Aprirà entro l’estate il Museo Archeologico Versiliese “Bruno Antonucci” a Palazzo Moroni. Il Museo sarà ospitato alpiano terra. L’ammirazione comunale di Pietrasanta punta però a valorizzare tutto l’immobile di Piazza Duomo, nel cuore del centro storico, attraverso la concessione gratuita ad un privato degli spazi al secondo e terzo piano dove invece saranno allestite esposizioni d’arte contemporanea temporanee. E’ stato il Sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni ad annunciare le novità in occasione dell’incontro con i residenti del centro storico che si è tenuto venerdì 17 marzo al Chiostro di S. Agostino. Al piano terra, dove è fase di ultimazione l’allestimento, saranno ospitati centinaia di reperti, la cui datazione copre un arco temporale che va dalla Preistoria al Medioevo in Versilia. Il Museo, andrà a potenziale la proposta culturale della città affiancandosi all’offerta del Museo Barsanti, del Museo dei Bozzetti e di Palazzo Panichi, del Museo Casa Carducci a Valdicastello fresco di restaurato e nel 2018 del Museo Mitoraj che nascerà nello stabile dell’ex mercato coperto e per la cui realizzazione l’amministrazione comunale ha ottenuto 2 milioni di euro dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Il progetto è stato seguito, coordinato ed approvato dalla Sovraintendenza delle Belle Arti, dall’Università di Pisa e dal Comitato Scientifico. “Ho ritrovato Palazzo Moroni esattamente come lo avevo lasciato nel 2010. Con una differenza: qualcuno aveva lasciato la finestra aperta al piano superiore ed i piccioni ci hanno abitato per anni con tutto ciò che ne consegue. Entro l’estate – ha anticipato – lo riapriremo. Abbiamo investito 230 mila euro per il suo recupero e per la parziale ristrutturazione dello stabile che manterrà il vincolo monumentale e pertanto soggetto alla tutela della Sovraintendenza. Affideremo invece ai privati, mediante convenzione, il completamento degli interventi di ristrutturazione dei piani superiori. Le mostre temporanee dovranno interagire con le esposizioni di reperti sviluppando appieno il concetto di centro polifunzionale. Vogliamo essere un esempio di interazione anche tra pubblico e privato”.

Sei le sale che costituiranno il percorso espositivo. La prima sala sarò dedicata a Bruno Antonucci, al quale si deve la formazione del primo nucleo del Museo e la scoperta di molti reperti in Versilia. La sala conterrà cimeli, taccuini e materiale fotografico dell’archivio Antonucci relativi al periodo degli scavi in Versilia. La seconda e terza sala sono invece incentrate sui ritrovamenti di San Rocchino e all’età arcaica e classica con la curiosità del grande plastico dell’insediamento a fianco di numerosi ritrovamenti. La quarta sala i visitatori troveranno una necropoli formata da 10 cippi a clava di diversa tipologia, reperti unici al mondo e di grande efficacia che raccontano bene il metodo di sepoltura dell’epoca. La quinta sala è stata immaginata come una sorta di scrigno contenente moltissimi materiali e reperti provenienti da diversi insediamenti. L’ultimo sala, la sesta, sarà una sorta di “preview” di quello che i visitatori potranno vedere al secondo piano non appena sarà completato. Un piccolo assaggio del patrimonio archeologico che attende di essere scoperto ed apprezzato. Il progetto di allestimento è stato curato da Massimo Ceragioli.

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