La ricerca degli alibi è un esercizio inutile e fuorviante. Non c’entra il campo (un sintetico di primitiva generazione) e non c’entra neppure l’immobilismo societario (i giorni passano, la situazione non si sblocca ed il 16 novembre si avvicina minaccioso). Il Viareggio è uscito con le ossa rosse da Genova, battuto 3-1 da un onesto Ligorna, per colpa delle sue fragilità mentali.

Solo così è possibile fornire una spiegazione valida ad una squadra “double face”, da far accapponare la pelle per l’atteggiamento totalmente sbagliato del primo tempo e da far spellare le mani dagli applausi per generosità e finezza di gioco, almeno sino alla mezz’ora, momento in cui le legittime ambizioni di cogliere un successo che manca ormai da un mese e mezzo sono andate a farsi benedire, colpa di una scriteriata espulsione di Rosati. Un fallo, un “dai”, esclamazione di stizza che l’arbitro ha mal interpretato, sventolando il rosso in faccia al 7 bianconero spedendolo sotto la doccia, stessa sorte capitata a Bruzzi, che però era il campo lo aveva già lasciato in precedenza, sostituito da Di Paola.

Ad un quarto d’ora dalla fine la partita ha assunto una nuova piega, l’ennesima per il Viareggio. Bruttissima. Il Ligorna – intenso e avvolgente per quarantacinque minuti, ombra di se stesso per i successivi trenta – da quell’episodio ha tratto linfa vitale per colpire due volte in sette minuti.

Chelini e Mattei assenti, oltre a Manca (condoglianze per la scomparsa della madre) e Rosa Gastaldo. Defezioni alle quali Masi ha fatto fronte con una formazione ancora una volta inedito, nel modulo e negli uomini: un 3-4-2-1 senza (inizialmente) Mariani e soprattutto Di Paola. Esclusione quest’ultima che fa rumore anche se l’attaccante sin qui ancora non si è sbloccato. Pagano riportato nel suo habitat naturale.

Le cose migliori le ha mostrate nella ripresa, quando la squadra è cresciuta esponenzialmente. Stop, rewind. Doveroso riavvolgere il nastro a quel nefasto primo tempo. Ligorna tonico, spumeggiante, con in testa ben chiaro come e dove colpire, aiutato da un campo conosciuto come le proprie tasche, a differenza dell’avversario di turno, il Viareggio, costantemente preso d’infilata e costretto ad interventi in extremis – vedi chiusure di Genovali e Guidi – per evitare di finire con la testa sott’acqua, come accaduto a ridosso dell’intervallo: la titubanza di un Defilippi in giornata no spalanca la strada a Vassallo che con un cross periferico invita De Persiis a spingere il pallone alle spalle di Cipriani.

A Masi nell’intervallo restano due cose da fare: strigliare a dovere i suoi e rivoluzionare la formazione. Fuori Defilippi, dentro Chicchiarelli. Bacigalupo da esterno sinistro a mezz’ala destra, De Magistris da esterno destro a terzino sinistro, Genovali da centrale di difesa dirottato a destra, il suo posto lo prende Pacciardi, che arretra di una ventina di metri, la casella che libera la occupa Pagano, mentre Rosati si accentra e agisce da trequartista. Dal 3-4-2-1 al 4-3-1-2, un caos calmo che sembra funzionare.

Perché le zebre – più libere di testa – mostrano il loro volto migliore. Corrono, attaccano, si dannano l’anima per recuperare un pallone e renderlo giocabile. Genovali è la perfetta rappresentazione dello spirito combattivo della squadra (pur trascendendo in un paio di circostanze). Entra anche Di Paola a dare sostanza all’attacco. E quando Pagano trova l’1-1 con un bolide da fuori area, allora sì che il Viareggio crede di potercela fare. L’arbitro ci mette però del suo per complicare tutto, espellendo senza un perché Rosati, ammonito nel primo tempo per simulazione.

La spinta dei bianconeri si affievolisce, il Ligorna ne approfitta e si riporta avanti con Chiarabini che da “zero metri” vanifica la respinta di Cipriani su tiro dello stesso numero 10. Vassallo poi si inventa il gol “della domenica”, un destro a giro che tocca la traversa e termina la sua corsa là dove merita. In rete.

Muta la forma, non la sostanza. Il Viareggio perde l’ennesima partita (ampiamente) alla sua portata, penalizzato dalle solite amnesie e ancor di più da una metamorfosi psicologica inspiegabile. La classifica fa inorridire – 9 punti in altrettante gare – e dal fronte societario tutto tace.

LIGORNA-VIAREGGIO 3-1

LIGORNA (4-3-2-1): Pulidori; Brizzi (37’ st Marconi), Gallotti, Napello, Zunino; Panepinto, Crafa, Lembo; De Persiis (37’ st Cataldo), Chiarabini; Vassallo (40’ st Barcella). All. Sabatini.

VIAREGGIO (3-4-2-1): Cipriani; Genovali, Guidi, Defilippi (1’ st Chicchiarelli); De Magistris, Pacciardi, Russo, Bacigalupo; Rosati, Pagano; Bruzzi (15’ st Di Paola). All. Masi.

Arbitro: Gullotta di Siracusa.

Rete: 44’ pt De Persiis, 22’ st Pagano, 31’ st Chiarabini, 38’ st Vassallo.

Note: espulso Rosati (Viareggio) al 30’ st. Ammoniti Brizzi, Vassallo, Gallotti (Ligorna), Chicchiarelli, Guidi (Viareggio).

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ultimo aggiornamento: 30-10-2016


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