Cannabis light o droga? A pochi giorni dalla sentenza della Cassazione, che ha alimentato incertezze, il settore, tutta la filiera, da chi coltiva e produce, a chi distribuisce e vende, è in fermento, tanto da essersi dato appuntamento a Roma, davanti al Mise. Dei circa 300 imprenditori presenti,  una delegazione di 12, tra cui Alfredo Ghilarducci, il tabaccaio di Bozzano, nel comune di Massarosa, noto alle cronache per aver tolto dalla sua attività le slot machine, è stata ricevuta a Montecitorio. La sentenza della suprema corte, che ricordiamo non è legge, ma è un precedente di peso, ha avuto infatti l’effetto di moltiplicare, in tutta Italia, dubbi sulla canapa, tanto che molti hanno stoppato la produzione e tolto dalle vetrine dei negozi – farmacie incluse –  i prodotti che fino a ieri erano in vendita, dai parafarmaci agli alimenti. Svariati incontro con legali non sono riusciti a dipanare la matassa, e  lo spavento, e il non sapere come muoversi, il dover chiudere i battenti, con ovvie ripercussioni sia lavorative che finanziarie, la stanno facendo da padrone.

 Come procedere quindi?
“Rappresentiamo tutta la filiera, e siamo apolitici. Siamo stati ricevuti da parlamentari sia di maggioranza che di opposizione, Cinque Stelle e Radicali, comunque interessati alla questione canapa”, spiega a Versilia Today Ghilarducci: “Ci hanno ascoltato, noi abbiamo esposto le nostre ragioni e richieste. La magistratura, con la sentenza della Cassazione, ha riempito un vuoto legislativo. A questo punto è quindi necessario un regolamento, sia per la produzione che per il commercio. Le richieste, a breve e lungo termine, sono lo sblocco dell’impasse dopo la sentenza, nella quale non viene menzionato il tasso di thc, ma si parla solo di comprovata efficacia drogante, lasciando quindi spazio ad una interpretazione soggettiva per ogni “caso”, e la modifica della legge 242, con un regolamento per il commercio”.

L’0biettivo è anche un protocollo, condiviso con le Forze dell’Ordine.

I rappresentanti politici presenti all’incontro hanno mostrato molto interesse, richiedendo, oltre ai dati, anche gli studi sul valore del settore e dell’indotto, quindi sui posti di lavoro.

A fine giugno nuovo appuntamento a Roma

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