“Il Cyber-hackeraggio è una nuova frontiera da affrontare, anche per la Difesa. Si tratta di elementi non immediatamente percepibili come aggressivi, ma se puoi fermare le banche, i trasporti, la difesa, se ti inserisci nella comunicazione puoi bloccare un Paese” E’ un tema a cui guardare con grande attenzione”.

Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti ospite del Caffè d’inverno della Versiliana a Pietrasanta (LU).  Questo il tema da cui è iniziata la ‘chiacchierata’ al chiostro di S.Agostino a Pietrasanta col numero 1 dell’esercito italiano. Il ministro ha parlato di internet e hacker, di Libia e Siria, e degli accordi con Gheddafi dell’ex premier Silvio Berlusconi. “Nella cybersicurity – ha aggiunto Pinotti – abbiamo fatto dei passi avanti. La scelta fatta di investire 150 milioni di euro sulla cyber-security è significativa, un segnale che non va lasciato da solo. C’è bisogno invece di altri investimenti”.

 Ministro della Difesa “Cyberhackeraggio nuova frontiera della difesa”

“Anche la difesa è stata oggetto di attacco. Ma abbiamo avuto attacchi sempre solo su rete non coperta, quella che usiamo per comunicare una riunione. La rete per comunicazioni riservate e sensibili non è mai stata violata.

“Però non possiamo pensare di essere impermeabili a qualsiasi attacco. Non siamo all’anno zero, ma non siamo neanche arrivati dove dobbiamo. In questi anni dobbiamo correre, avendo anche competenze adeguate per difendere il sistema Italia. Da questo punto di vista possiamo anche avviare una produzione industriale su queste questioni

“C’è bisogno – ha concluso il ministro – di un cambiamento di cultura. Nei bandi per il reclutamento del personale che abbiamo fatto, ho fatto aggiungere, già da due anni, specifiche domande sulle competenze per la lingua araba o per le competenze informatiche, in modo da avere un filone per acquisire personale utile”.

 ministro della Difesa – la questione Russia

“Fra i paesi europei l’Italia ha la carta di identità piu presentabile a livello europeo nei confronti di Russia. Noi abbiamo sempre mostrato e avuto lealtà nei confronti degli alleati, e rispetto per le decisioni comuni. Ma ci siamo opposti all’ultima decisione di ampliare le sanzioni verso la Russia. Al tempo della Crimea non potevamo certo far finta di non vedere. Nello stesso tempo abbiamo sempre detto che era assurdo far saltare il tavolo tra Russia e Europa. Sono stati commessi degli errori: avresti dovuto mettere le sanzioni e allo stesso tempo continuare a parlare con la Russia”.

ministro della Difesa – la guerra digitale tra Usa e Russia

“Su i fatti di hackeraggio presunti avvenuti in Usa da parte della Russia so quello che leggo dai giornali. Se fosse vero vorrebe dire non solo utilizzare lo spionaggio, come si è sempre fatto, per capire e conoscere un Paese, ma per influenzare sugli esiti elettorali, se questo fosse provato e vero”.

Ministro della difesa Pinotti
foto Marco Pomella

ministro della Difesa – Libia e Siria

“Auspico che linee politiche estere, in particolare su Libia e Siria, degli Usa e della Russia si ricongiungano. Lo abbiamo visto sulla Siria cosa può succedere: mille errori. Dobbiamo evitare che questo succeda anche in Libia. La posizione italiana è quella di chiedere al governo riconosciuto dalla comunità internazionale inclusione, anche con chi si inserisce nello scontro per riprendere il potere. Si tratta di un gioco che se non portiamo ad ordine rischia di esplodere. La Libia ha visto un impegno contro il terrorismo islamico e l’Isis, anche grazie all’intervento degli Stati Uniti, con la sconfitta di Sirte. Ma in una situazione magmatica e non gestita come quella di ora il rischio che possa riemergere il terrorismo è un rischio che dobbiamo evitare in tutti i modi, perchè la Libia è davanti a noi”.

ministro della Difesa – Ripristinare l’accordo tra Berlusconi-Gheddafi

“Penso che gli atti di Pratica di Mare siano stati un momento importantissimo, e questo va riconosciuto a Berlusconi. L’azione fatta dall’allora presidente del consiglio, quel dialogo aperto tra Russia e Stati Uniti, è stato un momento importantissimo. Il mio obiettivo è ritornare lì, pensando che gli errori non sono stati fatti da una sola parte”.

Lo ha affermato il ministro della Difesa Roberta Pinotti ospite del Caffè d’inverno della Versiliana a Pietrasanta (LU) al chiostro di S.Agostino. “Fra gli errori fatti, per ripercorrere come si è infiammato il medioriente, l’atto che forse ha più alimentato il terrorismo è stata la guerra in Iraq. Il problema non è stato l’intervento militare, il problema è cosa è successo dopo. Tutti gli altri gradi dell’esercito di fatto sono diventati la mente dell’Isis. Da questo punto di vista molti errori sono stati fatti. Per questo penso che dobbiamo ripartire da Pratica di Mare, con l’Italia nella posizione che il suo ruolo di rispetto di entrambe le parti, merita.”

ministro della Difesa – flussi migratori

“Sui flussi migratori, dal punto di vista della Difesa, il primo problema è che esiste una frontiera della Libia, un corridoio a sud della Libia, da cui arrivano le persone per imbarcarsi. Per cui, per prima cosa abbiamo bisogno di controllare i confini, riattivando l’accordo fatto dal governo Berlusconi con Gheddafi per controllare i confini”.

“Poi c’è un altro tema, il contrasto della rete degli scafisti. Abbiamo arrestato qualcosa come 1.500 scafisti, con la Marina, e abbiamo reso inutilizzabili un numero di barconi e navi impressionante. Il lavoro in mare aperto, anche nella missione “Mare Sicuro”, ha avuto risultati molto importanti. Il tema – ha aggiunto il Ministro – è però come si organizzano sulle coste. Sarebbe sbagliato prendere il posto delle autorità libiche. Quello che stiamo facendo è formare la Guardia costiera, e per loro abbiamo 10 pattugliatori, per controllare le coste. Non possiamo pensare di umiliare la Libia e sostituirci ai loro controlli. La formazione e i pattugliatori possono diventare un controllo molto più importante, di quello che puoi fare in mare aperto. Il problema è non farli partire”.

ministro della Difesa Roberta Pinotti

ministro della Difesa – no ai muri

“Il tema dei muri non mi appassiona. I muri materiali non servono a fermare l’immigrazione. Ma non penso si possa dire che l’Italia accolga tutti”. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti intervistata al Caffè d’inverno della Versiliana a Pietrasanta. “Chi ha diritto all’asilo – ha aggiunto il ministro – può rimanere, e dobbiamo cercare di accorciare i tempi per riconoscere questo status. Chi non ha diritto ovviamente non può stare. Se apriamo all’idea che non esistono le regole, sarebbe gravissimo. E la regola è: se hai lo status di rifugiato politico puoi stare, altrimenti se sei fuori dalle quote dell’immigrazione non puoi restare”.

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