Patino e pedalò addio, Emiliano Favilla getta la spugna: “Troppa burocrazia”

“Un duro colpo al nostro amato patino, poi sostituito, con rammarico, dal pedalò. Vanno a sparire”.

Lo scrive in un post su Facebook Emiliano Favilla:

“La storia della riviera Versiliese è nata e vissuta di pari passo con il classico patino. Mezzo efficace per il salvataggio anche con mare mosso (impossibile con una comune barca) tanto amato dai nostri villeggianti e dagli stessi balneari per i vari usi che se ne poteva fare.

Si usava per vedere la costa dal largo, per tuffarsi in acqua più profonda e pulita. Si usava per stendere le reti tradizionali da pesca, tramagli e sciabiche; all’epoca non proibite.

La storia del patino è stata lunga e gloriosa, prima in legno di abete, larice, compensato marino, costruiti da ottimi artigiani (anche da corsa con scalmiere, carrelli e remi usati nelle classiche imbarcazioni da canottaggio) poi in vetroresina per la minore manutenzione.

I patini, quelli costruiti con gli appositi “prendisole” sono stati legati a un secolo di avventure amorose e molte coppie con turiste italiane e straniere ne conservano tutt’ora dolci ricordi.

Una volta, a differenza di oggi, tutti sapevano remare. Uomini, donne ragazze e ragazzi sapevano destreggiarsi con i patino e tutti gli stabilimenti balneari ne aveva a sufficienza per darli a noleggio alla clientela.

Negli anni 80 cominciò ad affacciarsi anche sulle nostre coste il Pedalò. Meno fascino rispetto al patino ma più pratico, pedalare è più semplice di remare.

Fu così che il patino cominciò a restare solo come mezzo di salvataggio e negli stabilimenti balneari si potevano affittare quasi esclusivamente i Pedalò.

Oggi siamo arrivati alla “frutta” anche per i pedalò. Troppe complicazioni, per i gestori degli stabilimenti balneari, per darli in locazione.

L’ordinanza dell’Autorità marittima prevede grosse responsabilità passibili da multe pesantissime per tutte le attenzioni legate alla sicurezza che non sempre a facile farle rispettare dai turisti che prendono il pedalò.

L’anno scorso decine di multe da oltre 1.000 euro sono fioccate ai gestori, tra l’altro, per carenza di registri dove annotare tutti i dati dell’equipaggio che noleggiano pedalò e patini, con qualche difficoltà pure per la legge che tutela la privacy ed anche per un certo buonsenso, visto che sono imbarcazioni che restano comunque a portata di vista e non prendono il largo per altri lidi come con le imbarcazioni a motore e/o vela.

Comunque quando si paventano problemi di sicurezza, contestazioni non si possono fare e se la norma è troppo gravosa di responsabilità è preferibile togliere di mezzo patini, pedalò ed altro, anche se sappiamo che farà tanto dispiacere per i nostri affezionati turisti che avranno sempre più difficoltà per trovarli da noleggiare”.

 

Aggiornato il: 25-04-2019 10:47