Grazie alla collaborazione con Paola e Serena, due giovani mamme con la passione per la scrittura e con la voglia di condividere le loro esperienze di neo mamme, Versiliatoday inizia questo nuovo spazio dedicato ai Bambini. Uno spazio che non vuole essere verità, ma solo il racconto delle esperienze di queste ragazze che affrontano gli scogli e le problematiche quotidiane della maternità.

Allatamento al seno, croce e delizia di ogni mamma

Il primo argomento che Serena ci racconta è legato all’allattamento al seno della propria bambina, Chiara. Come in ogni maternità, un momento cruciale da affrontare e di seguito la nostra mamma ci racconta la sua esperienza.

(Quasi) Ogni donna può allattare al seno

Il punto di partenza è semplice: sono pochissimi i casi di agallatia o ipogalattia, spesso legati a specifiche patologie. Quasi ogni donna, quindi, può allattare. In alcuni casi l’allattamento si avvia senza problemi, in altri occorre faticare un po’ di più.

Latte materno, il nostro amore liquido

L’allattamento di Chiara non è stato facile: capezzolo sfuggente, bambina pigra, calo di peso troppo importante. Le sono state subito prescritte delle aggiunte di latte artificiale, ma la pediatra ci ha consigliato di sospenderle al più presto e di continuare ad attaccare la bambina il più possibile.

C’è voluto – tanto – tempo, ma ce l’abbiamo fatta. Oggi, a sette mesi, la nostra avventura di amore liquido continua ad andare avanti. Proprio la nostra che, a detta di alcuni operatori sanitari del nido ospedaliero, sembrava impossibile sul nascere.

Mio figlio è cresciuto con il latte artificiale, eppure sta bene e tra due settimane si sposa.

Questa era la frase di alcune amiche con la quale confidavo i miei sforzi per voler dare il mio la tte alla bambina. Come a dire: arrenditi, è inutile piangere.
Per me era importante allattare al seno, troppo importante, non ci siamo arresi. E oggi siamo ancora qui.

Paracapezzoli in silicone alleati e nemici

Se all’inizio i paracapezzoli in silicone ci erano sembrati ottimi alleati per favorire l’attacco di Chiara al seno, dopo sei settimane stavano interferendo con l’allattamento. In alcuni casi, infatti, possono andare a inibire la produzione di latte.

  1. Evita o limita l’uso di paracapezzoli in silicone; possono, infatti, interferire con l’allattamento.

Devo essere sincera: l’idea di avere una barriera tra il mio seno e la bocca di Chiara non mi aveva mai entusiasmata. Finché funzionava, però, finché Chiara riusciva ad alimentarsi e a crescere, avevo preferito non alterare quello che mi sembrava un equilibrio.

Non ero a conoscenza dei rischi dei paracapezzoli perché mi erano stati consigliati proprio da un’infermiera del nido quando Chiara aveva pochi giorni. Sembrava tutto perfetto, meno poetico ma funzionante. La pediatra che scegliemmo non si mostrò entusiasta da questo tipo di allattamento, ma fu un’ostetrica a chiarirmi perché il latte sembrasse sempre meno.
Mi consigliarono metodi per estroflettere il capezzolo, come la creazione di un sottovuoto o una serie di piccoli movimenti circolatori vicino all’areola.

Nel giro di un giorno riuscii ad attaccare Chiara senza paracappezoli. Da quel momento non siamo tornate indietro, neanche quando sono arrivate le ragadi.

Allattare al seno fa male

Quando ho tolto il paracapezzolo e iniziato ad attaccare Chiara senza barriere, la prima sensazione è stata di piacere, di gioia. Dopo pochi giorni, però, è arrivato il dolore.

L’attacco di Chiara non era ancora funzionale, specie al seno destro, quello dal capezzolo più problematico. C’erano tagli, c’era sangue. Il pensiero di attaccarla mi riempiva di angoscia, perché sapevo che avrebbe fatto male.

All’epoca lavavo il seno prima e dopo ogni poppata, sia con le salviette detergenti che con l’acqua. Il risultato? La pelle era sempre più secca, più soggetta a screpolarsi.

