E’ iniziato ieri nelle aule del Tribunale di Lucca il processo, dinanzi al giudice Alessandro Trinci, per lo stalker antipsichiatrico. L’avvocato Francesco Ungaretti dell’Immagine, che tutela i medici psichiatri dell’ospedale Versilia –  il primario professor Mario Di Fiorino, e i dottori Manuela Garuglieri, Jacopo Massei, Luciano Rossi, Daniela Toschi e Gabriele Massei  -, parte offesa nel procedimento giudiziario,  ha preannunciato la costituzione della parte civile.
Risale alla scorsa estate la misura cautelare nei confronti dell’attuale imputato: il gip Antonia Aracri, con ordinanza del 7 luglio2018, in venti pagine, aveva ripercorso tutta l’attività antipsichiatrica dello stalker, che aveva coinvolto altre persone fragili per una guerra a oltranza contro le cure psichiatriche. Il Giudice Aracari aveva svelato come erano nate le false accuse: ad esempio l’episodio di quando lo stalker riuscì a farsi consegnare la password da un paziante ricoverato in Psichiatria, dopo un tentativo di suicidio, per lanciare false accuse , nascondendosi dietro l’identità dell’altro paziente. Nonostante l’ammonimento dell’allora Questore di Lucca, dottor Vincenzo Ciarambino, datato 11 Febbraio 2016, a non avvicinarsi agli psichiatri soggetti passivi del suo stalking, la sua attività non ha aveva avuto requie. Anzi c’era stato un crescendo di accuse , a volte sconclusionate, tanto che il professor Mario Di Fiorino lo aveva denunciato di nuovo. Forse da questo aveva preso nuovo impulso l’indagine del gip Aracri che nel suo atto aveva definito lo stalker un provocatore che, contro ogni evidenza, vuol far prevalere la sua linea di pensiero e di accuse.
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