Massarosa: “Un’amministrazione che non sa fare il proprio mestiere”

Riprendiamo oggi un articolo su Massarosa pubblicato da Italia Oggi a firma Istituto Bruno Leoni dal titolo eloquente:

Un sindaco che dichiara l’impotenza

Italia Oggi è il giornale del gruppo Milano Finanza che si occupa di monitorare le pubbliche Amministrazioni e ha esaminato il caso dove il sindaco Franco Mungai e la sua giunta ha dichiarato di voler pubblicare le liste dei cittadini morosi nei confronti del Comune di Massarosa e delle imposte comunali.

Tutti i cittadini si sono chiesti con quale criterio, dati coperti dalla privacy potessero essere resi pubblici senza alcun filtro o analisi preventiva.
Siamo certi che non sia possibile ma il Sindaco e la giunta hanno comunque voluto forzare la mano interpellando il Garante dell’informazione.

Una cosa è certa: ci troviamo di fronte a un’amministrazione senza idee, programmazione e preparazione, che per ogni provvedimento strategico “tira il sasso per sentire il rumore che fa” e nel caso torna indietro.
Un’amministrazione, insomma, alla quale piace andare a sbattere e l’unica attenzione è quella di creare un solco invalicabile tra chi governa e i cittadini.
Così è successo sulle tombe perpetue, sulle lampade votive, sul museo di Massaciuccoli, sui passi carrabili, sui campi sportivi…

Cosa scrive l’istituto Bruno Leoni su Italia Oggi

“Massarosa – comincia Italia Oggi nella sua analisi –  è un piccolo comune di 23 mila abitanti, una di quelle realtà dove ci si conosce tutti, perlomeno di vista. Sarà per questo che il suo sindaco ha deciso di pubblicare nell’albo pretorio i nomi di coloro che non pagano le imposte comunali: la gogna, tra persone che si conosce, è più facile da stringere. Il garante per il trattamento dei dati personali, con molta probabilità, frenerà l’iniziativa del sindaco come ha già fatto con altre analoghe: i dati inerenti le vicende fiscali sono infatti riservati, e la legislazione sull’Irpef prevede espressamente il segreto di ufficio ai funzionari pubblici circa i dati di cui vengono a conoscenza, secondo un principio che si può agevolmente estendere anche alle altre imposte.

Consola però fino a un certo punto avere la legge e, probabilmente, il Garante della privacy dalla propria parte: anche con queste tutele, che un sindaco, ossia l’autorità pubblica più vicina ai cittadini, voglia stilare liste di proscrizione sembra un fatto grave.

Né rassicura che nelle liste finiscano solo contribuenti renitenti. Le alternative, infatti, sono due: o si distinguono i contribuenti che hanno avviato formalmente una «negoziazione» con il comune, ad esempio rateizzando il debito, oppure si rischia di distinguere tra buoni e cattivi sulla base di presunzioni, elementi arbitrari, supposizioni sul tenore di vita. Deduzioni spesso improprie da fatti solo apparentemente palesi, che possano sembrare incontrovertibili in un piccolo comune e che tuttavia non dovrebbero essere l’architrave di un sistema fiscale trasparente e equo”.

Come Versiliatoday.it abbiamo inoltre raccolto testimonianze e prove di solleciti inviati dall’amministrazione, in riferimento ai quali alcuni cittadini hanno le rispettive ricevute di pagamento.
Verso un’amministrazione amica, il cittadino ha i mezzi per potersi confrontare con la stessa e risolvere l’errore, ma visto il clima che il sindaco sta creando uno degli interpellati ha provocatoriamente risposto:

“Io non gli porto niente, ho le prove del pagamento. Aspetto che mi mettano sul giornale e con i danni di immagine che dovranno pagare acquisterò una macchina nuova”

“Ciò che il sindaco probabilmente si aspetta – continua Italia Oggi – è che l’onta di vedere il proprio nome pubblicato convinca le persone a pagare, ammesso e niente affatto concesso che tutti siano morosi per convinzione, e non per errore o necessità.
Poco importa, per il sindaco, che il teatrino della gogna finirà per mettere i cittadini l’uno contro l’altro, offrendo il gancio a invidie e rivalità personali, così che finiranno per additarsi a vicenda, anziché controllare come vengono spesi dal comune i loro soldi. Quello che il sindaco, però, non ha forse messo sufficientemente in conto e che alla gogna ci finisce il suo stesso comune: considerati gli strumenti per la riscossione che ha, un’amministrazione che si arrende e dichiara di non saper fare altro, per convincere le persone a pagare, che metterle alla berlina è un’amministrazione che, prima degli altri, mette in ridicolo se stessa dichiarando di non saper fare il proprio mestiere”.

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Chi è Italia Oggi

Italia Oggi è un quotidiano economico, politico e giuridico tra i più importanti in Italia insieme al sole 24 ore, che si occupa tra i vari compiti di monitorare il lavoro e gli atti delle Amministrazioni Comunali attraverso un team di professionisti ed esperti titolati.

L’istituto Bruno Leoni

L’Istituto Bruno Leoni dal 2003 promuove le “idee per il libero mercato” e vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.
Prende per le sue ricerche centri di ricerca non profit, indipendenti dai partiti politici, con lo scopo di offrire un contributo al dibattito pubblico.

L’IBL è attivo nell’elaborazione di ricerche e studi. Ha un importante programma di pubblicazioni a vasto raggio, e ogni anno pubblica l’“Indice delle liberalizzazioni”, il più completo rapporto sull’apertura del mercato in alcuni settori-chiave dell’economia europea.
L’Istituto organizza seminari e convegni pubblici, spesso con ospiti internazionali che altrimenti il pubblico italiano non potrebbe ascoltare.

Aggiornato il: 18-10-2017 11:34