FOTO UMICINI

E’ morta ad Arezzo ieri mattina Maria Luigia Redoli, nota a tutti come la Circe della Versilia. Malata da tempo per una patologia renale, ricoverata in nefrologia all’ospedale San Donato, si è spenta all’età di 81 anni.

Era l’aprile del 2015 quando fu scarcerata. Un pianto liberatorio, poi la corsa dal luogo dove ogni giorno si recava per fare volontariato e di nuovo verso il carcere per gli ultimi adempimenti: “Non ha avuto il tempo di rilassarsi e di realizzare”. Così l’avvocato Alessandro Maneffa, legale di Maria Luigia Redoli, descrisse il momento in cui la donna, la “Circe” di Forte dei Marmi che fu incriminata – assolta in primo grado a Lucca poi condannata in Corte d’Appello a Firenze e in Cassazione – per il delitto del marito avvenuto nel luglio del 1989, quasi 30 anni fa, aveva appreso che avrebbe potuto lasciare definitivamente il carcere.

foto umiciniUna storia “maledetta” quella di Maria Luigia, raccontata da tutta la stampa dell’epoca, e tema di programmi televisivi anche a livello nazionale. Fu il giallo della Versilia, lei e il giovane amante, Carlo Cappelletti, ex carabiniere a cavallo e macellaio, accusati di aver ucciso nel garage della villa a Forte dei Marmi il ricchissimo consorte di Maria Luigia, il mediatore immobiliare Luciano Iacopi, la notte tra il 16 e il 17 luglio del 1989. L’uomo fu trovato assassinato, in una pozza di sangue, con 17 coltellate. Una notte, quella dell’omicidio, trascorsa dalla coppia in un noto locale della Versilia by night. E proprio la porta del garage, trovata chiusa, con la donna, unica persona ad avere la chiave, fu l’elemento di prova: una sorta, per gli inquirenti, di errore fatale. Poi i maghi, ai quali. dalle intercettazioni telefoniche, si scoprì che la “Circe” si era rivolta per ottenere una fattura a morte, e i 15 milioni di vecchie lire consegnati per trovare un killer. L’indagine condotta dai Carabinieri, e coordinata dall’allora pm lucchese dottor Domenico Manzione,  culminò con un arresto che fece clamore. I due, lei affascinante ed eccentrica 50enne, vistosa e “aggressiva”, bionda platino e occhialoni scuri, e amante della magia, lui molto più giovane, furono visti come la coppia diabolica, nonostante entrambi abbiano sempre proclamato la loro innocenza. Dopo la condanna all’ergastolo e dopo aver scontato 24 anni di carcere. la “Circe” era tornata libera. La richiesta di grazia, ostacolata dai due figli, non trovò strada, la decisione della libertà, dopo quasi un quarto di secolo, fu del tribunale di sorveglianza di Milano che aveva accolto la richiesta presentata dal suo legale, avvocato Alessandro Maneffa.  Maria Luigia Regoli, che ha diviso, negli anni, l’opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti, negli anni di detenzione aveva fatto lavori socialmente utili.

La sua figura di donna “vamp” ha sicuramente influenzato negativamente le opinioni. Le sentenze, dura lex sed lex, non si contestano, ma in questa vicenda molte sono state le prove solo indiziarie.

( si ringrazia per le foto di repertorio il fotografo Aldo Umicini )

 

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