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Di Hiv non si parla più ma il contagio esiste

Di Hiv non si parla più ma il contagio esiste. Sono recenti i numeri diffusi nell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità dove emerge chiaro come l’incidenza più alta delle nuove infezioni da Hiv è quella che si registra tra i 25 e i 29 anni. Segno che questa parte di popolazione sembra non mostrare più paura dell’Aids.

Si rende necessario quindi “Rompere il silenzio”, studiare “campagne di informazione e sensibilizzazione alla prevenzione. Con queste contrasto del pregiudizio” perché sull’Hiv, e in generale sulle malattie sessualmente trasmissibili, la comunicazione è scarsa. Questo mentre l’incidenza del contagio aumenta tra i più giovani e la “Toscana risulta essere tra le regioni più colpite”. In commissione Sanità del Consiglio regionale, guidata da Stefano Scaramelli , la presidente e la vicepresidente della commissione Pari opportunità, Rosanna Pugnalini e Caterina Coralli, lanciano un allarme preciso: “Non si parla più di Aids, di contagi sessuali in generale, ma le malattie esistono e i dati parlano chiaro. Stiamo assistendo ad un aumento dell’incidenza soprattutto tra i giovani. Nonostante la nostra sia una regione da sempre attenta e impegnata nel campo della prevenzione”.

Quanto dichiarato dalle due rappresentati dell’organismo impegnato nell’uguaglianza tra i generi è subito raccolto dal presidente Scaramelli che afferma: “Partiremo con un lavoro congiunto di tutte le forze politiche, coinvolgeremo i garanti regionali a partire da Difensore civico e quello a tutela dei minori fino ad ascoltare i rappresentati del Parlamento degli studenti perché la tematica è seria e la responsabilità dell’educazione ad una cultura che contrasta stereotipi, pregiudizi e sottovaluta la pericolosità di malattie potenzialmente mortali deve essere al centro della nostra agenda politica”.

Unanime il sostegno dei commissari a partire dal vicepresidente Paolo Sarti che auspica un “Piano regionale” e avverte: “Non serve fare spot. Occorrono impegni e informazioni costanti”. Il riferimento è alla prossima giornata mondiale contro l’Aids che si celebrerà domenica 1 dicembre. “Parlarne solo in occasioni di ricorrenze non porta risultati” spiega. Ne sono convinti anche gli altri commissari. Ilaria Giovannetti  ricorda la mozione per promuovere la diffusione del test del tampone salivale e dichiara: “Pensiamo ad un atto più incisivo. Lavoriamoci insieme per mantenere alta l’attenzione”. Andrea Quartini  va oltre: “Occorre impegnarci su due fronti contemporaneamente. Da un lato l’informazione e la comunicazione, dall’altro il contrasto al pregiudizio che ancora esiste su una malattia che può anche andare in remissione”. “A distanza di quaranta anni la cultura del sospetto resiste. Si tende ad isolare e ghettizzare. Serve un percorso che coinvolga anche il mondo scolastico” avverte Monica Pecori .

I dati resi dalla vicepresidente Coralli, che in commissione ha rivelato di essere sieropositiva, fotografano un aumento dei casi di infezione soprattutto nei giovani, spesso peraltro inconsapevoli di essere contagiati. Anche per questo, il presidente Scaramelli intende intervenire subito: “La malattia può restare asintomatica e silente per molti anni. Forse anche per questo viene sottovalutata. Noi non lo faremo”

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Aggiornato il: 28-11-2019 8:08