Il piano industriale NCA sta procedendo, ma la Fiom attacca - Cgil, Cronaca, Nautica, Sindacati Versiliatoday.it

Il piano industriale NCA sta procedendo, ma la Fiom attacca

il presidente Giovanni Costantino valuta positivamente l'evoluzione del piano industriale NCA ma le contestazioni da parte di FIOM CGIL sono pesanti

Il piano industriale NCA procede in maniera positiva. Queste le parole provenienti dalla società Nuovi Cantieri Apuania S.p.a anche in risposta ai continui attacchi apparsi sulla stampa in relazione alle scelte aziendali e alla conduzione del piano industriale.

Il Fatturato di NCA è in costante crescita sin dalla sua acquisizione avvenuta nell’anno 2012, come chiunque può agevolmente verificare dai bilanci regolarmente depositati presso la camera di commercio. Questi sono elementi oggettivi e verificabili da tutti e non capiamo – aggiunge l’Azienda – perché chi scrive su certa stampa non debba o forse non voglia commentare dati e situazioni congiunturali certe, attaccando a nostro avviso in maniera strumentale una realtà che sta crescendo sul territorio.

Nuovi cantieri Apuania S.p.a. sente la necessità, a doverosa tutela dell’azienda e della sua immagine, di replicare e fare chiarezza sull’accusa di responsabilità dirette nel calo  delle commesse nel settore navalmeccanico.

Il piano industriale NCA

NCA ha rispettato puntualmente tutti gli impegni assunti nei confronti di tutte le parti, aggiornando puntualmente i Ministeri competenti di ogni evoluzione, anche per quel che attiene al settore della navalmeccanica. L’attività di competenza è stata rispettata e non certo può essere imputata a NCA la mancanza di opportunità verificatasi nella costruzione di navi commerciali, settore ormai fermo in un paese quale il nostro, schiacciato dalla competitività dei mercati asiatici. Del resto – sostengono dall’azienda – se il settore navalmeccanico fosse stato florido, il cantiere NCA non sarebbe arrivata allo stato disastroso nel quale è stato acquisito.

18 milioni di investimenti a fronte degli 8 previsti: Il piano industriale NCA prevedeva investimenti per 8 milioni di euro che sono stati addirittura superati con un incremento che ha raggiunto oltre il doppio dato che gli azionisti hanno investito un totale di 18 milioni di euro per far ripartire in maniera soddisfacente la produzione. Investimenti sull’area produttiva che hanno avuto anche una ricaduta certa sulle aziende del territorio.

L’azienda avrebbe potuto addirittura far crescere ulteriormente il proprio fatturato nel settore dello yachting, ma la sistemazione dell’area produttiva ha fatto slittare i tempi della programmazione di un anno. Un area in condizioni pessime che – a detta dell’azienda – nessuno aveva evidenziato in maniera completa.

100 nuove assunzioni a fine 2016: Il piano industriale NCA non prevedeva vincoli di fatturato ne di nuove assunzioni, nonostante ciò sono stati assunti 50 dipendenti nel 2015, 20 nel primo semestre 2016 con una previsione di ulteriori 30 assunzioni entro la fine del 2016.

La nuova proprietà di NCA non si spiega come a fronte di continui e costanti investimenti che hanno portato alla creazione di realtà aziendale di eccellenza a livello internazionale, di ricadute economiche e occupazionali sul territorio, in costante contatto con i ministeri di competenza, si continui con un continuo e feroce attacco all’azienda anche in merito a tematiche di esclusiva competenza della proprietà.

I vertici di NCA fanno sapere che hanno presentato querela per l’ennesimo attacco subito a mezzo stampa il giorno 29/07/2016

FIOM CGIL attacca pesantemente le scelte e i metodi aziendali

“Come Fiom abbiamo più volte denunciato il mancato rispettato degli impegni assunti dall’Azienda con i Lavoratori e il Territorio, sottoscrivendo l’accordo del dicembre 2012 presso il Ministero, oggi oltre a noi in maniera forte e puntuale emerge in tal senso anche la dichiarazione del Comitato portuale”.

Pur non volendo entrare nel merito delle dichiarazioni sugli investimenti fatti dalla Società anche perché non fanno parte delle nostre dettagliate conoscenze, al contempo riteniamo inadeguato da parte aziendale denunciare le pessime condizioni del sito al momento della cessione, che a dire dell’azienda nessuno aveva evidenziato agli azionisti, come giustificazione di una mancata crescita del fatturato. Tale giustificazione La riteniamo pretestuosa in quanto a nostro avviso, chiunque prima di effettuare un qualsiasi acquisto verifica lo stato del bene, solo una pubblicità di qualche anno fa diceva che si poteva “comprare a scatola chiusa”, ma erano altri tempi. Ma forse per questo territorio affermare che la produzione non decolla a causa di non essere stati messi a conoscenza dello stato del sito è diventato un capro espiatorio, visto che è già stato adottato da altri Imprenditori poco rispettosi degli impegni assunti.

Riteniamo ancor più inadeguato e fuori luogo imputare alle condizioni di mercato la mancanza di fatturato del segmento della navalmeccanica presente nel piano industriale NCA del 2012 con una percentuale rilevante 35%, quando come più volte da noi denunciato, oltre che già essere conosciute le potenziali quote di mercato acquisibili nella navalmeccanica, per una crisi settoriale alla data degli impegni, c’è stato fin da subito da parte aziendale la non volontà di perseguirlo, palesata con lo smantellamento dell’area dedicata a quel tipo di lavorazione e la conseguente non rioccupazione dei Lavoratori ad essa collegati, tra l’altro mai seriamente formati per nuove mansioni attinenti alle attività svolte oggi da NCA, consapevoli che l’Accordo era in primis garante dei 146 dipendenti Nca in forza al 2012.

Le 30 nuove assunzioni proclamate sulla stampa, che se da un lato dovrebbero far auspicare ad un futuro in crescita dall’altro stridono con i 40 esuberi, che NCA ha ufficialmente dichiarato ai tavoli Istituzionali fin dal settembre 2015, e con il licenziamento di alcuni Lavoratori avvenuto in questi ultimi mesi. Ciò ci porta a pensare che l’intento dell’Azienda sia quello di andare a modificare stabilmente la vocazione produttiva del Cantiere per mantenere quella che era già propria di Tecnomar. Non a caso la maggior parte degli esuberi ricadono sui Lavoratori professionalmente collegati alla navalmeccanica.

L’importante ricaduta occupazionale inerente gli appalti, viene controbattuta dal fatto che molte Aziende fornitrici che vanno in crisi. sostiene la Fiom che con un’altra cultura imprenditoriale più rispettosa le cose andrebbero diversamente.

Auspichiamo quindi che la ragionevolezza illustrata nell’analisi fatta nell’intervento stampa del Dott. Messineo, sia ascoltata con solerzia anche dalla Politica, e che sinergicamente questo Territorio decida unitariamente di determinare un’azione che imponga all’azienda metodi diversi e responsabili di fare Impresa a Massa Carrara onorando gli impegni, in coerenza con la storia e la cultura del nostro territorio.

di seguito

Comunicato stampa integrale NCA

Comunicato stampa integrale FIOM – CGIL

 

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Aggiornato il: 05-08-2016 14:12