Enrico Becherelli

Venerdì 7 dicembre alle 17,30 si inaugura a Viareggio (al Concept Store Lungo Canale in Piazza Garibaldi) la personale di Enrico Becherelli: una mostra che propone alcune opere del Ciclo Zero – Frammenti.

Il contesto, inusuale per una personale, si concilia perfettamente con lo spirito delle opere dei cicli Frammenti, nate dalla riflessione sulla realtà contemporanea caratterizzata da contaminazione, destrutturazione, e , appunto, “frammentazione”. Ma ciò che Enrico Becherelli propone nelle sue opere non è un ragionamento né politico né sociologico. È una ricerca figurale, estetica: il tentativo di ricreare, attraverso una pittura vibrante, un assetto strutturale che tenda alla ricomposizione, con la consapevolezza, però, di poter raggiungere solo certezze provvisorie, perché le ricomposizioni strutturali si prolungano all’infinito e non raggiungono mai l’assoluta verità.

Introdurranno la mostra Ilario Luperini, critico e storico dell’arte, e Marcela Bracalenti, artista e architetto

Le opere saranno esposte sino al 12 gennaio 2019.

Note sull’autore: ENRICO BECHERELLI

Dopo il liceo artistico a Carrara, si laurea in architettura a Firenze.

Appassionato di grafica e design, alla fine degli anni 70 apre, insieme ad un collega , il primo studio di grafica pubblicitaria a Viareggio.

Negli anni successivi partecipa a vari concorsi di grafica ed è autore di manifesti e pubblicazioni per numerosi enti pubblici e privati. Negli anni 90, per oltre un decennio, è Responsabile Commerciale per una importante concessionaria di pubblicità. Dal 2003 è Responsabile Marketing di una azienda che opera nel settore della formazione e della consulenza.

Per quanto riguarda le sue opere, fin dai primi anni 80, aderisce al movimento informale e successivamente all’astrattismo, sperimentando varie tecniche pittoriche. L’astrattismo rimarrà il filo conduttore di tutta la sua produzione .

Negli ultimi tempi, il bisogno di un rapporto più stretto con la realtà contemporanea lo porta ad orientare la sua produzione artistica verso tematiche sociali e culturali.

Sono nate così le opere del ciclo “Frammentazione”.

Enrico Becherelli vive e lavora a Viareggio ed espone in permanenza alla “Black Spot Home Gallery” via Nicola Pisano ,11 Viareggio www.enricobecherelli.it[email protected] .com

Il commento del critico Ilario Luperini

Viviamo in una società caratterizzata dal disfacimento dell’aggregazione sociale. Prevale il desiderio consumistico di vivere bene a dispetto degli altri, senza farsi troppi scrupoli, sfruttando a proprio favore le disuguaglianze insite nel sistema liberista. E’ finito il tempo della ricerca della felicità sociale (secondo l’espressione coniata dal sociologo Albert Hirschmann). E’ iniziato da tempo un nuovo ciclo, quello della felicità individuale, dell’affermazione personale.

Ma c’è di più. Grazie alla rivoluzione digitale e allo sviluppo di Internet è oggi disponibile online una sterminata quantità di risorse e contenuti, molti dei quali utili anche per la scuola, l’apprendimento, la formazione personale e professionale di ciascuno di noi. Nonostante l’enorme complessità orizzontale della rete, questi contenuti sono però in genere granulari e frammentati: la complessità verticale che era tipica della cultura del libro sembra almeno in parte sacrificata. L’età della rete è necessariamente anche l’età della frammentazione? Quali strategie e quali strumenti possono essere usati per favorire una maggiore attenzione alla capacità di costruire e utilizzare – anche in digitale – contenuti strutturati e complessi?

Il grande pregio dell’attuale lavoro di Enrico Becherelli sta proprio nel cogliere questi inquietanti aspetti.

Ma il suo non è un ragionamento né politico né sociologico: E’ una ricerca figurale, estetica; il tentativo di ricreare, attraverso una pittura vibrante, un assetto strutturale che tenda alla ricomposizione; con la consapevolezza, però, di poter raggiungere solo certezze provvisorie, perché le ricomposizioni strutturali si prolungano all’infinito e non raggiungono mai l’assoluta verità. Basta soffermarci a guardare con attenzione i suoi lavori per rendersene conto. Da un lato una forte spinta verso la razionalizzazione: pannelli delle stesse dimensioni composti in un assetto spaziale di assoluta precisione; dall’altro, all’interno di ognuno, fasce striate di colori omogeneamente raccordati che si espandono oltre il campo del pannello, a indicare un percorso intuitivo ed emozionale che travalica la pura razionalità. Ogni pannello presuppone gli altri; congruenti ma non definitivi. La loro distribuzione nello spazio può variare se, una volta raggiunto il provvisorio equilibrio, scatta la recondita necessità di sperimentare un altro assetto. Sono opere in continuità visiva con le precedenti esperienze in cui i ritmi delle sequenze rivolgevano particolare attenzione agli effetti ottici suggeriti da accostamenti, sovrapposizioni, ripetizioni, inversioni, permutazioni. Ma l’attuale percorso è più periglioso, sebbene nello stesso tempo assai entusiasmante. Un percorso che, partendo, da un’intima esigenza di razionalità, si espande verso i terreni più insondati della sfera emotiva e di essi si nutre. Una ricerca assai vicina alla filosofia del dubbio, quale unica strada per sondare i misteri della conoscenza. Un percorso sostenuto da incessante curiosità, quella curiosità, di vichiana memoria, figlia dell’ignoranza e madre della scienza. Con l’obiettivo – almeno così mi pare – di arrivare alla sintesi tra storia, pensiero e immaginazione.

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