Assobalneari Italia con una sua delegazione composta dal Presidente Fabrizio Licordari e dai colleghi di Giunta Nazionale Ottavio Di Stanislao e Francesca Rossi Bollettini ha partecipato all’ incontro che si è svolto ieri (7 lug) presso il Ministero agli Affari Regionali con il Ministro Costa.

La posizione di Assobalneari Italia è stata ribadita ancora una volta: infatti nel suo intervento il presidente Licordari ha ripetuto con fermezza le posizioni che ha espresso fino ad ora ai vari incontri ai quali ha partecipato esortando il Governo a riappropriarsi del suo ruolo politico nei confronti di Bruxelles per far prevalere l’azione di tutela delle 30 mila imprese balneari italiane.

E’ necessario incalzare con convinzione e determinazione l’Europa – ha spiegato Licordari – sulla vicenda delle concessioni italiane, non solo balneari, ma anche quelle delle Acque Termali, deiPorti turistici, dei Commercianti Ambulanti, che insieme rappresentano centinaia di migliaia di posti di lavoro, anche alla luce dei mutati equilibri politici europei, chiedendo una proroga per le attuali concessioni di 30 anni, alzando il livello della trattativa. Assobalneari Italia ha rafforzato tale richiesta con la lettura del Regolamento attuativo della Ley de Costas consegnandone, per l’ennesima volta, una copia al Governo evidenziando la disparità di trattamento riservato all’Italia rispetto a Spagna, e citando anche la Legge del Portogallo che ha introdotto nel 2007 il diritto di preferenza per il concessionario uscente. Questi Paesi – ha sottolineato il presidente di Assobalneari Italia – hanno legiferato con un unico obbiettivo: tutelare le proprie imprese, i propri posti di lavoro, la propria economia, nell’ interesse della propria economia nazionale ottenendo addirittura il “Placet” da Bruxelles.

La situazione odierna italiana ha dell’incredibile spiega il Presidente Licordari al termine dell’incontro al Ministero: “Ci stiamo preoccupando di una sentenza della Corte di Giustizia Europea che sicuramente, come già preannunciato sarà negativa, inseguendo l’evolversi della situazione con interventi frettolosi che, come ci hanno prospettato, ci porteranno diritti alle evidenze pubbliche, senza aver fatto nulla, fino ad oggi, di davvero incisivo. Anzi questi interventi ci vengono presentati come un’ancora di salvezza, da chi ha sempre dichiarato inevitabili le evidenze pubbliche per le concessioni balneari. Oggi più che mai è necessaria una forte azione di tipo politico da parte del nostro Governo: in occasione di uno dei vari incontri che si terranno a Bruxelles i nostri rappresentanti di Governo devono porre la questione delle concessioni nella sua dirompente importanza economica, legata ai posti di lavoro, all’economia connessa anche con l’indotto, sia per il turismo balneare italiano, sia per quello termale che per il commercio ambulante. Il momento di portare avanti questa azione è adesso: la Brexit ci insegna, e quanto avverrà in Ungheria ed Austria il 2 di ottobre sarà l’ulteriore conferma. Sono fermamente convinto, conclude Licordari, che il nostro Governo ha tutte le carte in regola, e la necessaria forza, se vuole, di porre queste delicate questioni presso la Commissione europea per tutelare le proprie imprese economiche come hanno saputo fare bene Spagna e Portogallo che oggi copiano il nostro sistema diventando i maggiori competitors sul mercato”.

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ultimo aggiornamento: 08-07-2016


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