Enti: parcheggia in sosta vietata, sindaco si autodenuncia e paga la multa

Tolleranza zero. Anche se l’auto parcheggiata in divieto di sosta è quella del primo cittadino. E’ il primo caso in Italia, o se non lo è sarà comunque destinato a restare nella storia, l’autodenuncia del Sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni. La multa non era stata rilevata dagli ausiliari del traffico ne dalla Polizia Municipale ma il Sindaco Mallegni ha sorpreso tutti inviando, di prima mattina, una email al Comando della Polizia Municipale di Pietrasanta, per autodenunciare la sua infrazione. Aveva parcheggiato l’auto in sosta vietata in via XX Settembre accedendo dal varco di Via S. Agostino nel centro storico. “Sindaci ed amministratori dovrebbero sempre dare l’esempio. Ho parcheggiato in divieto di sosta, anche se la ragione è prettamente istituzionale dovendo portare manifesti e programmi per l’evento Dap, anziché tornare a spostare l’auto, per la quale ho regolare permesso di accesso in centro storico, l’ho lasciata in una strada del centro storico dove non c’erano gli stalli per parcheggiare. Voglio pagare la multa. Mi sembra un comportamento corretto. Mi sono autodenunciato alla Polizia Municipale e ho già pagato la sanzione”.

L’input alla tolleranza zero era arrivato proprio dall’amministrazione Mallegni esasperata dal fenomeno dei parcheggi selvaggi nel centro storico dove da circa 1 anno è stata attivata la Zona Traffico Limitato. Il primo cittadino ha un pass di accesso e sosta negli stalli segnalati. “Il divieto di sosta fuori dagli stalli vale per tutti, anche per me che sono il primo cittadino ma sono anche, e prima di tutto, un cittadino come tutti gli altri e non trovo giusto e corretto abusare di questo ruolo. Ho pagato la sanzione perché credo che sia giusto dare un segnale di correttezza, trasparenza e legalità. Anzi, direi che proprio perché si tratta di un primo cittadino o un amministratore locale, la sanzione dovrebbe essere raddoppiata. Il messaggio che voglio lasciare passare è chiaro: a Pietrasanta chi non rispetta le regole, che rappresentano un elemento indispensabile per mantenere il senso civico, viene multato. Ed il sindaco non è certo immune da questa filosofia”.

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