I bozzetti delle mascherate di gruppo - Carnevale di Viareggio, Eventi Versiliatoday.it

I bozzetti delle mascherate di gruppo

La cultura fa paura  di Silvano Bianchi

MASCHERATA IN GRUPPO Bianchi Silvano La cultura fa paura
MASCHERATA IN GRUPPO Bianchi Silvano La cultura fa paura

La società occidentale è in balia di un nuovo Medioevo. La cultura è la peste della nostra epoca. Le apparenze, le alternative facili e veloci, la violenza fisica e verbale, sono i mezzi scelti per vivere, affermarci e conquistare spazio nel mondo. Idee, conoscenza, intelletto e qualsiasi forma di cultura vengono prudentemente arginati e messi al rogo, vittime di un degrado sociale e morale.

I signori della notte di Michele Canova

I signori della notte sono i rapaci, protagonisti della costruzione. Ma in questo caso sono tutt’altro che i predatori cattivi dipinti dall’iconografia classica. Sono invece furbi e attenti osservatori e vedono tutto quello che l’uomo fa di terribile. Proprio per questo appaiono fieri. Sì, ma di non comportarsi come certi uomini.

MASCHERATA IN GRUPPO Canova Michele I signori della notte
MASCHERATA IN GRUPPO Canova Michele I signori della notte

Eh si cari signori siamo proprio noi anime pennute, rapaci dal finto sonno ma pronti a scattare sulla preda, navigatori dell’aria dallo sguardo beffardo. Come e quanto vi sia piaciuto renderci i più cattivi, come siete scaltri nel farci apparire predatori contro i deboli, dall’alto delle nostre notti solitarie tuttavia anche noi ne abbiamo viste tante che vi riguardano, fortuna vostra vuole però che il buon Dio ci abbia lasciati un gradino sotto dal poterci esprimere. Se solo potessimo scrivere un decimo di ciò che vediamo nelle vostre notti di squallidi umani… Poveri noi, sostanze tossiche che vengono scaricate nei mari o nei fiumi, giovani donne trattate come merce di scambio e poi droghe, bimbi oltraggiati, traffici illeciti di strumenti di morte… E la lista sarebbe molto ma molto più drammaticamente lunga. Bene, questo è il nostro punto di vista, da uccelli notturni quali siamo, fieri di non comportarci come certi uomini.

Alice, una fiaba moderna di Vania Fornaciari e Roberto De Leo

MASCHERATA IN GRUPPO De Leo S.a.s Alice...
MASCHERATA IN GRUPPO De Leo S.a.s Alice…

La mascherata è una moderna interpretazione della fiaba di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle meraviglie. Alice rappresenta il passaggio dall’infanzia libera e spensierata, all’età adulta. I personaggi della storia sono invece simboli delle principali problematiche che vivono gli adolescenti: ansia, stress, caos, irritabilità.   Alice compie il suo percorso di crescita personale e fisica in un vortice dove immaginazione e razionalità non fanno altro che scontrarsi.

La mascherata mette in scena, nella sintesi iconografica dei suoi principali protagonisti, l’interpretazione moderna della fiaba di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle meraviglie, dove Alice rappresenta il passaggio dall’infanzia libera e spensierata all’età adulta attraverso le problematiche che caratterizzano i nostri giorni senza tuttavia perdere quella che è una dota fondamentale dell’infanzia: la fantasia. Alice compie il suo percorso di crescita personale e fisica in un vortice dove immaginazione e razionalità non fanno altro che scontrarsi. Ad accompagnare Alice in questo fantastico viaggio sono il Bianconiglio, rappresentazione dell’ansia e dello stress che i genitori trasmettono ai propri figli, il Brucaliffo icona della razionalità degli adulti. Insofferente nei confronti di Alice che dovrà cercare la soluzione da sola per poter crescere, ma anche il simbolo del mutamento, tant’è che alla fine si trasforma in farfalla. Lo Stregatto o Gatto del Cheshire, elemento del caos che caratterizza la realtà in cui si vive, rivelando ad Alice che nel mondo di meraviglie sono tutti matti. La Regina di cuori testimonia il sentimento della rabbia, tipico del mondo degli adulti che per la risoluzione dei problemi usano metodi drastici come immaginare di tagliare la testa. Il Cappellaio Matto che con il suo bizzarro comportamento è sintomo di turbe della personalità, irritabilità, depressione e nervosismo, mali che caratterizzano i nostri tempi, un trip mentale curato con farmaci illeciti, ma anche con somministrazione di tutte le droghe possibili.

