Firenze piange la morte di Giancarlo Galdiolo - Sport Versiliatoday.it

Firenze piange la morte di Giancarlo Galdiolo

Lutto viola, e nell’intero mondo del calcio: si è spento ieir, all’età di 69 anni, Giancarlo Galdiolo, ex terzino destro della Fiorentina (dal 1970 al 1980) e della Samp (80/82).
A darne notizia è stato il figlio Alessandro, su Facebook: “Dopo una lunga malattia, durata più di otto anni, ci lascia un altro grande campione! Fai buon viaggio, papà’.

Galdiolo era affetto da una forma di demenza frontale temporale, come denunciarono nel 2010 il figlio e sua sorella Eleonora, invocando un aiuto del mondo dello sport per sostenere la ricerca sulla malattia e sulla Sla. Galdiolo era soprannominato il ‘Gigante buono’.

Sul proprio sito ufficiale la Fiorentina piange la scomparsa di Giancarlo Galdiolo, calciatore viola dal 1970 al 1980, scomparso all’età di 69 dopo una lunga malattia: “Tutta la Fiorentina si stringe alla famiglia Galdiolo per la scomparsa di Giancarlo.Galdiolo era nato nel 1948 a Villafranca Padovana e dal 1970 al 1980 aveva indossato per 229 volte la maglia viola. La Fiorentina ricorda con commozione il calciatore viola. Per alcuni Giancarlo Galdiolo era il “pappa”, nomignolo tratto da Pappagone, personaggio immaginario dell’epoca inventato da Peppino de Filippo. “Pappa” gli fu dato per il ciuffo ribelle, per una certa somiglianza nella capigliatura, che appunto ricordava… la macchietta napoletana. Per altri era “badile”, in qualità di una tecnica non proprio raffinata e per il suo rapporto col pallone, diciamo così… un pochino precario. Per tutti, invece, Giancarlo Galdiolo era un autentico cuore viola, nobile d’animo, indistruttibile nel fisico, disposto a tutto per la sua Fiorentina. Anche a rinunciare alla fascia di capitano perchè, secondo lui, un altro Giancarlo… Antognoni, rampante fuoriclasse già colonna della Nazionale italiana, la meritava più di lui. Eppure, ironia della sorte, da tempo una grave malattia lo aveva minato proprio in quel fisico da granatiere, che piano piano si è andato consumando. Come spesso capita, in presenza di uomini che non sono passati invano, una parola è poca e due son troppe: si rischia di cadere nell’ordinario, nel convenzionale, si rischia di banalizzare 10 stagioni, la vittoria di due coppe, e più di 200 partite da professionista col giglio sul petto. Si rischia sopratutto di semplificare una figura che aveva tante sfaccettature. Tutte belle, tutte positive. Noi allora ci limitiamo a ricordare un titolo de “La Nazione”, all’indomani di un Fiorentina-Juventus del 26 febbraio 1978: “Il colpo di testa che fa dormire”. Eh già perchè, in quella giornata uggiosa, bagnata da una fitta pioggia invernale, il “pappa” svettò imperioso e pareggiò il vantaggio di Boninsegna. Fu anche grazie a quel punticino che la Fiorentina di Chiappella guadagnò una miracolosa salvezza (la seconda alla quale Giancarlo contribuì, dopo quella della stagione ’70-’71), e chissà… forse fu proprio grazie a quel ciuffo ribelle che il “pappa” riuscì ad indirizzare il pallone alle spalle di Zoff. E mandare a letto più tranquilli i tifosi viola. Ciao Giancarlo, ci mancherai. E grazie di tutto…”

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Aggiornato il: 09-09-2018 10:17