“Il commissariamento non si baratta con i principi costituzionali”

“I cittadini devono prestare attenzione a quanto scrive il Giudice Amministrativo e coglierne tutta l’importanza dal punto di vista della legalità del voto e dello stesso procedimento elettorale, senza cadere nel tentativo di qualcuno di sviarne l’attenzione attraverso il riferimento al commissariamento del Comune che ne rappresenta una mera conseguenza che, pur sgradita, non è in alcun modo compromettibile o barattabile con la tutela dei principi costituzionali ai quali il Tar fa riferimento”. Lo afferma Massimiliano Baldini, leader del Movimento dei Cittadini, all’indomani della sentenza con cui il Tar ha accolto il suo ricorso annullando le elezioni amministrative di Viareggio di un anno fa.

“Peraltro, il possibile rapido ritorno al voto come accaduto in altri comuni – a Cervinara le elezioni sono state annullate il 7 giugno scorso e si rivota il 31 luglio – può limitare l’impegno commissariale allo stretto necessario.

“Scrive il Tar Toscana nella sentenza:

“ritiene il Collegio che i vizi denunziati possano assumere carattere sostanziale ed invalidante, dando comunque corpo a fondati sospetti in ordine all’attendibilità del risultato elettorale, sia alla luce di una non corretta utilizzazione di un cospicuo numero di schede elettorali in diverse sezioni, sia anche alla luce del possibile meccanismo fraudolento della c.d. “scheda ballerina” consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata, sulla quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all’elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda bianca assegnatagli, depositando nell’urna non già quest’ultima ma quella consegnatagli all’esterno del seggio . . . . . . . . . il notevole numero delle schede mancanti alla sezione 2 e le particolari modalità della “scomparsa” delle schede elettorali escludono ogni possibilità di limitare l’annullamento alle operazioni di voto relative alla sola sezione 2 . . . . . . . siamo, infatti, in presenza di un quadro assolutamente opaco in ordine alle modalità nelle quali si è svolta la competizione elettorale . . . . . è la stessa trasparenza del risultato elettorale ad essere compromessa, sicché se non può trovare soddisfazione l’interesse a vedersi aggiudicata la competizione elettorale, deve trovare soddisfazione l’interesse strumentale a partecipare ad una competizione elettorale nella quale il meccanismo di formazione della volontà popolare resta sottratto alle molteplici e gravi irregolarità emerse nell’occasione che incidono su aspetti generali e sulla regolarità sostanziale delle operazioni elettorali . . . . . . . . . è proprio il numero elevato di schede autenticate e non votate “perso” nella sezione 2, unitamente alla sostanziale difficoltà a giustificare altrimenti la mancanza delle schede, ad escludere la possibilità di limitare il rischio derivante dal ricorso alla cd. “scheda ballerina” alla sola sezione interessata”.

“Queste sono solo alcune delle pesantissime motivazioni che il Tar Toscana pone a fondamento dell’annullamento delle elezioni di Viareggio.

“Per il resto, fra l’altro, le continue bocciature dei bilanci e delle decisioni assunte in ordine alle società partecipate da parte dell’Organo Contabile Comunale, le scelte scellerate come quella del forno crematorio a Torre del Lago Puccini, il forte peggioramento della sicurezza in città al quale si aggiunge una palese e pericolosa politica di apertura verso l’accoglienza extracomunitaria e la comprovata incapacità di dialogo che, in meno di dodici mesi, aveva già portato l’amministrazione a perdere ben tre consiglieri comunali e a creare un clima di fortissima conflittualità fra le diverse parti, aveva già collocato l’esperienza Del Ghingaro nell’ambito dell’imminente fallimento”.

Aggiornato il: 13-07-2016 17:13