Altri quattro rom arrestati.

Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri indagati di etnia rom, emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo toscano.

I provvedimenti scaturiscono dagli approfondimenti investigativi svolti a seguito dell’omicidio di Duccio Dini, il giovane fiorentino deceduto l’11 giugno scorso dopo essere stato investito il giorno prima mentre si trovava fermo a bordo del proprio scooter ad un semaforo nel quartiere Isolotto, al culmine di un inseguimento tra più autoveicoli.

“Per ben due volte ho denunciato con sopralluoghi mirati ed effettuati di persona l’indebita presenza di rom nelle case popolari di Firenze. L’amministrazione Nardella ha risposto alle mie denunce ignorandole e respingendole. Oggi emerge che uno degli arrestati con l’accusa di tentato omicidio, Gani Emin, non solo vive in una casa popolare come altri coinvolti, ma dai documenti ufficiali risulta essere residente proprio dove ho effettuato il sopralluogo, in via Accademia del Cimento 14. Ha lo stesso indirizzo di residenza, la stessa nazionalità e persino lo stesso cognome del proprietario di auto di lusso che dichiara di vivere nell’appartamento con 12 persone e con cui ho avuto un’accesa discussione documentata da un video”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando gli arresti nelle indagini legate all’omicidio di Duccio Dini, il giovane fiorentino rimasto ucciso in seguito ad un inseguimento a Firenze avvenuto lo scorso 10 giugno.
 “E’ grottesco che oggi il sindaco provi a rimediare annunciando la ‘cacciata’ dei ‘criminali’ dagli alloggi popolari – sottolinea Donzelli – avevamo dato lui e i suoi assessori tutti gli strumenti per controllare ciò che avevamo denunciato e intervenire prima che succedesse una tragedia. Nei sopralluoghi ho documentato l’arroganza di quelle persone, orgogliose di rubare e non rispettare le leggi e spavaldi di un’impunità dalla quale si sentono protetti. Hanno provato inutilmente anche a intimidire e minacciarmi pubblicamente perché chiedevo chiarezza sulle loro macchine e ponevo seri dubbi sui requisiti per vivere in una casa popolare. Nei cortili dei palazzi fanno guidare a velocità anche i bambini. Una situazione – conclude Donzelli – che dimostra l’incapacità del sindaco Nardella, di tutta l’amministrazione e del Partito democratico, che hanno scelto allora di mantenere a queste persone la casa popolare: sono politicamente corresponsabili”.
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ultimo aggiornamento: 04-07-2018


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