Remedi: "Questa Champions è per Federico e Matteo" - Beach soccer, Sport Versiliatoday.it

Remedi: “Questa Champions è per Federico e Matteo”

Studia per diventare un campione ma intanto campione lo è già. D’Europa. Mica male per uno che con la Euro Winners Cup niente aveva avuto a che fare prima di una settimana fa. A 24 anni Alessandro Remedi è uno dei ragazzi del Muraglione con margini di crescita talmente ampi da far pensare che in un futuro neppure troppo lontano possa guadagnarsi la Nazionale. “Per me sarebbe un sogno, ci spero ma adesso è troppo presto. Prendere il posto di chi fa parte di quel gruppo da tanto tempo è dura”.

E se il domani, forse, si tingerà d’azzurro, nel presente i colori sono il bianco ed il nero, felicemente indossati dopo la stagione, quella passata, di apprendistato al Pisa. “Il mister mi aveva detto che sarei potuto essere importante, non credevo di giocare così tanto, sono stato anche fortunato. Questa era la prima Champions, mi ci vorranno giorni per rendermi conto di quello che siamo riusciti a fare. Davvero tanta roba”.

A segno dal dischetto sia in semifinale sia in finale. “Eppure in passato di rigori ne avevo sbagliati diversi. Santini ha deciso che dovevo batterli e così facendo mi ha dato fiducia. Per me questo conta tanto. Mi sono messo a disposizione, ho dato il cambio a Gori e Valenti ma ho caratteristiche diverse, loro hanno colpi che io probabilmente mai riuscirò a mettere in pratica, cerco comunque di imparare il più possibile”.

Nessun senso di appagamento. Giovedì (2 giugno) il Viareggio sarà di scena in Coppa Italia contro il Canalicchio Catania. “Abbiamo vinto un trofeo dopo 4 anni, adesso è giunto il momento di dimostrare di essere i più forti. Io voglio tutto, la coppa e lo scudetto. Non ho obiettivi personali, fare bene per la squadra è la priorità, se poi segnerò gol decisivi meglio ancora”.

E poi un duplice pensiero. A Matteo Valenti (“anche se non lo conoscevo sentivo sempre parlare di lui. Quello che è stato creato a seguito della sua scomparsa è impressionante”). E a Federico Paris (“il polsino in suo ricordo lo baciavo dopo ogni gol e lo guardavo durante ogni azione, sperando che così facendo, gli avversari non segnassero”).

 

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Aggiornato il: 30-05-2016 23:58