VIAREGGIO. “Ho letto con un certo stupore la reazione stizzita di alcuni esponenti dell’amministrazione comunale rispetto alla richiesta di aiuto ed alla paura di essere dimenticati fatta dagli ex dipendenti della Viareggio Versilia Congressi. Ma la veemenza dei toni mi fa supporre di aver colto nel segno”. Lo scrive il sindacalista Massimiliano Bindocci della Filcams-Cgil di Lucca e Versilia.

“Mi sembra di vedere un attacco personale sopratutto nelle frasi dove mi si cita personalmente parlando addirittura in latino di ego. Ebbene, cosa c’entra l’ego con il licenziamento di sette persone e la mancata risposta a una richiesta di incontro?

“Sostenere che un sindacalista che si arrabbia per un licenziamento è egocentrico è davvero una pretesa originale, il silenzio dei sindacalisti davanti ai licenziamenti forse accadeva in altre epoche storiche. Comunque, parlando del Principino, il pronome ‘io’ non è stato usato nemmeno come soggetto sottinteso: qual è il problema, dunque?

“Gli attacchi personali mi sembrano un comportamento grave, non tanto per lo stile, ognuno ha il proprio, ma perché si vuole far decadere in rissa una questione che invece meriterebbe una gestione intelligente e rispettosa delle persone. Forse l’obiettivo è proprio quello scaricare sugli altri, chi difende i lavoratori, gli evidenti limiti di una gestione delle partecipate che ad oggi è piena di interrogativi.

massimiliano bindocci“Abbiamo fatto 3 o 4 incontri e non 40 (matematica) per la Congressi, ma il problema sta nei fatti e non nella quantità di incontri o nei discorsi, e non si risolve nemmeno con gli accordi con l’impegno a garantire i livelli occupazionali, che attesta le intenzioni ma non le soluzioni.

“Fallimento delle partecipate, licenziamenti, ritardi degli stipendi, ricorsi: mi sembra che non ci sia bisogno di molta mania di protagonismo per trovare nella gestione della macchina comunale problemi irrisolti e oggettivi che preoccupano il personale.

“Tornando alla Viareggio Versilia Congressi, il bando è stato fatto proprio dall’amministrazione con un voto in consiglio comunale: sicuramente è conforme, nessuno ha mai parlato di scorrettezze, ma è stata espressa solo la preoccupazione che sia eccessivamente oneroso, preoccupazione confermata da alcuni operatori che erano interessati a prendere in gestione la attività. Dunque se l’amministrazione ha ragione lo scopriremo i primi di gennaio: nel frattempo si comprenda la rabbia di chi non vede un euro da tre mesi.

“Invece di polemizzare, l’amministrazione dica ai lavoratori licenziati e a chi li rappresenta – piaccia o non piaccia, il sindacato non lo sceglie la controparte – quando rientreranno a lavorare: queste persone hanno bisogno di lavorare e di uno stipendio per fare la spesa, non di polemiche sulla stampa per nascondere i problemi.

“Quindi invito alla calma, al rispetto, ad essere concreti e trovare soluzioni oltre che ad una maggior conoscenza delle cose che si dicono. Addurre poi problematiche interne al sindacato mi sembra veramente curioso, non credo che in Cgil ci sia una componente che non stia con i lavoratori licenziati”.

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