Il Consiglio Comunale di Camaiore ha approvato nella seduta del  23 gennaio l’Ordine del giorno sulla “Trasparenza delle nomine nelle partecipate”. Il documento è stato sottoscritto e votato da tutti i presenti ad eccezione del Consigliere Pier Francesco Pardini che si è astenuto sugli emendamenti e che ha votato contro l’ordine del giorno, mentre altri consiglieri di minoranza abbandonavano l’aula prima del voto.

Il Consiglio Comunale ha chiesto di verificare il rispetto della delibera n.68 del 27/09/2012, sulla trasparenza nelle nomine nelle partecipate “assumendo ogni eventuale conseguente iniziativa presso le autorità garanti la trasparenza e l’Anticorruzione”, e a riferire ogni informazione utile, nelle forme consentite dalla legge, a esercitare le funzioni di controllo e di indirizzo politico – amministrativo

Il Sindaco Del Dotto ha chiarito i margini di questo ordine del giorno nell’intervento che ha chiuso il dibattito:

C’è da fare una necessaria premessa: quando facciamo nomine nelle nostre partecipate, grazie al rapporto diretto con queste persone, chiediamo se ci sono situazioni particolari che possono minare la loro serenità e quella delle aziende nell’esercizio delle funzioni. Non è una moda forcaiola, non crocifiggiamo in piazza le persone solo per un’ombra nel casellario giudiziario perché ci sono i Tribunali per questo e infatti il discorso cambia in presenza di una condanna definitiva. Alessio Ciacci ci ha subito detto di essere sotto processo per un incidente stradale occorso a un dipendente di un’azienda del sud, nel breve periodo in cui è stato commissario, anche se siamo solo alla prima udienza, peraltro svoltasi pochi giorni fa.

Detto questo, il valore che vogliamo preservare è la trasparenza. Viareggio è liberissima di nominare chi vuole nelle sue partecipate, ma quando entra in contatto con il Comune di Camaiore deve rispettare il nostro modus operandi: nel settembre 2012 quest’aula ha votato una delibera in cui spieghiamo come intendiamo conferire gli incarichi. Ripeto: non chiediamo persone intonse, lo sappiamo, a volte si fanno errori o addirittura ci si trova a processo in maniera strumentale come nel caso di certe querele. Però non si può negare la trasparenza, è un valore non derogabile. Non si può derogare né sul piano dei carichi pendenti, né sulle condanne, né sulle pendenze tributarie piccole o grosse che siano. La gente deve sapere chi gestisce i soldi di una comunità: poi le persone si possono anche difendere se si tratta di ingiustizie. E’ una questione di principio forte che Camaiore mette nei suoi atti: e quando ci sentiamo dire “Io non devo rendere conto a voi”, noi ci opponiamo. E non si possono ricondurre solo a beghe politiche: ognuno è libero di stringere alleanze con chi vuole, l’Avvocato Miracolo sarà sicuramente un ottimo alleato per l’ex sindaco Bertola, ma non è un’arena in cui io mi butto, a me interessa garantire alla città la trasparenza che gli abbiamo promesso in quest’aula. Poi, è evidente, c’è un risvolto sul servizio: se un’azienda ha delle criticità io non posso avere fiducia in un Presidente che non ascolta le mie richieste a livello tecnico.

La cosa peggiore è che tirano in ballo i nostri debiti, agitando lo spauracchio dei dissesti, ma sappiamo pagare quanto dovuto. Abbiamo un piano di rientro concordato con l’azienda che ci porterà a ripianare il debito entro tre mesi, non abbiamo semplicemente ceduto il debito alle banche. Io mi chiedo quale dissesto? Se c’è una cosa che Camaiore ha dimostrato, fra alti e bassi, è di avere una classe dirigente che non fa scoppiare le casse comunali. E quando c’è un problema lo risolve, senza svendere una città. Ci vengono a parlare di dissesto senza sapere cosa abbiamo in bilancio, senza conoscere la nostra comunità Camaiore ha una classe dirigente, magari non perfetta, e anche io riconosco i miei errori, ma di certo non abbiamo bisogno che i giudici arrivino da quella realtà. La cosa che chiediamo è però di rispettare la dignità della nostra gente che ha deciso, piaccia o no, di volere trasparenza. Poi non siamo forcaioli, cerchiamo di essere persone di buon senso: si può sbagliare, ma lo vogliamo sapere. Lo ribadisco: non vogliamo guerre personali, lo dico a Camaiore e anche a chi ci ascolta da Viareggio. Ma non vogliamo essere ricattati”.

