Foto di Letizia Tassinari

Blitz della Squadra Mobile della Questura di Lucca, questa mattina, al centro di accoglienza per migranti gestito dalla Croce Rossa Italiana.

A finire in manette sono stati tre richiedenti asilo della Nigeria, due residenti a Lucca e uno a Macerata. Uno è finito in carcere, gli altri due ai domiciliari. I tre,  che non vivevano più al centro di accoglienza, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si rifornivano a Modena per poi vendere la droga sia ai clienti italiani che agli stranieri ospiti della struttura, dove questa mattina i poliziotti hanno anche trovato  7 stranieri irregolari, che non avrebbero diritto all’asilo politico.

Stamattina, la Polizia di Stato della Questura di Lucca ha arrestato tre nigeriani per spaccio di marijuana dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lucca, dottoressa Aracri, a seguito di indagine del Sostituto Procuratore Rugani della Procura di Lucca.
L’indagine ha scardinato un sodalizio che, da gennaio a luglio scorsi, ha trasformato Piazzale Don Baroni in un mercato della droga, ceduta appena fuori la struttura della Croce Rossa che li accoglieva in quanto richiedenti asilo.
Il gruppo nascondeva lo stupefacente nelle tende del centro, tra i guanciali e i materassi.
Se i clienti erano italiani gli indagati, contattati telefonicamente, uscivano dalla struttura per effettuare la cessione.
Se il cliente era uno straniero, e di colore, veniva invitato ad entrare e fornito di un badge; fingendosi un richiedente asilo, aveva così libero accesso e, acquistato lo stupefacente, poteva scegliere di trattenersi in struttura o di allontanarsi.
A capo del sodalizio un nigeriano, prima ospite della struttura ed in seguito trasferito a Montecatini Terme (PT).
L’uomo poteva contare su una clientela che è riuscito a mantenere ed incrementare grazie ai complici, due connazionali all’epoca dell’indagine ospiti della Croce Rossa: Raymona Osagiede (Nigeria 1996), richiedente asilo ospite di una struttura di Ghivizzano (LU), sottoposto alla custodia cautelare in carcere, e Daniel  Obamwonyi (Nigeria 1990), richiedente asilo, sottoposto agli arresti domiciliari presso una struttura di Camporgiano.
In alcuni casi, il nigeriano, da Montecatini, contattava i sodali e li avvertiva dell’arrivo dei clienti; altre volte, in mattinata, arrivava alla Stazione di Lucca e, raggiunto il campo, iniziava a spacciare con i due complici, che mandava fuori dalla struttura a fare le cessioni. I due avevano inoltre il compito di rifornirsi dello stupefacente; allo scopo veniva impiegato il denaro provento dello spaccio, al netto dei guadagni.
La marijuana trattata dal gruppo era appetibile in quanto ceduto a prezzi estremamente concorrenziali. Per acquistarla arrivavano anche da Prato.
Alcuni clienti pagavano lo stupefacente 5 euro al grammo e, a seconda dei casi, si rifornivano di singole dosi ovvero di quantitativi più importanti, sino a 50 grammi.
L’1 giugno scorso il capo del sodalizio è stato arrestato dalla locale Squadra Mobile, presso la Stazione Centrale di Lucca, con 982 grammi di marijuana, confezionati sottovuoto in una busta nascosta all’interno di uno zaino.
Dopo il giudizio per direttissima, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari a Lucca.
Immediatamente dopo il rientro nell’abitazione, il nigeriano ha dato disposizione ai due sodali per soddisfare la clientela che continuava a chiamarlo. Pochi giorni dopo, è partito per la Germania rendendosi irreperibile.
Il sodalizio indagato si riforniva di marijuana da un connazionale residente a Modena, che riusciva a garantire cessioni di un chilo di marijuana alla volta.
Il fornitore modenese Seedorf Osadolor Osarobo (Nigeria 1985) è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari a Macerata, dove si trovava momentaneamente in visita ad alcuni parenti.
Contestualmente è stata eseguita la perquisizione, delegata dalla Procura della Repubblica di Lucca, della struttura della Croce Rossa che accoglie i richiedenti asilo in Piazzale Don Baroni. L’attività, eseguita dagli uomini della Squadra Mobile di Lucca, coadiuvati dall’Ufficio Volanti della Questura, da uomini del Reparto Prevenzione Crimine della Toscana, del Reparto Mobile di Firenze e da un’unità cinofila della Polizia Municipale di Prato, ha dato esito negativo per il rinvenimento di sostanza stupefacente.

“La tendopoli alle Tagliate di Lucca, che accoglie immigrati a spese dei cittadini italiani, era una centrale di spaccio di droga che ha ospitato stranieri irregolari. In un sopralluogo avevamo denunciato condizioni inaccettabili, persone ammassate ed igiene precaria. E’ gravissimo che un’associazione come la Croce Rossa, che per un lungo periodo ha incassato dallo Stato anche 7.000 euro al giorno per l’accoglienza di questi immigrati, non abbia vigilato sulla loro regolarità. I responsabili dei reati vengano rispediti in carcere a casa propria e si revochino immediatamente le concessioni a chi lucra sulla pelle delle persone”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando l’operazione di polizia avvenuta oggi al Centro accoglienza gestito dalla Croce Rossa Italiana in zona Tagliate. “Ecco il risultato delle politiche di accoglienza illimitata della sinistra, che hanno creato un vero e proprio ghetto che oggi scopriamo essere stato ricettacolo di irregolarità e criminalità – sottolinea Donzelli – nonostante adesso gli immigrati ospitati siano molti meno di un anno fa la gravità della situazione è palese. Oggi è emersa una vera e propria associazione criminale che ha trovato linfa in Toscana e che coinvolge anche altre strutture della regione. Apprendiamo che un uomo è già riuscito a far perdere le sue tracce – conclude Donzelli – chiediamo che le istituzioni intervengano nella maniera più ferma”.

 

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