SERAVEZZA. “Alle parole da sempre preferisco i fatti e quindi le concretezze. Leggo e sorrido quando le persone scrivono – parlano – e dimostrano di non avere la minima idea della mia persona e della mia visione del territorio. Ricostruiscono scenari immaginari credendoli possibili. Un po’ di serietà, di eticità, non guasterebbe, specialmente quando si parla del futuro, appunto, di un territorio”.

Lo scrive il candidato sindaco di Seravezza, Riccardo Tarabella.

“Mi sono candidato sindaco a Seravezza perché invitato a farlo e ben felice di farlo. Senza snobismi. Senza baratti. Non con l’idea di andare a coltivare un orticello, ma con una visione ben precisa della situazione versiliese attuale: quella di un territorio che progredisce solo se avanza unito, di un distretto che ha grandi unicità, grandi caratterizzazioni, grandi eccellenze che da sole però non bastano. I cittadini se ne rendono conto vivendo la vita di tutti i giorni. C’è bisogno di stare assieme, di pensare assieme, di coordinarci nel miglior modo possibile, con il legittimo orgoglio dei nostri singoli punti di forza, ma capaci di mitigare assieme i comuni punti di debolezza. Non a caso il mio slogan per Seravezza è “al cuore della Versilia”. Sono stato cercato e chiamato e ho detto SI, dopo un necessario approfondimento delle progettualità. Da versiliese, da seravezzino, da quercetano lavorerò portando con me le esperienze maturate a Forte dei Marmi così come quelle maturate a Lucca, a Firenze, a Roma e in tutti i luoghi in cui negli anni ho potuto mettere in gioco le mie capacità personali, professionali e politiche. Ai giovani “scrittori” del centrodestra che mi tirano in causa nelle cronache locali suggerisco di fare altrettanto, mettendo le loro capacità al servizio di qualcosa, anziché pronunciarsi continuamente sul nulla.

Mi riferisco al consigliere Fabio Giannotti che ieri ha fantasiosamente ipotizzato miei improbabili baratti tra biblioteche a Forte dei Marmi e poltrone a Seravezza. Solo il fatto di averlo pensato mi porta viva delusione e rivela un limite politico che ritenevo non avesse: non mi sembra che oggi si possa rappresentare il nuovo in questo modo.

Poi – sempre a proposito di pronunciamenti sul nulla – il consigliere Riccardo Cavirani mi sembra ormai specializzato proprio in questo. Dopo aver annunciato ai seravezzini attoniti che nel 2016 non si sarebbe pagata quell’Imu sui terreni agricoli che nel nostro Comune, classificato da sempre montano, nessuno è mai stato tenuto a versare (come già puntualmente precisato dal sindaco Ettore Neri), si avventura oggi in un surreale dibattito con sé stesso sul crematorio consortile che a Seravezza nessuno ha mai detto di volere, dato che l’amministrazione in carica, in tempi lontani e non sospetti, ha rifiutato proposte di questo genere. Quindi? Anche qui, se questo è il nuovo…”.

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Riccardo Tarabella incontra i cittadini di Pozzi

“Pensare Seravezza come un unico distretto culturale”