Non sono stati salvati, nonostante il sequestro disposto dal pubblico ministero Salvatore Giannino, i filmati delle telecamere del bagno Texas a Marina di Pietrasanta, che avrebbero potuto far luce su quanto accaduto nella piscina idromassaggio e la morte della piccola turista parmense, la 12enne Sofia Bernkopf, avvenuta dopo 4 giorni di ricovero all’Opa di Massa. Perse per sempre, quindi, prove fondamentali all’indagine, tanto che la Procura di Lucca ha disposto un nuovo filone di inchiesta nei confronti della società con sede legale a Roma. L’ipotesi di reato è distruzione di prove di indagine.  I militari della Capitaneria di Porto, intervenuti immediatamente sul posto, avevano visionato i filmati, e gli inquirenti, a conoscenza del fatto che il sistema, dopo 72 ore, avrebbe cancellato automaticamente le immagini, ne avevano disposto il sequestro.  Il server dell’azienda di informatica è in Spagna, e da quanto emerso il salvataggio dei video non è stato effettuato.

In attesa delle risposte istologiche, dopo l’autopsia eseguita dal dottor Stefano Pierotti sabato scorso sul corpo della bimba, ed esclusa l’ipotesi del malore da congestione, si lavora sulla pista di un gioco di resistenza in apnea in piscina finito male, con i capelli di Sofia rimasti impigliati nel bocchettone di scarico. Per la morte della bimba sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo i proprietari del bagno Texas, Edo Cafissi, le figlie Elisabetta e Simonetta, i loro mariti Mario Marchi e Giampiero Livi, oltre ai due bagnini Emanuele Fulceri e Thomas Bianchi.

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