Primo atto ufficiale per l’amministrazione comunale di Pietrasanta guidata da Massimo Mallegni che, come anticipato nelle scorse settimane, ha aperto un nuovo percorso per valorizzare, promuovere e rilanciare la frazione di Valdicastello e la sua storia collegata al sito minerario di Monte Arsiccio e Buca della Vena.

L’obiettivo, a fianco del recupero degli edifici ex Edem in corso e alla caratterizzazione, bonifica e messa in sicurezza del sito per cui sono stati recentemente stanziati da parte della Regione Toscana 500mila euro, è sfruttare il potenziale inespresso e “sotterraneo” del complesso minerario dal punto di vista storico, geologico, mineralogico, archeologico e naturalistico, collegandolo a percorsi storici come Casa Carducci, il Museo di Sant’Anna di Stazzema, l’Antro del Corchia. Nel protocollo approvato dalla giunta comunale è previsto inizialmente, come step di partenza, il coinvolgendo di tutta una serie di soggetti con competenze specifiche come l’Università di Pisa, l’Istituto di Geoscienze e Georisorse e l’Istituto Storico Lucchese.

“Priorità alla messa in sicurezza del sito e al recupero degli edifici che stiamo ultimando e che presto renderemo fruibili anche per la comunità:  – precisa Simone Tartarini, assessore all’ambiente e ai lavori pubblici – in una seconda fase il nostro intento è rendere il sito una meta turistica per gli appassionati, esaltando tutte le caratteristiche uniche di quell’area dove sono presenti molti elementi di assoluto interesse dal punto di vista archeologico con la presenza di parti dell’acquedotto romano e gli imbocchi di miniera che risalgono al periodo rinascimentale, storici, geologici e di archeologia industriale. C’è materiale e ci sono le condizioni per creare un nuovo sistema cultura per la frazione e per la città”.

La pubblicazione del primo atto apre uno scenario fino ad un anno fa impensabile per la frazione di Valdicastello: “La costituzione del comitato – spiega ancora Tartarini – ci permetterà di attivare tutta una serie di indagini sui manufatti e sugli eventuali interventi di recupero e valutarne la conservazione. Ma anche di individuare la presenza di fauna protetta, della flora spontanea, studiare il giacimento minerario nel contesto geologico legandoli a percorsi didattici fruibili a turisti, scolaresche ed appassionati. Valdicastello può entrare in un circuito ed essere addirittura la porta di ingresso di un uovo percorso museale multidisciplinare”.

Nei prossimi giorni è previsto il primo incontro del neo comitato scientifico.

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