(Foto: Nicola Gnesi)

Non nasconde la propria soddisfazione Bruno Murzi, primo cittadino di Forte dei Marmi di fronte all’ordinanza con cui il Tar Toscana, all’esito dell’udienza di ieri (21 novembre) ha accolto l’istanza di sospensiva avanzata dal Comune nel ricorso contro l’esclusione della graduatoria del piano triennale della Regione Toscana di edilizia scolastica ed ha reinserito il Comune nella graduatoria del bando stesso.

“Eravamo convinti di intraprendere la strada giusta e che i nostri dirigenti e uffici avessero compiuto tutti i passaggi necessari – commenta Murzi – una esclusione ingiusta, assurda, legata ad un intoppo informatico ed a una sorda ed arrogante burocrazia. Questa prima decisione del Tar la vivo come una piccola ma importante scalfittura di quel blocco granitico della burocrazia italiana. Un documento che non risulta correttamente acquisito dal sistema non può condizionare la possibilità di garantire una esigenza primaria, quale quella di dare una scuola adeguata e sicura ai bambini. Ora possiamo attendere con fiducia la decisione della causa di merito la cui udienza è stata fissata per il 22 giugno 2019”.
La decisione sull’accoglimento dell’istanza del Comune viene dal Tar ampiamente motivata ed entra nel merito delle osservazioni svolte dall’Ufficio legale del Comune di Forte dei Marmi, di fatto accettandole e questo non può che far ben pensare sugli esiti definitivi del ricorso.
“Certamente – prosegue il sindaco Murzi – la prudenza è d’obbligo, ma la riammissione immediata in graduatoria e soprattutto le motivazioni stesse che ci fanno rientrare a pieno titolo nella stessa graduatoria, sono indici importanti per una conclusione positiva dalla vicenda. Vorrei ringraziare tutta la mia squadra, oltre che gli uffici di competenza, in particolare l’avvocato Giuliano Turri ed il dirigente Maurizio Nieri, che hanno fin da subito condiviso con me la decisione di ricorrere al Tar. Dispiace solo che non tutti abbiano voluto comprendere ed ascoltare quello che realmente era successo, ma solo, evidentemente sbagliando, cogliere un’occasione di visibilità politica, tanto da dover richiedere addirittura un consiglio comunale straordinario. Bastava un minimo di ragionevolezza e di pazienza. Eravamo convinti di essere nel giusto e questa ordinanza ci conforta. Gli altri riflettano sul loro modo di far politica”.

(Visitato 378 volte, 1 visite oggi)