Nell’edizione del 10 gennaio il quotidiano Il Tirreno ha riferito di un provvedimento sanzionatorio che il Comune di Seravezza ha posto a carico di un’azienda estrattiva per aver omesso la comunicazione mensile dei materiali lapidei estratti. La notizia è stata ripresa ed approfondita, accompagnata anche da valutazioni e precisazioni dei titolari della cava. Ciò consente all’Amministrazione Comunale di fornire alcuni chiarimenti:

“L’obbligo di informare il Comune in ordine alle attività di lavorazione è sancito dal testo unico in materia di cave (legge regionale 78/1998) e dalla legge regionale 35/2015. Su questa base normativa il Comune di Seravezza ha fissato alcune regole, stabilendo ad esempio che la comunicazione relativa alle quantità estratte – distinte per tipologia e provenienza – debba essere trasmessa all’Ufficio Attività Produttive entro i primi dieci giorni del mese successivo a quello cui i dati si riferiscono. L’Amministrazione ha dato preciso mandato agli uffici comunali di monitorare con estrema attenzione il rispetto di tali modalità e di tali termini da parte di tutte le aziende estrattive che operano sul territorio comunale, essendo quei dati essenziali per il calcolo del “contributo di estrazione” (tassa marmo) che l’ente incamera a vantaggio dell’intera collettività. Quando necessario, gli uffici calcolano, applicano e richiedono il pagamento di sanzioni pecuniarie nella misura prevista dalla legge regionale 35/2015.

“Il caso evidenziato dal Tirreno si riferisce a una cava della Valle del Serra. Il fatto che si tratti di un sito privato – come lo sono tutti i siti estrattivi presenti nel Comune di Seravezza – non esime i proprietari dal rispetto di leggi e regolamenti. Tant’è vero che, per l’omessa comunicazione periodica delle quantità estratte, il Comune di Seravezza nel corso del 2016 e del 2017 ha sanzionato tre volte l’azienda titolare della cava per complessivi 4.500 euro. L’ente ha inoltre disposto il recupero del contributo di estrazione per l’anno 2016 per complessivi 71.358,64 euro (di questi, 23.717,12 euro sono di sanzione, pari al 50% dell’importo dovuto) nonché per i primi sei mesi dell’anno 2017 per complessivi 34.868,53 (di cui 3.164,42 di sanzione pari al 10% del dovuto). I valori percentuali delle sanzioni si innalzano progressivamente in base al ritardo con cui avviene il pagamento. Per gravi inadempienze il Comune può arrivare a disporre la sospensione dell’attività estrattiva”

 

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ultimo aggiornamento: 11-01-2018


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