Il Percorso della Memoria, monumento per gli sminatori - Comune Seravezza Versiliatoday.it

Il Percorso della Memoria, monumento per gli sminatori

Se la Versilia riuscì a rialzare la testa dopo la terribile prova dell’ultimo conflitto mondiale ed a ricostruire il proprio tessuto di infrastrutture e di servizi, i paesi, le industrie, molto si deve all’eroico lavoro degli sminatori Bonifica Campi Minati (BCM), civili volontari alle dipendenze del Genio Militare che dal 1945 al 1948 liberarono il territorio italiano da un enorme numero di ordigni bellici, ponendo le essenziali basi di sicurezza per la ricostruzione delle zone devastate dalla guerra. In tre anni furono 2500 gli sminatori civili impegnati in tutta Italia nella lunga, complessa e rischiosa opera di bonifica: 393 di essi persero la vita e più di 500 rimasero feriti e mutilati. A settant’anni di distanza, il Comune di Seravezza e la sezione Anpi “Gino Lombardi” Versilia hanno deciso di rendere tangibile la gratitudine del popolo versiliese intitolando agli sminatori un monumento che verrà collocato in piazza Lorenzo Iacopi a Ripa. L’inaugurazione avverrà venerdì 23 febbraio alle ore 10:30 alla presenza delle autorità civili e militari e delle rappresentanze di scuole, associazioni combattentistiche e d’arma. Interverranno il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, il colonnello Vittorio Lino Biondi, il professor Giovanni Cipollini in rappresentanza dell’Anpi.

«Un altro passo lungo il Percorso della Memoria intrapreso dalla mia amministrazione», dichiara il sindaco Tarabella. «Nella sua semplicità, ma anche nel valore e nella solidità del marmo nel quale è scolpito, il Monumento agli Sminatori esprime tutta la riconoscenza della comunità seravezzina e versiliese nei confronti di chi, rischiando la propria incolumità, si adoperò nel Dopoguerra per mettere in sicurezza il territorio. Un’opera meritoria, che consentì peraltro di salvare molte vite e di limitare per quanto possibile l’inevitabile strascico di ferite e di mutilazioni provocato dalle mine tra la popolazione civile anche dopo la fine del conflitto. Ho invitato alla cerimonia i colleghi sindaci della Versilia, augurandomi che anche da parte dei cittadini ci sia la massima partecipazione».

«Ripa è un simbolo della distruzione portata dalla guerra, un luogo centrale nella triste geografia dei bombardamenti e degli scontri che nei mesi della Linea Gotica segnarono il territorio fra Massa e Viareggio, colpendo con particolare durezza le zone di Porta, Strettoia, il Monte di Ripa, Corvaia, Vallecchia, Seravezza, Ponterosso, Querceta», aggiunge il presidente del Consiglio Comunale Riccardo Biagi. «In questi giorni cade peraltro il sessantesimo anniversario dell’inaugurazione del monumento ai caduti e della scuola elementare di Ripa, avvenuta nel 1958 alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Fu quello un segno di rinascita e di speranza che non poté prescindere dal lavoro dei nostri sminatori, che misero in sicurezza preventiva il territorio».

Il marmo per il monumento è stato donato dalla Società Henraux. L’opera è stata realizzata presso lo Studio Giorgio Angeli di Querceta dallo scultore Pietro Navari con la collaborazione di Giancarlo Bertozzi, tutti prestatori d’opera a titolo gratuito. «A loro va il nostro sentito ringraziamento», dice il professor Giovanni Cipollini. «Questo monumento ci aiuterà a ricordare persone straordinarie, che dettero un contributo decisivo alla ripresa delle normali attività in Versilia dopo la guerra. Persone come Moreno Costa, testimonianza vivente di quel duro lavoro di bonifica, e persone che purtroppo persero la vita nell’adempimento del loro compito. Voglio citare sei di loro, i versiliesi che fra il settembre 1945 e il luglio 1946 perirono lavorando allo sminamento del Monte di Ripa e della zona di Porta: Guido Manetti, Antonio Landi, Giovanni Paoli, Romeo Gregori, Aladino Mafaldo Coluccini e Armando Reinke».

Cenni sulla bonifica dei campi minati in Versilia

[Alla fine della guerra] … in tutta la Versilia erano migliaia le case distrutte o gravemente lesionate, in certe zone con percentuali intorno all’80-90%, gran parte delle strade impraticabili, distrutta la quasi totalità dei ponti, seriamente danneggiati acquedotti, depositi, strutture industriali e artigianali.
Nonostante le drammatiche condizioni, la gente voleva tornare a vivere, riprendere le normali attività quotidiane, iniziare la ricostruzione. Anche in Versilia fu ben presto chiaro che per poter realizzare tutto questo era indispensabile bonificare il territorio dalle mine e dagli ordigni bellici, che provocavano morti e feriti tra la popolazione. I primi interventi di sminamento furono effettuati da reparti inglesi durante le fasi della Liberazione e da soldati della “Buffalo” nel periodo del fronte, con cui collaborarono anche dei civili, che, poi riuniti in cooperative di lavoratori, bonificarono la spiaggia viareggina. All’ inizio dell’estate del 1945 cominciarono ad operare squadre BCM della sottozona di Lucca, poi rilevate da quelle di Massa Carrara, che prestarono servizio fino all’ottobre 1948. Molto difficile fu il lavoro nella zona di Porta, sulle colline di Strettoia e sul Monte di Ripa, a causa del gran numero di ordigni e delle caratteristiche del territorio, spesso impervio e dalla folta vegetazione.

Tratto da: La bonifica dei campi minati e degli ordigni bellici in Versilia, a cura di Corrado Broli e Giovanni Cipollini, edito da Anpi – Sezione “Gino Lombardi” Versilia

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Aggiornato il: 21-02-2018 14:30