VIAREGGIO. “La mancanza, nel dispositivo della sentenza, dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’impresa rappresenta un problema notevole perché, in carenza di tale autorizzazione, vige l’articolo per il quale ‘l’esecuzione dei contratti è sospesa fino a quando il curatore, con l’autorizzazione del comitato dei creditori, non dichiara di subentrare nei contratti in luogo del fallito’.” Lo scrive Massimiliano Baldini, capogruppo consiliare del Movimento dei Cittadini, a proposito della Viareggio Patrimonio.

“E, come giustamente ha già detto il curatore fallimentare che è uomo preparatissimo e notoriamente stimato nell’ambiente, la questione non è di poco momento perché il principio ispiratore del fallimento è la tutela del ceto creditorio che sarà contemperata dagli interessi pubblici in ballo ma che non permetterà certo di depauperare l’attivo del fallimento. Concetto che rimane parimenti vero anche nel caso in cui sia il Comune a richiedere alla curatela la stipula di contratti che dovranno comunque sottendere a tali principi per i quali rapporti che producano un peso ingiustificato per i creditori non saranno accettabili.

“Vedremo come si svilupperà questo quadro fallimentare di Viareggio Patrimonio, sia chiaro, voluto dall’amministrazione Del Ghingaro subito e di corsa per fare come Ponzio Pilato e scaricare sul curatore decisioni che non si volevano assumere, affogando nel fallimento un possibile autunno caldo dei lavoratori e dei cittadini.
Un fallimento che è solo agli inizi e per il quale vedremo, passo dopo passo, quali saranno le decisioni che vorrà assumere il curatore fallimentare che, lo ripeto, pur nel rispetto delle prerogative di tutti gli organi fallimentari, rimane punto di riferimento e dominus della procedura. Tuttavia mi pare evidente, da parte dell’Amministrazione Del Ghingaro, che la fretta con la quale si è deciso di optare per la scelta fallimentare rischi di non aver previsto efficacemente tutte le conseguenze che ricadono sugli interessi pubblici in gioco, rischiandone un serio pregiudizio.

del ghingaro“Ad esempio, già dalla lettura della sentenza, si evince che ‘la ricorrente ha rinunciato espressamente alla comparizione personale’ che, al contrario ed a mio avviso, avrebbe potuto essere utilizzata, nel contraddittorio con il giudice su di un tema tanto delicato come le società in house, per approfondire e ragionare dell’utilità dell’esercizio provvisorio, magari ottenendolo già con la sentenza. Del resto non si parla mica di una srl che vende frigoriferi (e per la quale l’udienza prefallimentare è parimenti utile) ma, nella sostanza, del fallimento della città visto quanti beni pubblici sono stati passati in capo alla Patrimonio e che oggi rischiano di chiudere.

“Ma è sotto gli occhi di tutti come l’Amministrazione Del Ghingaro si sia comportata: deposita l’istanza di fallimento il 31 agosto senza alcun confronto con la Conferenza Capigruppo, con il Consiglio Comunale, nè tantomeno con la città, non fornisce ai Consiglieri la stessa istanza mai, nè in Commissione Bilancio, nè in Consiglio Comunale, anzi addirittura tiene un Consiglio Comunale dove prima rifiuta il rinvio richiesto dalle opposizioni (ignare del fatto che era già stato tutto deciso) per attendere l’imminente decisione del Tribunale sul fallimento e poi fa votare atti incidenti sul patrimonio della società quando la sentenza di fallimento era già stata pronunciata tre giorni prima.

(foto Marco Pomella)
(foto Marco Pomella)

“Atti inutili peraltro, visto che – come è costretta ad ammettere oggi la stessa Assessore al Bilancio Servetti – intervenuto il fallimento, gli eventuali comodati dovranno essere discussi ed accettati dal curatore fallimentare il quale, come abbiamo detto sopra, deve tutelare la massa creditoria. Viareggini e torrelaghesi, ci rendiamo conto con chi abbiamo a che fare? Non a caso i sindacati sono in agitazione perché la situazione, per i lavoratori in particolare, è decisamente critica così come potrebbe diventarlo per gli impianti sportivi e per gli immobili, specialmente dove ci sono già pignoramenti trascritti antecedentemente alla sentenza di fallimento.

“In Consiglio Comunale questo sindaco pro-tempore, pessimo pure come prestigiatore politico, ci è venuto a raccontare che lui sarebbe il salvatore della patria, ma voglio ricordare che il primo atto politico di Del Ghingaro è stato dire alla città che il suo riferimento era Marco Marcucci, il ‘padre della Viareggio Patrimonio’: i marcucciani erano in prima fila fra i suoi sostenitori in campagna elettorale, ha nominato a posti di rilievo chi ha presieduto o ha fatto parte per anni della Commissione di Controllo sulla Viareggio Patrimonio, ma, in tre mesi, non l’ho mai sentito parlare e sostenere azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori”.

(Visitato 287 volte, 1 visite oggi)
TAG:
massimiliano baldini viareggio patrimonio

ultimo aggiornamento: 20-09-2015


“Servetti e Marchi sapevano della Patrimonio ma hanno taciuto: dimissioni subito”

“Bindocci allontanato dalla Cgil? Speriamo siano solo voci”