“A quello che mi risulta i parlamentari dei Cinque Stelle che dicono di mettere via tutti questi soldi, in realtà spendono 2 mila euro al mese per un affitto a Roma, o 1.500 euro di taxi, quando dentro l’indennità parlamentare c’è l’indennità per il taxi, quindi nessuno dovrebbe spendere niente per il taxi”. Lo ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo sviluppo, a margine dell’incontro al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta in programma oggi pomeriggio, commentando l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle in aula per porre il tetto di 5 mila euro lordi allo stipendio dei deputati.

“Penso che questa scelta dei Cinque Stelle comporterà una grande disaffezione per la politica, perché porta i cittadini a pensare ‘questi sono dei poco di buono, vanno pagati poco. Sono dell’opinione che sia un problema posto male, perché più di quanto costa la politica bisognerebbe chiedersi quanto la politica rende”.

“Io penso sia meglio un politico, o un professionista, che guadagna bene e lavora bene, piuttosto un politico o un professionista che lavora male e guadagna poco. Il problema non è soltanto abbassare il costo, è anche alzare la qualità. Dato che spesso chi fa politica ha delle responsabilità enormi, non soltanto in Parlamento, quello che mi aspetto è che diano un grande valore piuttosto che dire ‘vabbè vanno male almeno paghiamoli poco’. E questa politica dei Cinque Stelle in realtà cosa fa? Abbassa le aspettative, dice ai cittadini: ‘la politica vale poco e va pagata poco’”

Sul tema della bagarre oggi in aula Scalfarotto si è dilungato. “Io conosco – ha detto – fior fior di professionisti che hanno deciso di fare politica. Non per voler personalizzare ma io ho lavorato per molti anni per una grande istituzione finanziaria, ho lavorato a Londra, ho lavorato a Mosca, guadagnavo prima più di quel che guadagno oggi e sono ben contento di guadagnare un po’ meno prima di tutto perché sono sempre ben pagato, e in secondo luogo perché rendo un servizio al mio Paese e credo sia un grande onore e un grande privilegio. Visto che l’onorevole Di Maio si candida come presidente del Consiglio dei Ministri, quindi aspira ad un ruolo di grande responsabilità – ha aggiunto Scalfarotto – mi piacerebbe vederne un suo curriculum, chiedergli per esempio in che cosa è laureato. Perchè non mi risulta che lo sia, per esempio…”

Poi, nel corso dell’incontro “Italiani alla conquista del mondo” del Caffè della Versiliana con lo stesso sottosegretario e  Cesare Ragagnini, ambasciatore d’Italia a Mosca, condotto da Marco Ventura, Ivan Scalfarotto ha parlato di imprenditoria italiana.“Ci sono alcune caratteristiche degli imprenditori che rappresentano una carta vincente. Vendere l’Italia all’estero, in un certo senso, è facile. Noi – ha spiegato Scalfarotto – siamo famosi per il cibo, per la moda, per il design. Pochi sanno però che la nostra principale voce di esportazione è la meccanica. Siamo bravissimi a fare macchine e siamo bravissimi a proporre prodotti personalizzati. All’estero siamo considerati un popolo che non tira bidoni. Il nostro tessuto imprenditoriale è composto da imprese capaci di realizzare prodotti sempre tagliati sulle esigenze del cliente: questo stabilisce relazioni di lungo periodo, e questo aiuta tantissimo”.

Infine un passaggio sulle sanzioni alla Russia. “Pensiamo, sulla Russia, che la politica delle le sanzioni non sia particolarmente efficace ne particolarmente intelligente. Ma finchè le sanzioni ci sono, l’Italia le rispetterà rigidamente”. Così Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo, al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta. “Noi siam parte della Comunità Internazionale, ci sono degli accordi fatti a Minsk, e riteniamo, come parte della Comunità Internazionale, che le sanzioni debbano essere applicate: l’Italia è rigida sulle sanzioni e le applichiamo con grande attenzione. Allo stesso tempo – ha aggiunto Scalfarotto – lavoriamo per superare le sanzioni, alla luce del sole: non abbiamo due politiche estere, una ufficiale e una dietro le quinte. La nostra posizione sulla Russia è chiara, lavorare per superare le sanzioni, ma finchè ci sono le sanzioni, l’Italia le rispetta completamente, pur consapevole del dato sulle esportazioni: abbiamo perso, almeno in Russia, un terzo delle nostre esportazioni  e ci sono settori, come il calzaturiero, che sta soffrendo tantissimo”.

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ultimo aggiornamento: 03-08-2016


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