L’uomo dei sogni di Emilio Cinquini

MASCHERATA IN GRUPPO Emilio Cinquini srl L'uomo dei sogni
MASCHERATA IN GRUPPO Emilio Cinquini srl L’uomo dei sogni

Cento anni fa nasceva Federico Fellini: l’uomo dei sogni. L’uomo e l’artista che più di ogni altro ha saputo insegnare al mondo a sognare, a credere in tutto ciò che è in grado di farlo stupire. Il suo modo singolare di traghettare lo spettatore in un viaggio perenne tra sogni e realtà lo ha reso un’icona di importanza internazionale, un autore tra i più studiati, e amatissimo all’estero. Qualcuno disse che nei suoi film aveva colto il carnevale della vita.

Oggi il Carnevale di Viareggio vuole rendergli il suo personale omaggio.

Cento anni fa nasceva l’uomo dei sogni, colui che ha insegnato al mondo a sognare, e a credere in tutto ciò che è in grado di farlo stupire. Su di lui è stato scritto e detto molto, qualcuno ha sostenuto che Fellini nei suoi film avesse colto “il carnevale della vita”. Oggi il Carnevale decide di rendergli omaggio. Un omaggio a questo grande maestro d’arte che il carnevale lo ha conosciuto e frequentato anche concretamente attraverso le opere di Arnaldo Galli e Silvano Avanzini. Un’icona di importante internazionale, paragonato con ragione ai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco. Amatissimo all’estero, è tra gli autori italiani più studiati insieme a Dante, Michelangelo e Leonardo. Il suo modo di traghettare lo spettatore in un viaggio perenne tra sogni e realtà, ha fatto sì che in suo onore sia stato coniato l’aggettivo felliniano, proprio ad indicare la sua singolare capacità di raccontarci la realtà. Quando seppe della notizia commentò dicendo: “Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo”.

Terra promessa di Marzia Etna 

La situazione internazionale sempre più critica sia dal punto di vista sociale che ambientale crea caos e vede crescere sempre di più il fenomeno delle migrazioni. Tutti alla ricerca della terra promessa, libera, indipendente e pulita. Iniziano così i viaggi della speranza, messi in crisi dai potenti del grandi Stati

MASCHERATA IN GRUPPO Etna Marzia Terra promessa
MASCHERATA IN GRUPPO Etna Marzia Terra promessa

Siamo nel 2020, ci avviciniamo all’era spaziale, ma ancora oggi nel mondo si cerca la Terra Promessa. Tutti noi, in un mondo e nell’altro, siamo alla ricerca della terra promessa o per meglio dire una vita migliore. Terra promessa intesa sia come vita migliore, sia per trovare la propria terra libera e indipendente. Così ho voluto rappresentare e interpretare con le mie maschere la ricerca di qualcosa di migliore: palestinesi e tibetani alla ricerca del proprio territorio libero e indipendente, africani e messicani alla ricerca di una vita migliore lontana da guerre e fame, ed infine tutti i giovani nel mondo con a capo la famosa Greta alla ricerca di un mondo migliore, sano, pulito e più giusto. Ma la domanda che ci poniamo è: ma i poteri forti e mali oscuri ci faranno trovare la nostra Terra Promessa?

Populist art di Giampiero Ghiselli, su progetto di Maria Chiara Franceschini

MASCHERATA IN GRUPPO Ghiselli Giampiero Populist art
MASCHERATA IN GRUPPO Ghiselli Giampiero Populist art

Ai tempi del populismo e degli imbonitori, secondo i costruttori, vince chi sa usare la strategia del venditore diffondendo paure verso il diverso, per aumentare il senso di rabbia e frustrazione nelle persone. Ed allora l’assonanza con la popolar art, il movimento artistico americano degli anni Sessanta, inspirato al consumismo, ai fumetti, alla pubblicità e ai prodotti di massa, è facile e immediato. Nel nostro caso è Trump, nei panni di Superman, il protagonista della nuova populist art.

