“Il castagno e il farro sono prodotti quasi dimenticati in Toscana ma che hanno costituito la base culinaria di generazioni intere di toscani a partire dal medioevo. Oggi, questi prodotti non possono essere riservati ad un’utenza di pochi, ma devono essere maggiormente valorizzati  in tutta la Toscana nei mercati, nei ristoranti e nelle scuole dove mangiar sano con prodotti del proprio territorio deve diventare la regola e non l’eccezione. Castagne e farro della Toscana come altri prodotti della montagna, devono essere al centro dell’alimentazione scolastica dei bambini toscani. I progetti scolastici che prevedono l’apprendimento della cultura e delle tradizioni legate ai prodotti tipici del territorio toscano – anche direttamente in loco – rappresentano un importante recupero della nostra storia culturale e, per questo, dovrebbero essere promossi in tutte le scuole. Valorizzare i prodotti tradizionali legati ad un territorio significa rivitalizzare una cultura, una popolazione e un’economia. Da anni abbiamo assistito in Regione Toscana al progressivo spopolamento di intere aree montane a causa della mancanza di attività produttive, di infrastrutture, strade, collegamenti, presidi postali e scuole. Favorire sviluppo di attività di filiera (produzione, trasformazione e commercializzazione) in stretto collegamento con le altre attività del territorio come agriturismo e artigianato ha indubbiamente riflessi positivi su tutti i territori montani. La valorizzazione dei prodotti tradizionali è di fondamentale importanza, in quanto contribuisce a rivitalizzare l’economia della montagna e l’occupazione, a contrastare lo spopolamento, a mantenere in buono stato il paesaggio e, infine, consente il recupero e il mantenimento non solo del patrimonio architettonico rurale ma anche delle tradizioni e della cultura di un territorio autentico ed incontaminato.”

 

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