Barni e Saccardi su violenza di genere: "Un tema che deve attraversare tutte le politiche. Necessaria una rivoluzione culturale" - La voce degli Enti Versiliatoday.it

Barni e Saccardi su violenza di genere: “Un tema che deve attraversare tutte le politiche. Necessaria una rivoluzione culturale”

“Quando ci si ritrova a parlare di questo tema, si deve dimenticare ogni formalismo, e entrare direttamente nel merito di una questione che ci affligge tutti. Le istituzioni declinano la propria efficacia, la propria azione, quando hanno la capacità di tutelare le persone fragili”. Così l’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi ha rivolto il suo saluto a una Sala Pegaso gremita, in grande maggioranza da donne, per la presentazione dell’undicesimo Rapporto sulla violenza di genere in Toscana, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

“Il Presidente della Repubblica l’ha definita un’emergenza nazionale – ha ricordato – E la ministra dell’interno Lamorgese ha riconosciuto la Toscana come la regione che ha dato l’avvio all’esperienza del Codice Rosa, che compie quest’anno dieci anni, lo celebreremo a Grosseto, dove è nato, l’11 dicembre prossimo, ed è stato e continua a essere un esempio, non solo nel nostro Paese, ma anche fuori: questo tipo di risposta sul fronte sanitario alle persone vittime di violenza ha fatto scuola. E ha fatto grandi passi avanti, lo abbiamo strutturato: è una rete che comincia all’ingresso del Pronto soccorso, ma non si ferma lì, è una filiera che prosegue senza soluzione di continuità nella presa in carico sociale, attraverso servizi e Centri antiviolenza”.

Stefania Saccardi ha ricordato quanto è stato fatto in questi anni: “Un accordo importante con la Magistratura e le forze dell’ordine, abbiamo coinvolto tutte le Procure della regione con un Protocollo che ha messo in piedi procedure che possano garantire una migliore presa in carico delle persone e la correttezza del percorso giudiziario; abbiamo istituito borse di studio e un master all’Università di Siena. Grazie alla vicepresidente Barni, per la capacità di collaborare in modo stretto e costante per dare risposte coordinate su un tema che non deve essere di nicchia, ma attraversare tutte le politiche. Abbiamo ancora molto lavoro da fare – ha detto ancora – Siamo scoraggiate dai dati, che per quanto si faccia, sono sempre drammaticamente alti. Possiamo leggere questo come capacità di emersione di un fenomeno, è positivo che le donne denuncino. Noi non dobbiamo mai abituarci, rassegnarci. La violenza di genere deve scompari re, nell’interesse non solo delle donne, ma di tutta la comunità”.

La vicepresidente con delega alle pari opportunità Monica Barni nel suo intervento ha parlato di “Bilanci e sfide per il futuro”. “La violenza di genere è un fenomeno che ha carattere strutturale e radici profondissime nella nostra società, i racconti siamo costretti ad ascoltarli ogni giorno. E’ fondamentale il coraggio della denuncia, ancora l’80% delle violenze di genere resta sommerso. Questo è un problema che va combattutto prima di tutto con una grande rivoluzione culturale. In questi anni abbiamo portato avanti delle politiche che voglio definire un “sfida istituzionale al problema”. A un fenomeno strutturale vanno date risposte di sistema, che hanno bisogno della condivisione di tutti i soggetti, solo lavorando insieme si possono dare risposte concrete. La Toscana – ha ricordato – è stata tra le prime Regioni a dotarsi di una legge sulla violenza di genere, e il nostro contributo & egrave; stato propulsivo”.

Sottolineando il ruolo di coordinamento della Rete regionale antiviolenza, Monica Barni ha illustrato le azioni sviluppate dalla Regione su tre assi: prevenzione, protezione e sostegno, governance: “Sul fronte prevenzione ci siamo attivati su sensibilizzazione della cittadinanza (campagna di comunicazione per la promozione del numero nazionale antiviolenza 1522, nel mondo dello sprt e nei mercati, con borracce e borse di stoffa); sensibilizzazione delle giovani generazioni, con azioni per il contrasto agli stereotipi di genere, concorso per le tesi di laurea; sensibilizzazione dei mass media, con incontri e seminari su “linguaggio dei media e genere”. Il racconto della violenza nasconde ancora una terribile misoginia. Sull’asse prevenzione e sostegno – ha informato ancora la vicepresidente – abbiamo garantito l’utilizzo di tutti i finanziamenti dedicati a Centri antiviolenza e Case rifugio, attivato percorsi di empowerment economico finanziario. Quat tro milioni e mezzo, di cui quasi un milione risorse regionali. Ulteriori risorse regionali sono state utilizzate per azioni a carttere sperimentale di autonomia abitativa e reinserimento lavorativo”.

Infine, sull’asse governance, “La Toscana ha operato a livello nazionale, essendo sempre presente ai tavoli nazionali e ponendosi sempre come parte attiva; a livello regionale, soprattutto con la costituzione nel 2015 del Comitato regionale di coordinamento sulla violenza di genere; e a livello territoriale, realizzando, in collaborazione con Anci, un percorso di ricerca-azione tra istituzioni, Centri antiviolenza e associazioni per rilevare lo stato dell’arte delle reti antiviolenza provinciali e zonali. Quanto alle sfide per il futuro – ha concluso Monica Barni – un tema di rilievo è quello dei percorsi verso l’autonomia, che implicano sostegni di tipo abitativo e lavorativo”.

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Aggiornato il: 25-11-2019 14:12