Camaiore
foto Marco Pomella

Il Consiglio comunale di Camaiore ha approvato nella seduta di ieri (3 dicembre), il regolamento per il premio Com’è bella la città che intende promuovere il senso civico e lo sviluppo sociale della comunità attraverso il miglioramento del decoro e dell’arredo urbano con decorazioni floreali stagionali. L’obiettivo è di promuovere la cultura del verde come strumento di decoro urbano, valorizzare la città, i suoi spazi verdi e i centri abitati, svolgere un ruolo educativo e di sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente e accrescere la conoscenza dei fiori e del loro linguaggio.

Saranno due le sezioni del premio, Cittadini e Adotta un’aiuola: la prima dedicata ai residenti delle zone individuate dalla giunta comunale, la seconda ai titolari dei contratti di sponsorizzazione dell’omonima iniziativa che permette all’ente di concedere a soggetti terzi la gestione o la manutenzione del decoro di aree di verde pubblico con lo scopo di migliorarne la qualità e ridurre i costi di questi servizi. La giunta comunale approverà stagionalmente un avviso in cui bandisce il concorso, individuando le zone e stabilendo i premi che potranno essere sia in beni materiali, sia in forma di contributo non superiore all’importo che al Comune risulta in obbligo di pagamento per la Tari.
Ogni sezione avrà una commissione giudicatrice dedicata, nominata dal sindaco tra le candidature pervenute attraverso un’apposita manifestazione d’interesse. I commissari dovranno assegnare punteggio a vari aspetti della decorazionecome la scelta del colore, la pulizia, la visibilità e la bellezza delle fioriture. L’assegnazione dei premi avverrà tramite una cerimonia pubblica. “La scelta di istituire questo premio – ha spiegato il sindaco Alessandro Del Dotto – è stata dettata dalla volontà di stimolare l’attenzione nei confronti dei luoghi in cui viviamo e di valorizzare un’abitudine che già esiste nella nostra comunità. Il titolo è un chiaro riferimento alla canzone di Giorgio Gaber che con ironia stigmatizza le contraddizioni delle grandi città. Noi non siamo una frenetica metropoli, ma un grande paese costellato da borghi che vuol fare della bellezza dei centri storici, un motivo di vanto e, perché no, di promozione turistica”.
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