In commercio esistono alcune creme per il trattamento delle ragadi al capezzolo. Ne ho provata una, senza notare grossi miglioramenti.

Ho ricordato cosa mi dicevano le ostetriche dopo il parto: lasciare agire il latte, lasciarlo a lenire e a nutrire il capezzolo. Ho iniziato a lavare il capezzolo prima della poppata e a cospargere un po’ di latte sulla sua superficie a fine poppata. Nell’arco di un paio di giorni la situazione è migliorata e poi si è risolta del tutto.

  1. Il miglior aiuto contro le ragadi al seno è proprio il tuo latte.

 

Il giusto biberon

Per un certo periodo abbiamo dovuto supportare l’allattamento con una piccola aggiunta serale di latte artificiale. I bambini si abituano in fretta al biberon e Chiara stava diventando ancora più pigra al seno.

Biberon latte artificiale
Biberon latte artificiale – Photo credit: FotoRita [Allstar maniac] on Visual Hunt / CC BY-NC-ND
Nei biberon tradizionali il latte esce senza che il bambino faccia fatica, così molti neonati finiscono per abbandonare il seno e cominciano ad alimentarsi con un sistema che – sembra – meno difficoltoso.

  1. Il bambino a cui viene data l’aggiunta di latte artificiale rischia di diventare ancora più pigro. Per questo è importante scegliere la tettarella giusta o utilizzare metodi alternativi di cui l’ostetrica ti può informare.

Una ragazza del corso pre parto e un’ostetrica mi hanno consigliato una tettarella che ha salvato il nostro allattamento. Il funzionamento mi sembrava complicato, come l’indicazione di non introdurla mai a forza né sfilarla dalla bocca del neonato a causa del pericolo di soffocamento.

Nella pratica, in realtà, tutto avviene in modo molto naturale, proprio perché questa tettarella, Calma di Medela, riproduce il funzionamento del seno. Il bambino deve creare un sottovuoto e solo così il latte uscirà dai dotti.

Chiara è diventata più forte nel tirare e la poppata al seno si è fatta sempre più efficace.

 

La fiducia nel bambino

Nella parte finale delle mie considerazioni e della mia esperienza con allattamento al seno; non posso trascurare l’attrice principale della riuscita del nostro allattamento: la fiducia. Quella in me stessa, supportata dalla pediatra di Chiara, dalle ostetriche e da mio marito. E quella in Chiara, nella sua capacità di regolarsi con il latte.

  1. Fidati di te e del tuo bambino.

Ho smesso di guardare l’orologio, di chiedermi se fosse stata attaccata a sufficienza e di calcolare l’orario della poppata successiva.

E oggi è bello allattare, anche se a volte è un po’ stancante. Così delle volte mi addormento stringendola tra le braccia. E anche lei scivola nel sonno. Proprio in quel momento, mi sento bene. Mi sento di avere tutto il mondo tra le mani.

  1. Allattare al seno è importante e bello, se non diventa una malattia per la mamma. Una mamma serena è la cosa più importante, per sé e per il suo bambino.

 


Serena, giovane mamma classe 1985 insieme a Paola hanno deciso di raccontare le loro esperienze di neo mamme creando un loro spazio Blog Due Mamme un Blog dove condividono i loro progressi e le loro difficolta nel crescere le loro bambine sono nata nel 1985 a Viareggio.

“Vivo a Lido di Camaiore, ma la mia casa è sul molo. Corro a rifugiarmi lì quando ne ho bisogno e, fino a pochi mesi fa, vi trovavo tutto quello di cui avevo bisogno: uno scoglio su cui sedere, l’infinito azzurro da guardare nel mare e nel cielo, i monti con la loro rassicurante presenza. E poi la moleskine e una penna. Fino a pochi mesi fa c’era già tutto, ora mancherebbe Chiara.

Sono diventata madre di Chiara il giorno di San Valentino del 2019, ma il nostro legame è nato prima del test di gravidanza, anche di quel falso negativo: sapevo che c’era, la sentivo, la sentivo mia e mi sentivo sua. La scrittura mi ha salvato una volta, Chiara la seconda.

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