grande Franz Di Cioccio.
Musicista a tutto tondo, autrice dei suoi testi e della sua musica, Giulia Mutti non è una che passa inosservata. Lo sa bene Fabrizio Barbacci, produttore discografico, compositore e musicista italiano, noto soprattutto per le sue collaborazioni con i Negrita (che lui stesso ha lanciato) e Luciano Ligabue (sarà una delle anime del prossimo Campovolo 2015) con cui due anni fa è iniziata una stretta collaborazione che porterà all’uscita del suo primo disco. Grande attesa intorno a questa prima grande fatica che ha visto Giulia lavorare accanto a Paolo Alberta, ingegnere del suono che ha realizzato dischi anche per Jovanotti, Ligabue e Gianna Nannini e al tastierista dei Negrita, Ghando. Anche Steve Lyon, vincitore di due Grammy Awards e collaborazioni con Depeche Mode, The Cure, Laura Pausini ha partecipato alla realizzazione di alcuni brani scritti da Giulia.
Tante grandi soddisfazioni per questa giovane promessa della musica versiliese, nata nel 1993 a Pietrasanta che si è

(Foto: Luca Galeotti)
(Foto: Luca Galeotti)

avvicinata al pianoforte per non essere da meno alla sorella maggiore che aveva iniziato a suonare. Le prime lezione di piano, poi quelle di canto senza mai unire musica e parole, quasi a non voler confondere queste due grandi passioni. Poi la maturità al Liceo Scientifico Michelangelo e la fine della scuola, il dubbio amletico che assale tanti giovanissimi sul cosa fare da grandi e l’incontro con Stefano Francesconi, lui che per primo le ha chiesto se era capace di scrivere canzoni e lei, sempre per non sentirsi in difetto, che arriva a casa e inizia a comporre e a unire, per la prima volta, le note con le parole. Quello che viene fuori è quello che oggi abbiamo il piacere di sentire sul palco, racconti di vita esperienze e ricordi racchiusi in testi taglienti.

Ha le idee chiare Giulia, stakanovista della musica, professionale e molto attenta a ogni singola nota – come la descrive chi le sta attorno – lei che non suona per diventare famosa, ma per il piacere di suonare. Così anche la breve esperienza dei talent (dopo la sfida a “Amici”) è stata momentaneamente messa da parte. “So che la tv rappresenta una grande opportunità per fare starda – spiega – ma al momento preferisco sfruttare il vecchio palco e le occasioni che grandi artisti mi hanno proposto”.
La valigia sempre pronta, le difficoltà nel non poter fare programmi e nel non poter vivere una vita normale da ragazza di 22 anni. “Per ora non mi pesa – racconta Giulia – sto facendo quello che mi piace e non posso che essere contenta. La parte più difficile è legata alla pressione delle persone che mi stanno intorno, perché non sono solo io che ho scommesso sul mio futuro e la paura di deluderli è tanta”.
Timida, riservata, sempre in cerca di approvazione da chi le sta intorno, Giulia si trasforma durante le sue esibizioni diventando un vero e proprio animale da palcoscenico. “In concerto riesco a dare il meglio di me stessa – racconta – ogni paura svanisce, tutto quello che faccio mi sembra così normale e naturale e lo vivo con grande tranquillità”.
L’energia le verrà forse da quelle mani scritte delle sue canzoni, in un rituale che sembra riprendere quello degli indiani prima di entrare in guerra. “Le mani scritte sono una sorta di portafortuna, mi piaceva avere qualcosa che mi distinguesse. I miei brani nascono dal pianoforte, dalle mie mani e volevo cercare di metterle il più possibile in risalto”.
giulia mutti
(Foto D’Iorio)

L’appuntamento con Giulia Mutti è per domenica 23 agosto alla Cittadella del Carnevale (guarda il video) dove la cantautrice versiliese (insieme a Lorenzo Cioli alla chitarra) sarà la special guest nel concerto de Il Cile, reduce dal clamoroso successo dell’estate “Maria Salvador” insieme a J-Ax. Poi via dalla Versilia per qualche mese per concentrarsi sull’uscita dell’atteso album che riserva grandi sorprese, tutte ancora top secret.

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