Com’era organizzata la comunità locale alla metà del Cinquecento? Quali forme di governo e di amministrazione del territorio? E quali regole vigevano per l’economia agricola e lo sfruttamento delle risorse naturali? Ad alcune di queste domande troviamo risposta nel libro “Statuti e Ordini del Comune di Cappella dal 1542 al 1766” di Barbara Allegranti, edito dal Comune di Seravezza nel percorso di valorizzazione del proprio patrimonio storico ed archivistico. Il volume, realizzato in collaborazione con il Comune di Altopascio, verrà presentato sabato 19 maggio alle 18 nella Sala del Caminetto di Palazzo Mediceo. L’iniziativa è aperta al più ampio pubblico ed entra ufficialmente nel programma delle celebrazioni per i 500 anni di Michelangelo in Versilia. Interverranno, oltre all’autrice e ai sindaci di Seravezza Riccardo Tarabella e di Altopascio Sara D’Ambrosio, la docente universitaria Beatrice Romiti, esperta di archivistica e scienze documentarie riconosciuta a livello nazionale, e gli studiosi di storia locale Costantino Paolicchi e Andrea Tenerini.

Il volume di Barbara Allegranti accoglie la trascrizione integrale degli Statuti che Firenze concesse a partire dal 1542 al Comune di Cappella – allora distinto da quello di Seravezza – riconoscendogli alcune importanti prerogative in ordine all’organizzazione della comunità, alla gestione amministrativa e al suo governo, alle modalità di attribuzione delle cariche e alla regolamentazione dell’economia agricola e dello sfruttamento del territorio. Il lavoro nasce dall’analisi di due manoscritti pressoché identici: il primo conservato nella sezione preunitaria dell’Archivio Storico del Comune di Seravezza; l’altro custodito presso l’Archivio di Stato di Firenze. Un documento che fotografa un’epoca – la metà del Cinquecento – che fu di fondamentale importanza per la Versilia, allora sottoposta al governo fiorentino e dove, poco più di venti anni prima, Michelangelo Buonarroti aveva lasciato un’impronta destinata a riflettersi sullo sviluppo dei secoli successivi. La trascrizione dei manoscritti è accompagnata da un’interessante introduzione storica in cui l’autrice traccia un quadro del periodo e ricostruisce l’evoluzione dell’autonomia comunale della Cappella dal 1542, anno del primo Statuto, fino all’inglobamento nel Comune di Seravezza avvenuto nel 1776.

«Non è un caso che diamo alle stampe questo volume a cinque secoli esatti dalla presenza di Michelangelo a Seravezza», scrive il sindaco Riccardo Tarabella nel suo contributo istituzionale. «Un atto simbolico per sottolineare l’importanza della storia e della memoria, per ricordare e ricordarci la necessità di conservare, valorizzare, far conoscere il nostro patrimonio documentale, utile a comprendere il passato al pari del nostro presente. In una terra di frontiera come la nostra, ricca di influenze e di stratificazioni dovute alle molte e diverse dominazioni succedutesi nei secoli, rileggere il passato non è solo un esercizio di arricchimento civico, ma un modo fondamentale per comprendere le diverse sfumature della nostra identità versiliese e toscana contemporanea».

«Il volume rappresenta un altro passo in avanti per la valorizzazione del patrimonio archivistico del Comune di Seravezza, frutto di un lavoro coordinato di ricerca e catalogazione professionale che merita tutta la nostra attenzione», aggiunge l’assessore alla promozione e valorizzazione del territorio Giacomo Genovesi. «Ringrazio perciò tutto lo staff dell’ufficio cultura e la dott.ssa Barbara Allegranti per questo risultato così prestigioso».

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