Novello Finotti alla conquista della Corea - Arte, Cultura Versiliatoday.it

Novello Finotti alla conquista della Corea

PIETRASANTA. Ogni sua opera è un complesso incontro di sogno e realtà. Ricordi, intuizioni, inaspettati voli pindarici del pensiero popolano l’universo creativo di Novello Finotti, veronese di nascita, pietrasantese di adozione, classe 1939, che da oggi sino al 24 aprile espone oltre 40 opere di scultura nel prestigioso Museum of Art di Busan. E’ la seconda tappa di un tour espositivo itinerante che in prima battuta, la scorsa primavera, lo ha visto protagonista al Seoul Museum, nella capitale del paese orientale. Finotti presenta opere dal ’66 alle ultime creazioni, in marmo, bronzo, granito, basalto, di grandi e medie dimensioni, tra cui anche le opere esposte nel 1966 e nel 1984 alla Biennale di Venezia.

L’artista non è la prima volta che sbarca in Corea, nel 2004 ha partecipato alla Biennale d’arte di Busan, mentre nel 2013 è stato lo scultore coreano Kim Young – Won a esporre a Padova le sue opere insieme a quelle di Finotti, nel contesto delle aree monumentali della città. Ma come nasce questo rapporto con la Corea? “Tutto nasce da una mostra che tenni a Pietrasanta nel 1992 – spiega Finotti – venivano spesso a visitarla studenti coreani della vicina Accademia di Carrara. Con alcuni di loro nacque un rapporto di reciproca stima tanto che oggi, diventati professori o artisti, mi hanno chiamato a questo grande progetto espositivo che porterà le mie opere nelle principali città coreane”.

“Finotti, come un magico funanbolo senza rete – scrive di lui Antonio Paolucci – cammina sugli abissi. Vede il Sogno e il Mito, contempla con classico distacco gli orrori e gli splendoti dell’umana condizione”.

Novello Finotti vive e lavora tra Sommacampagna e Pietrasanta, dove è presente fin dal 1974. La sua fortuna internazionale inizia nel 1964, quando la Armony Gallery di New York gli dedica una personale. Da lì in poi lo scultore è passato da un importante appuntamento all’altro: nel 1966 e nel 1984 partecipa, su invito, alla Biennale internazionale d’arte di Venezia. Nel 1986 presenta una mostra antologica a palazzo Tè di Mantova, nel 2012 a Wageningen in Olanda.

Tra le opere più famose che gli sono state commissionate vi è l’intervento per la facciata della basilica di Santa Giustina di Padova; il decoro di un altare e una statua per la basilica di San Pietro a Roma.

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Aggiornato il: 12-03-2016 21:00