Giampaolo Bertola

Giampaolo Bertola illustra le linee guida da seguire nel campo dell’idrogeologia, inserite nel programma elettorale del candidato e delle 5 liste che lo sostengono (Il Futuro nelle Radici, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Insieme per Crescere): “L’assetto idrogeologico del territorio rappresenterà il vero problema nazionale dei prossimi decenni, nell’ottica soprattutto della ricerca di un nuovo equilibrio, con cui sostituire quello ormai compromesso. A livello locale, partiremo dall’aggiornamento della carta geologica e da uno studio sul bacino del fiume di Camaiore. Ovviamente sarà essenziale l’attenta manutenzione dei terreni montani.

L’acqua è un ciclo naturale, profondamente modificato dall’uomo nei secoli, fino ad arrivare all’attuale situazione, che sta raggiungendo un punto pericoloso. È necessario cambiare le cose, partendo proprio dal basso, dalla prima comunità, ossia dal Comune.

Vogliamo attuare un “progetto acqua”, ossia un contenitore generale, all’interno del quale, in accordo con le altre autorità deputate (G.A.I.A., Genio Civile, Regione, Autorità di Bacino etc…), affrontare il tema in modo organico, seguendo una serie di principi.

Tutta l’acqua che passa nelle nostre mani va restituita nel migliore dei modi, ossia le acque nere vanno trattate attraverso fitodepurazione (sia con piccoli impianti privati, sia con appositi impianti pubblici da collegare in parallelo a quelli di depurazione esistenti); le acque chiare e piovane vanno reimmesse direttamente in falda, anziché nelle condotte.

Dobbiamo anche promuovere ed incentivare l’educazione al risparmio, sia con semplici accorgimenti domestici (ad esempio l’utilizzo dei rompigetto areati, la diminuzione del volume delle cassette di scarico dei bagni, la verifica continua delle perdite dei nostri rubinetti), sia con la promozione di pratiche edilizie (ad esempio l’installazione di cisterne di raccolta delle acque piovane per un successivo utilizzo) e infine con pratiche di più ampio respiro (ad esempio un acquedotto agroindustriale, magari in accordo con il comune limitrofo di Massarosa, che serva sia la zona produttiva Bocchette – Montramito, sia tutta la piana agricola interconnessa, in modo tale da incentivare il recupero dell'acqua di scarto delle lavorazioni per riutilizzi non potabili).

L’acqua costituisce il più potente modellatore naturale della terra, che può causare alluvioni, frane, smottamenti, etc… Molti di questi fenomeni potrebbero essere evitati con un’attenta cura del territorio: completa revisione del reticolo idrografico, partendo dalla vetta del Prana, con mappatura cartografica, per tornare a riaprire e manutenere tutta la rete di scolo secondaria, dando incentivi ai privati o affidando in appalto ad apposite cooperative di categorie protette. Questa rete di scolo secondaria potrebbe inoltre essere usata per la fitodepurazione; messa in sicurezza dell’intera asta fluviale, mediante opere di ingegneria naturalistica, eliminando il rischio ma senza la devastazione del cemento armato; localizzazione di vasche di espansione naturali, mediante le quali poter “gestire” il flusso idraulico, sia sfruttando il nostro sottosuolo di natura carsica, sia mediante apposite sagomature e briglie per creare invasi non artificiali lungo il fiume.

Potremmo così contenere i fenomeni alluvionali, ma anche evitare le aridità estive; impedire ulteriori impermeabilizzazioni del terreno; verifica della pressione delle condutture in accordo con GAIA, per localizzare e riparare tutte le perdite.

Intendiamo istituire, infine, la figura del geologo e dell’ingegnere idraulico comunale, proprio per iniziare a studiare e prevenire il problema, che sarà sempre più importante nei prossimi anni”.

(Visitato 76 volte, 1 visite oggi)

Lascia un commento