Nell’ultima riunione tenuta ad Azzano sul tema “richiedenti asilo” avevo chiesto ai cittadini presenti, e in particolare alla professoressa Anna Guidi che insisteva per discutere in quella sede di usi civici, di attendere l’incontro pubblico che si sarebbe tenuto presto su quello specifico argomento. Ritenevo infatti doveroso che di una materia tanto complessa e di un iter giuridico così lungo i cittadini potessero discutere liberamente e farsi un’opinione dopo aver avuto la possibilità di conoscere i termini esatti ed aggiornati della questione.

Aver ignorato il mio appello testimonia innanzitutto il massimo disinteresse verso le parole del sindaco, nonché verso quelle del vicesindaco Valentina Salvatori che, con la competenza che le deriva dal seguire da lungo tempo la vicenda, era intervenuta prima e dopo la riunione di Azzano esponendo le intenzioni dell’Amministrazione Comunale.
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In secondo luogo – continua Tarabella – da parte di chi ha ignorato il mio appello, rilevo anche, al di là dell’intenzione di difendere i diritti dei cittadini, che è sacrosanta e che nessuno discute, la volontà di predisporre un clima antagonista rispetto a quanto Amministrazione Comunale ed Asbuc illustreranno in occasione dell’incontro pubblico.
In ultimo, fatto ancor più grave, noto un’assoluta disinformazione sulle vicende maturate nell’aula del Tribunale degli Usi Civici di Roma dal 2010 in poi. Tutto questo è inaccettabile.

Il richiamo fatto in questi giorni alla relazione che l’avvocato Cesare Piccioli stilò nel 2010 è parziale, improprio e soprattutto non tiene conto di tutti gli sviluppi successivi della vicenda. Quel lavoro, in linea con le indagini demaniali degli anni Ottanta, era stato commissionato dal Comune di Seravezza (l’Asbuc ancora non esisteva formalmente) per confutare le tesi avverse sostenute in causa dal professor Volante per conto di Henraux.

A seguito di tutta l’attività istruttoria successiva al 2010 le teorie esposte dall’ottimo avvocato Piccioli, in particolare quelle sull’invalidità degli atti di alienazione delle terre civiche sono state però smentite dalla nota sentenza pronunciata dal Commissario nel 2014: questa ha infatti riconosciuto la validità degli atti di acquisto posti in essere tra la fine del Settecento e i primissimi anni del Novecento. L’incarico all’epoca affidato a Piccioli da una parte dimostra ciò che gli interventi di questi giorni vorrebbero negare – ovvero che il Comune ha sempre fatto di tutto per tutelare l’interesse pubblico –, mentre il mancato riconoscimento di quelle tesi ha di fatto aperto il percorso conciliativo, fortemente sostenuto dal Comune, che oggi ci porta a un passo dall’accordo.

All’incontro pubblico con i residenti della montagna (nei prossimi giorni verrà comunicata la data) Comune ed Asbuc analizzeranno il lungo iter della vertenza ed illustreranno nel dettaglio l’ipotesi di accordo alla quale si sta lavorando. Per la seconda volta faccio appello affinché si arrivi a quell’appuntamento con mente serena e senza pregiudizi, pronti sì a parlare ma anche ad ascoltare.

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ultimo aggiornamento: 15-10-2017


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