Castelli e luoghi incantati, cavalli e cavalieri, miti e leggende rivivono a Pietrasanta. Il mondo onirico di Raffaele de Rosa è il protagonista della mostra “Un viaggio fantastico” che per un mese, dal 13 aprile fino al 26 maggio, sarà ospitata nel complesso di S. Agostino tra la Chiesa ed il Chiostro. L’evento è organizzato dal Comune di Pietrasanta in collaborazione con Artitaly con curatore Massimilino Simoni.

Vernissage in agenda sabato 13 aprile alle ore 17.00 alla presenza del Sindaco, Alberto Stefano Giovannetti e dall’Assessore alla Cultura, Senatore Massimo Mallegni.

 

La mostra di pittura s’ispira interamente e fantasticamente a “La Battaglia di Anghiari”, il famoso dipinto di Leonardo Da Vinci, databile attorno al 1503, commissionato per il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. A causa dell’inadeguatezza della tecnica pittorica scelta da Leonardo, il dipinto subì enormi danni, tanto che venne sostituito da un nuovo affresco del Vasari. I frammenti leonardiani rimasti sono tutt’oggi un mistero; alcuni sostengono siano sotto l’affresco vasariano, nascosti sotto un nuovo intonaco o una nuova parete; altri credono siano andati completamente distrutti. La pittura di Raffaele De Rosa è volontariamente anacronistica, fatta di eroi e cavalieri di mondi ed epoche lontane. L’artista dipinge scenari narrativi legati al ricordo e all’immaginazione con una poetica visionaria, un mondo onirico fatto di castelli e luoghi incantati, cavalli e cavalieri, miti e leggende che fa rivivere su grandi tele ad olio.

 

L’esposizione di De Rosa si sviluppa nel complesso di Sant’Agostino: la Chiesa e la Sala del Capitolo è sono dedicate allo scontro e a “I Cavalieri”, mentre la Sala dei Putti presenta le loro dimore, “Le Città”. La mostra resterà aperta dal martedì a venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica e festivi dalle 10.00 a 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso alla mostra è libero.

 

Raffaele de Rosa nasce nel 1940 a Podenzana. Trascorre la sua infanzia con i nonni, trasferendosi per anni in molte città italiane. A La Spezia è proprio la nonna ad obbligarlo a studiare il violino, strumento che odia. Di riflesso si mette di nascosto a dipingere. Frequenta un corso di decorazione e intorno ai sedici anni va a Livorno dove diviene amico dei più grandi pittori del ‘900 labronico come Lomi, Carraresi, Filippelli, Natali, Romiti, che lo misero in contatto con alcuni mercanti d’arte.

A soli diciannove anni firma il suo primo contratto, riuscendo a vendere tutte le sue opere al signor Stefanini, grazie a cui può seguire serenamente le sue ricerche e scelte pittoriche. Apre così uno studio a Firenze e nel 1963 stipula un contratto con Ruggero, noto mercante d’arte fiorentino.

Le opere dell’artista sono un esempio unico ed originale di pittura fantastica. Nel 1975 inizia a lavorare con la Graphis Arte Milano e inzia a farsi conoscere anche all’estero. Si allestiscono presto mostre in tutta Europa per poi arrivare anche negli Stati Uniti e in Israele. Negli anni ’80 espone a Copenaghen presso l‘Istituto Italiano di Cultura, all’Art Expo di New York e nel 1984 tiene una mostra a Gerusalemme e nel 1985 a Parigi presso la Maison de l‘Unesco. il suo nome comincia a circolare negli ambienti universitari suscitando interesse fra specialisti di Antropologia e di tradizioni popolari. Nel 2003 espone al XXIV Festival “La Versiliana”. Nel 2010 è a Minsk, Bielorussia, presso la Biblioteca Nazionale. Nel 2011-2012, grazie al sodalizio con l’Art Director Massimiliano Simoni (ARTITALY), è uno dei protagonisti de Il Mito contemporaneo in Sicilia, ed espone nei saloni del Teatro Politeama Garibaldi di Palermo. Nel 2014 presenta le sue opere ad Anversa nel prestigioso spazio del Veilings Sylvies e nel 2015 a Zurigo alla Philipp Schwander. Nel dicembre 2016 espone a Lucca la Fondazione Banca Del Monte. E’ in permanenza alla Havens Gallery a Columbia in South Carolina.

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