Un’ingente operazione di contrasto al traffico degli stupefacenti è stata portata a termine nei giorni scorsi dai Carabinieri della locale Compagnia, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Investigativo provinciale nonché dai Nuclei Cinofili dell’Arma. Sequestrati quasi quindici chilogrammi di hashish, insieme a mezzo etto di cocaina e circa un chilogrammo di marijuana, trovati nella disponibilità di un 68enne del luogo che insieme al figlio 31enne aveva messo in piedi una vera e propria “centrale” per lo spaccio di droga alle pendici delle Alpi Apuane.

Si tratta di uno dei più significativi sequestri di droga operato dai Carabinieri negli ultimi tempi in Toscana, sicuramente il più importante degli ultimi anni nella Provincia di Massa-Carrara.

A finire nella rete dei militari dell’Arma sono due personaggi molto conosciuti nella zona, fra l’altro dei volti noti anche per i Carabinieri che già da tempo avevano puntato i riflettori su quell’abitazione ubicata in una zona boschiva a nord di Castelpoggio, occupata da un 68enne che fin dagli anni ottanta aveva fatto parlare di sé per questioni di droga e possesso illegale di armi.

Negli ultimi tempi, il nome del 68enne era tornato in auge sulla “piazze” dello spaccio di droga di Carrara e dintorni. I Carabinieri del Nucleo Operativo, infatti, dopo il sequestro di significative partite di hashish e marijuana trovate in possesso di vari pusher della zona, avevano acquisito molti indizi a carico del “grossista” della droga, noto negli ambienti dello spaccio con il soprannome “il vecchio del monte”.

A quel punto le indagini dei Militari dell’Arma si sono fatte più serrate e non è stato affatto facile raccogliere fonti di prova a carico del famigerato fornitore di stupefacenti, dal momento che viveva arroccato insieme ai suoi famigliari alle pendici delle Alpi Apuane, fra la frazione di Castelpoggio e la zona boschiva ai piedi di Campo Cecina. In quei luoghi spopolati e ricchi di fitta vegetazione al punto che nemmeno le comunicazioni telefoniche risultano agevoli e, soprattutto, ogni minimo passaggio di un estraneo diviene per gli abitanti del posto un vero e proprio “campanello d’allarme”.

Per questo motivo, i Carabinieri di Carrara hanno condotto un’indagine vecchio stampo utilizzando i c.d. metodi “tradizionali” per raccogliere più informazioni possibili su quel nucleo famigliare, a cominciare dai lunghi appostamenti nei dintorni della loro abitazione per documentare il viavai di noti consumatori di stupefacenti della zona, fino ai difficoltosi pedinamenti di sconosciuti molto sospetti visti uscire da quella casa e poi controllati a debita distanza. Addirittura, per passare inosservati, i Carabinieri hanno dovuto utilizzare anche scaltri espedienti, come ad esempio travestirsi da corridori, oppure da appassionati di trekking o da cercatori di funghi e castagne. Alla fine, tutti gli indizi raccolti nel corso dell’indagine sono stati compendiati in una dettagliata informativa depositata presso la Procura della Repubblica di Massa. Il Pubblico Ministero Roberta Moramarco, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti dai Carabinieri, ha firmato un decreto di perquisizione nei confronti del 68enne, per fare luce definitivamente su tutto ciò che avveniva all’interno della sua abitazione.

Dopo aver monitorato per alcuni giorni la zona dell’intervento, la mattina di venerdì 12 ottobre, una quindicina di carabinieri della Compagnia di Carrara si sono presentati di buon’ora presso l’abitazione del 68enne. All’operazione hanno partecipato anche gli uomini del Nucleo Investigativo di Massa Carrara, nonché tre unità cinofile addestrate per la ricerca di stupefacenti, provenienti dal Nucleo Cinofili Carabinieri di Firenze e di Pisa-San Rossore.

I militari dell’Arma non a caso hanno scelto di portare a termine il blitz a ridosso del fine settimana, infatti durante i loro appostamenti proprio nel week-end avevano notato un singolare andirivieni di persone da quell’abitazione, pertanto hanno pensato che in quei giorni ci fossero più chance di trovare dello stupefacente in casa. Quando il 68enne si è ritrovato in casa quel massiccio dispiegamento di “divise”, è sbiancato in volto ed è apparso titubante, poi quando ha capito che non c’era più nulla da fare, non ha potuto fare a meno di ammettere le proprie responsabilità. I militari dell’Arma, infatti, hanno recuperato in vari nascondigli della sua abitazione decine di panetti di hashish, ciascuno del peso di circa 100 grammi. una partita di droga era stata addirittura nascosta sottoterra e ricoperta da un cumulo di letame nel podere antistante l’abitazione dove l’uomo accudiva gli  animali da cortile, mentre altri panetti, accuratamente sigillati, sono stati trovati sotto il sedile del suo fuoristrada.

Anche il figlio 31enne è finito nei guai, infatti nella sua camera da letto i Carabinieri hanno trovato alcuni frammenti di hashish, oltre ad alcune piantine di cannabis già essiccate da cui ricavare della marijuana pronta all’uso. Inoltre, usciti sul terrazzo, l’anziano ha consegnato un’altra partita di hashish nascosta sotto una grossa fioriera posizionata vicino l’alloggio del figlio, pertanto i militari dell’arma hanno ritenuto che ci fosse un accordo fra i due per tenere quelle tavolette di droga praticamente “a portata di mano”.

Nella camera da letto del 68enne è “spuntato” da dietro un cappellino un involucro contenente quasi 30 grammi di cocaina, invece nel capanno degli attrezzi il fiuto dei cani antidroga ha consentito di recuperare un contenitore di vetro con altri 20 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi da spacciare. Un altro frammento di hashish è stato trovato sempre dai cani antidroga nascosto nelle pieghe di una sella da equitazione appesa sulla parete di una cameretta del 68enne, mentre diverse piante di marijuana sono state trovate in essiccazione sopra una tettoia.

Al termine delle operazioni di ricerca, i Carabinieri sono giunti ad un sequestro record di quasi quindici kilogrammi di hashish, a cui si aggiungono una cinquantina di grammi di cocaina e un kilogrammo di marijuana.

Inoltre, sotto il materasso della camera da letto dove dormiva l’anziano, sono state rinvenute numerose banconote di grosso taglio ritenute provento di traffici illeciti, insieme ad altre “mazzette” di denaro contante che erano state nascoste all’interno di un soprammobile sopra la credenza della cucina. Tutto il denaro, ammontante a circa 12mila euro, è stato sequestrato insieme alla droga.

A quel punto, padre e figlio sono stati arrestati per “detenzione illecita di stupefacenti aggravata dall’ingente quantitativo” quindi sono stati portati in carcere su ordine del Pubblico Ministero Roberta Moramarco che ha seguito tutte le fasi delle attività. I due si sono poi rifiutati di rispondere alle domande del Giudice, che pertanto, dopo la convalida degli arresti, ha confermato il carcere per entrambi.

L’ingente quantitativo di droga, che sulla piazza dello spaccio avrebbe fruttato cifre molto alte che si aggirano fra gli 80 e i 100mila euro, sarà sottoposto nei prossimi giorni ad analisi di laboratorio, per stabilire la quantità di principio attivo. I loghi presenti sulle tavolette di hashish saranno molto utili per stabilire la provenienza delle varie “partite” di droga, inoltre serviranno per distinguerne le diverse qualità.

 

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ultimo aggiornamento: 16-10-2018


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