MASSAROSA. Sono state approvate ieri sera, con i voti della maggioranza – i consiglieri di minoranza sono usciti al momento della votazione- le modifiche al regolamento che disciplina le sagre sul territorio del comune di Massarosa.

 “Come avevamo già preannunciato – sottolineano il sindaco Franco Mungai e il consigliere delegato alle attività produttive Raffaello Giannini- si tratta di modifiche che prevedono norme più stringenti volte a disciplinare e calmierare il fenomeno delle sagre, tutelando tuttavia le sagre storiche (Sagra del pesce-Massaciuccoli, Sagra dell’olio e delle olive Piano del Quercione, Sagra della zuppa alla contadina Piano del Quercione, Festa della rinascita Montramito, Pizza al volo volley Massarosa, Ranochiocciola Massarosa, festa della liberazione Montramito, Festa democratica Montramito, Bargecchia Festival Bargecchia, Sagra della pupporina e del tordello Bozzano, Festa del pesce Montramito, Sagra della bruschetta Quiesa, sagra dello stinco Piano del Quercione, Sagra del fungo porcino e polenta Montramito e Sagra del quartuccio fritto e delle mondine Bargecchia).

Le principali novità riguardano: la riduzione delle portate del menù da 22 a 15 con un calo quindi di circa il 30%. Ogni associazione non potrà fare più di una sagra e massimo tre feste in un anno a meno che non si tratti di associazioni a carattere economico come i Centri Commerciali Naturali, a cui saranno concesse deroghe. Le modifiche introducono inoltre il principio della “concomitanza e della zona limitrofa” per cui una sagra nuova non potrà andare in concomitanza con una sagra storica o con un’altra nuova sagra, con il conseguente abbattimento sul calendario di 4 sagre.

 Tra le novità anche il divieto di organizzare sagre ad associazioni con meno di due anni di attività: ma a Massarosa, e lo sanno tutti, sono molte di più quelle già attive e che, in teoria, avrebbero i requisiti per farne richiesta.

 “Ne è derivato quindi – concludono– un regolamento che ha cercato di mediare gli interessi delle categorie economiche come Centri commerciali Naturali, del volontariato e dei ristoratori”. In realtà però le richieste di Ara, l’associazione albergatori e ristoratori di Massarosa, erano ben altre: equiparazione della tassa sui rifiuti tra sagre e ristorante e limitazioni più stringenti sui menu, ad esempio vientando la pizza. Richieste che, in questa fase, sono rimaste disatttese, come quelle di Confcommercio. E qualcuno già mormora il regolamento sia stato fatto anche per permettere la nascita di due nuove sagre sul territorio (altro che limitazione insomma), una a Piano del Quercione e una a Quiesa. Probabilmente sono solo voci, ma il tempo dirà se troveranno o meno conferma.

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ultimo aggiornamento: 08-03-2016


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