La scelta della Regione Toscana di far ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di annullamento del risultato delle elezioni amministrative di Viareggio del 2015, è stato “un intervento volto a far valere diritti politici della collettività. L’atto presentato chiede infatti se l’istruttoria debba proseguire anche mediante la nomina di un apposito verificatore in modo da fare chiarezza” perchè si rileva una “carenza istruttoria alla base della scelta del Tar. Questo appunto per salvaguardare il diritto di quasi 30 mila elettori che hanno partecipato al primo turno a non vedere stravolta loro decisione”. Lo ha sottolineato l’assessore toscano alla presidenza Vittorio Bugli, rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione del portavoce dell’opposizione Claudio Borghi (Lega nord) sulla scelta della Regione di avanzare ricorso attraverso la propria avvocatura. Bugli ha sottolineato “non abbiamo interesse nella tutela di parti politiche” ma solo quello “generale dei cittadini che hanno partecipato alle elezioni”. Peraltro, ha aggiunto, “irregolarità si sarebbero riscontrate in sole 2 sezioni che non avrebbero inciso sulla regolarità complessiva del voto al primo turno e sui candidati arrivati al secondo turno”.

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