In questi tempi incerti sta riemergendo nel mondo politico il fenomeno del populismo. Per trascinare le masse si usano slogan e promesse non attuabili, si amplificano le paure verso il diverso per aumentare il senso di rabbia e di frustrazione nelle persone. Il re del far populismo è certamente Donald Trump che parla in maniera semplice, quasi sempre per immagini, ripetendo i concetti più e più volte fino a farli diventare slogan, la strategia del venditore che cerca di propinarti il suo prodotto. Questo imbonitore lo abbiamo raffigurato come Superman in un contesto di pop art, quel movimento artistico americano degli anni Sessanta inspirato alla società consumistica e alla cultura popolare dove giocano un ruolo fondamentale i fumetti, la pubblicità e i prodotti di massa. Dalla popolar art alla populist art

900 di Libero Maggini

MASCHERATA IN GRUPPO Maggini Libero 900
MASCHERATA IN GRUPPO Maggini Libero 900

Se c’è qualcuno che è riuscito a giocare, facendo arte, con razionalità e inconscio, questo è Pablo Picasso. La costruzione è un omaggio all’artista, in particolare nella fase in cui passa da periodo blu a quello rosa. Nella mascherata è raffigurato come un moderno Don Chisciotte che si lancia contro la figura frantumandola.

Razionalità e inconscio… Se c’è qualcuno che è riuscito a giocare con questi due stati dell’animo questo è Picasso che dopo un periodo (figurativo) caratterizzato da toni blu nel 1907 dipinge “Les demoiselles d’Avignon” e come un moderno Don Chisciotte si lancia verso la figura frantumandola come un vetro caduto a terra. Il dipinto cubista caratterizzato da toni rosa incarna a pieno lo spirito indagatore e libertino degli ultimi anni del secolo breve, contribuendo come i Beatles o i Led Zeppelin al cambiamento socio culturale di fine secolo.

“Dipingo gli oggetti come li penso, non come li vedo” (Pablo Picasso)

Ombre cinesi di Giacomo Marsili

MASCHERATA IN GRUPPO Marsili Giacomo Ombre cinesi
MASCHERATA IN GRUPPO Marsili Giacomo Ombre cinesi

Le ombre cinesi, simbolo di un’antica arte orientale, sono la proiezione di un’ombra oscura sull’Occidente. Il riflesso dell’ombra, come trasposizione fantastica dell’ormai visibile dominio cinese, oscura la colonizzazione e illumina le similitudini. Un bianco e nero che incarna la filosofia orientale e che nel male vede presente un po’ di bene e nel bene un po’ di male.

Facce ride di Adolfo Milazzo

MASCHERATA IN GRUPPO Milazzo Adolfo Facce ride
MASCHERATA IN GRUPPO Milazzo Adolfo Facce ride

A volte, in questo mondo, le troppe difficoltà tendono ad appesantirci… e se si pensa alle tante ipocrisie e ambiguità della vita, tante volte viene voglia di alleggerirsi. Certo mica far finta di niente, però spesso una bella risata ti può cambiare la giornata. Vieni a Viareggio, qui si che si può ridere a volontà, quando è Carneval. Ridere non è una banalità, in certi casi è quanto di meglio si può fare e la speranza può tornare…

Facce Ride perché sto monno qua c’è troppo da pensa’ e se guardo a’mbiguità der tempo che ce stà è proprio mejo non pensà… Certo: mica gerasse dellà, perché sennò ce sta a complicità… a vorte però è proprio mejo non pensà, a vorte na bella risata te po’ cambià a’ giornata… Dai su non t’abbacchià, viè a Viareggio, qua sì che se po’ ride a volontà quando è carneval… Ride non è na banalità, e certe vorte è quando de mejo se po’ fa… e la speranza te po’ tornà…

 

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Aggiornato il: 18-08-2019 0:03