Trovato dai soci del Gruppo Archeologico Camaiore il termine di confine dell’orma dell’asino, così è denominato tale termine raffigurato in un documento seicentesco ed inciso su di un masso roccioso in località Colle Asinaio. Esso mostra in mezzo ad alcune croci l’impronta di un asino.

In effetti la ricerca che ha iniziato il sodalizio camaiorese che quest’anno compie il suo 40° anniversario dalla fondazione è indirizzata a riscoprire i termini di confine del Comune di Camaiore, decretati con una sentenza del Marchese di Mantova nel 1478 ma sicuramente già esistenti nella seconda metà del XIII secolo.

La storia

“Dobbiamo – dicono i soci – considerare quanto fossero importanti questi termini in quanto erano la prova più certa per l’attribuzione dei territori comunali e dal XV secolo rappresentarono anche i limiti dello stato fiorentino e di quello lucchese. Per questi confini ci furono scontri tra le due comunità versiliesi e addirittura agli inizi del XVI secolo ci furono disordini tra gli abitanti di Casoli e quelli di Pomezzana e Stazzema ed oltre ad alcuni ferimenti ci scappò anche un morto, un bambino di Camaiore un tal Manfredo ucciso nel XV secolo nei pressi delle marine. Clamoroso fu a tal proposito l’assalto di quelli di Pomezzana, Farnocchia, Stazzema ed alcuni di Pietrasanta che con tanto di bandiera assediarono l’abitato di Casoli, devastando e ed incendiando diverse abitazioni. La comunità casolina fu costretta nel 1515 a chiedere un po’ di grano al Comune di Camaiore, perché come si legge nella supplica gli era stato sottratto ogni genere alimentare durante l’occupazione. Quindi i termini di confine che oggi possiamo ritrovare, non con poche difficoltà, sui limiti comunali, assumevano una importanza basilare e spesso venivano verificati affinchè non venissero cancellati o distrutti. Interessante la documentazione archivistica che si conserva nel prezioso Archivio Storico Comunale di Camaiore che ci dà modo di riconoscerne le forme e le raffigurazioni oltre alle diverse tipologie. Si va dalle cosiddette murelle, vere e proprie costruzioni, sulle quali venivano collocate lastre incise con gli stemmi di Pietrasanta e Camaiore e in alcuni casi lo stemma mediceo di Firenze e quello di Lucca. La maggior parte invece sono costituiti da semplici raffigurazioni di croci incise sulla pietra. Tornando al termine trovato recentemente presenta di fatto un orma di asino e quattro croci e si trova sul Colle Asinaio proprio sopra il tracciato della Via di Lombardia. Il toponimo Asinaio si riferisce al passaggio possibile ai muli che da qui transitavano nel quattrocento. Infatti gli sfortunati quadrupedi organizzati in vere e proprie carovane trasportavano il prezioso olio camaiorese fino a Parma e Reggio passando da Colle Asinaio. Un’altra notizia interessante che possediamo sull’orma dell’asino è invece legata ad una leggenda tramandata dagli abitanti del paese di Casoli. Pare infatti che una donna che si trovava a passare nei pressi di Colle Asinaio vide nei pressi di una roccia il demonio a dorso di un asino. La donna per nulla impaurita mostrò al diavolo una croce che portava con se e quest’ultimo adirato per la presenza del simbolo cristiano, fuggi immediatamente da tale vista e si dice che l’asino nel tentativo di cambiar marcia lasciò sulla roccia la propria orma che ancora oggi possiamo osservare. Quindi le ricerche del Gruppo, coordinate da Gianluca Tabarrani e con la fattiva collaborazione di Selene Villa, Anna Bove, Angelo Tabarrani, Lorenzo Razzuoli, Francesco Ceragioli, Bruno Orsi e ai quali presto si aggiungeranno gli altri soci dell’associazione camaiorese e con la consulenza archivistica di Luca Santini, proseguiranno su tutto il limite del confine comunale. I risultati saranno poi oggetto di una pubblicazione nonché di  una mostra che verrà organizzata in collaborazione con Marzia Bonato, direttrice del Civico Museo Archeologico di Camaiore.”

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ultimo aggiornamento: 07-11-2017


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