Pubblichiamo la lettera scritta dal  Comitato sanità pubblica Versilia contro lo smantellamento dell’Ospedale e dei servizi territoriali.

“Siamo un gruppo di cittadini/e, di lavoratori e lavoratrici, di Viareggio e della Versilia costituiti nel “Comitato sanità pubblica Versilia, contro lo smantellamento dell’Ospedale unico e dei servizi territoriali”.

Il nostro scopo è difendere la sanità pubblica sul territorio da un progressivo smantellamento, siamo molto preoccupati per lo stato in cui versa la sanità in Versilia, visto che l’ospedale è sempre più ridimensionato e rischia di essere dequalificato come è successo ad altri ospedali toscani (Casentino, Serristori di Figline Valdarno, San Marcello Pistoiese, Elba, Volterra).

La lista è destinata a crescere a causa di altre riorganizzazioni previste dalla legge regionale n°84 del 28 dicembre 2015 voluta dal Presidente Rossi, che accorpa tutte le 12 Asl toscane in 3 nuove grandi Aziende Usl.

Ma cosa significa dequalificare un presidio ospedaliero ad un livello più basso? Significa tagliare drasticamente posti letto, reparti, servizi e, scendendo di gradino, in gradino, è addirittura possibile trasformarlo in un Piot (Presidio integrato ospedale territorio), che non possiede un reparto di emergenza ed urgenza con rianimazione, chirurgia, ortopedia, ma unicamente con un punto di primo soccorso, con una guardia medica e qualche ambulatorio. L’Ospedale unico della Versilia, inaugurato 15 anni fa, definito un gioiello tecnologico, oggi viene svuotato internamente in maniera subdola e silenziosa, con tagli ai posti letto ed ai servizi.

Qualche esempio: i posti letto sono scesi da 650 nel 2002 a meno di 300 oggi, a fronte di 165.000 residenti. I reparti fondamentali (chirurgia) sono stati dimezzati, altri (otorino, cardiologia) sono a rischio chiusura, servizi essenziali (centro trasfusionale, anatomia patologica) sono andati altrove, altri (centro ausili) li seguiranno. Inoltre il CUP continua a chiudere  alle ore 15.00 e nel pomeriggio non si fa attività “normale”, ma solo a pagamento (intramoenia), nonostante le lunghe liste di attesa che costringono, chi può permetterselo, a rivolgersi alle strutture private.

Il reparto di punta, l’ortopedia, può essere messo a rischio perché il primario dovrà svolgere anche un altro impegnativo incarico dirigenziale. Queste sono alcune strategie usate per depauperare reparti di qualità e farli chiudere, come nominare primari “a scavalco”, o chiudere temporaneamente nei periodi festivi reparti per non riaprirli, come la chirurgia a San Marcello Pistoiese.

Se a ciò aggiungiamo i tagli sul personale già in carenza, causati da “numerosi” esuberi (lavoratori mandati in pensione prima del tempo e non sostituiti, che si aggiungono ai più di 2000 in  tutta la regione) individuati dalla nostra Asl per pareggiare un presunto buco di 3 milioni di euro, comprendiamo quali difficoltà insormontabili vi siano a gestire i servizi. Se l’Ospedale unico sarà ancora depotenziato dove andremo a curarci? A Massa, a Lucca, che hanno posti letto insufficienti anche per le popolazioni locali? A Pisa, che già “scoppia” a causa della troppa utenza? A quel punto, oltre a non riuscire ad avere visite e prestazioni, non avremo più neppure il ricovero in caso di necessità, che adesso, a fatica, abbiamo ancora. Il nostro futuro sanitario sarà di vagare per la Toscana su un’ambulanza alla ricerca del posto letto. Non crediamo alle fantomatiche riorganizzazioni, potenziamenti o miglioramenti, che i nostri politici sbandierano per camuffare lo smantellamento dei servizi, smontando pezzo per pezzo l’ospedale.

Un esempio di questo è la riorganizzazione del CUP (già prevista dalla legge regionale n°84/12/2015) ed attuata in questi giorni, che non andrà incontro, come si sostiene, ai bisogni dell’utenza, ma la costringerà a spostarsi all’interno del territorio dell’ Azienda Usl nord-ovest, da Pontremoli a Piombino.

Possiamo ancora resistere a tutto questo con la mobilitazione!!!

Solo se ci spendiamo in prima persona e diventiamo artefici del nostro destino, possiamo contrastare questo processo di distruzione della sanità pubblica. L’ingresso delle privatizzazioni e delle assicurazioni oltre a privilegiare il profitto a discapito della salute, porterà soltanto discriminazioni e mancanza di cure per gli strati sociali più deboli. Non dobbiamo dimenticare che la Versilia è una zona molto bisognosa di sanità perché ha il tasso di mortalità per tumori (anche in età pediatrica) e per tutte le altre cause, compresa la mortalità evitabile, più alto di tutta la Toscana”.

 

 

 

 

 

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