E inoltre ha aggiunto a conclusione della votazione: “Il Consiglio comunale, con il voto favorevole di maggioranza ed opposizione, eccezion fatta per un consigliere comunale, chiede trasparenza, fondamento di qualsiasi istituzione democratica. La trasparenza è il segno della Nuova Stagione e chi la osteggia è espressione di una vecchia politica che non tornerà”.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato:

“Trasparenza delle nomine nelle partecipate”

 Il Consiglio Comunale del Comune di Camaiore premesso che: • nell’assemblea dei soci di Sea Ambiente del 30/12 u.s., convocata per la nomina in surroga di due dei tre amministratori indicati dai soci pubblici, il Presidente del Collegio Sindacale, dopo aver appreso i nominativi proposti dal Comune di Viareggio, in particolare quello del precedente Presidente Fabrizio Miracolo, ha invitato l’Assemblea, a nome del Collegio, a sospendere le nomine, in quanto, a suo giudizio, era ed è ravvisabile la possibilità di incorrere nell’ipotesi di inconferibilità ex art. 7, comma 2 del D.Lgs. 39/2013. Il Collegio aveva, altresì, invitato i soci a chiedere un parere preventivo ad ANAC; • per scelta del Comune di Viareggio, e contro la posizione espressa dal Comune di Camaiore che aveva fatto proprio l’invito del collegio, si è proceduto alle dette nomine, con il solo voto favorevole del Comune proponente. La conseguenza è che il Collegio Sindacale ha raccomandato al Responsabile Prevenzione Corruzione dell’azienda, peraltro presente all’Assemblea nella funzione di segretario, di attivarsi quanto prima con tutte le procedure previste dal D.Lgs. 39/2013 e dalla normativa in materia al fine di fare chiarezza in ordine all’inconferibilità o meno della nomina dell’amministratore Fabrizio Miracolo; • è interesse del Comune di Camaiore compiere ogni azione volta ad avere certezze in ordine alla funzionalità degli organi societari, base per un’efficiente gestione dell’azienda nell’ambito di servizi essenziali che presentano ancora significative criticità rispetto alle esigenze della comunità; • appare opportuno, anche in relazione alla circolazione di alcuni documenti avvenuta sui social network, nell’ambito del procedimento di cui al D.lgs n.39/2013 sopra richiamato, trasmettere ad ANAC ogni elemento utile di valutazione per verificare che, nella fattispecie, non vi siano motivi ostativi, sotto il profilo della normativa di competenza della detta autorità, alla nomina; • appare inoltre opportuno che il Consiglio Comunale di Camaiore, nell’esercizio delle sue funzioni di controllo e di indirizzo, sia messo nella condizione di conoscere ogni informazione utile ad esprimere valutazioni sull’opportunità politica amministrativa della nomina effettuata dal socio pubblico di maggioranza nell’ambito della detta Assemblea; • l’art. 10, primo capoverso, della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo dispone che “Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”; • nel bilanciamento tra diritto-dovere all’informazione e tutela della privacy prevale il primo tutte le volte in cui una informazione possa, nella prospettiva sopra delineata, essere considerata di interesse pubblico, a maggior ragione ove riguardi persone chiamate a svolgere ruoli di rappresentanza o di amministrazione pubblici; • che il diritto-dovere all’informazione deve comunque essere esercitato nel rispetto del principio di presunzione di innocenza e senza interferire nell’esercizio della funzione giurisdizionale; • i cittadini, tutti, e a maggior ragione coloro che li rappresentano, hanno diritto ad essere informati dei fatti di rilevanza pubblica, poiché il diritto all’informazione è la base per l’esercizio dei diritti politici e non vi è autentica rappresentanza democratica che possa svolgersi al di fuori di una libera e completa informazione; • inoltre, il Comune di Camaiore, con deliberazione C.C. n.68 del 27/09/2012, ha scelto di adottare specifici indirizzi per le nomine, le designazioni e le revoche di rappresentanti presso enti, aziende ed istituzioni, tra i quali (art.5) l’assenza di condanne anche per delitti non colposi o contravvenzioni o per reati tributari; • tale ultima disposizione è precisa espressione del valore che il Comune di Camaiore ha voluto esprimere a che negli enti, aziende o istituzioni siedano soggetti di indubbio e chiaro profilo morale in connessione a vicende processuali concluse con sentenza passata in giudicato e a vicende acclarate che riguardino la regolarità fiscale e tributaria delle propria posizione dinanzi all’erario, siano essi soggetti nominati dal Comune di Camaiore all’interno di organi di persone giuridiche che si trovano sotto il suo esclusivo controllo ovvero siano soggetti nominati da enti terzi dentro organi di persone giuridiche partecipate insieme a detti enti (che collegialmente contribuiscono all’esercizio di funzioni di indirizzo, gestione e/o controllo dei servizi di interesse del Comune); invita l’Amministrazione • a compiere ogni azione ritenuta utile a verificare, verso gli altri amministratori delle aziende, istituzioni e società partecipate del Comune, il rispetto degli indirizzi di cui alla delibera n.68 del 27/09/2012, assumendo ogni eventuale conseguente iniziativa presso le autorità garanti la trasparenza e l’Anticorruzione; • a riferire al Consiglio Comunale, in persona del Sindaco o dell’Assessore Competente, ogni eventuale informazione utile, nei limiti, alle condizioni e nelle forme consentite dalla legge, ad esercitare, rispetto a nomine di indubbia rilevanza pubblica, le funzioni di controllo e di indirizzo politico – amministrativo di cui è titolare il Consiglio Comunale.

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